FATTI

Giornalisti, nuovo concorso Rai
contestato dai 100 "idonei" del 2015

“Perché fare un nuovo concorso quando una graduatoria è ancora vigente, in base al comma 1096 della legge di bilancio 2018? Legge che cita espressamente...

l'Unità: rivolta dei giornalisti
contro la direzione di Belpietro

Domani dovrebbe essere in edicola lo storico quotidiano comunista "l’Unità", fondato da Gramsci e chiuso nel 2017. Solo per un giorno e firmato da Maurizio Belpietro...

"Perché, per i dibattiti parlamentari
10 e non 5 mln a Radio Radicale?"

“A dicembre abbiamo fatto una proposta di proroga di un anno a 5 milioni di euro. Perché 5 e non 10? Perché le tecnologie consentono di ridurre i costi. Non solo...

"Contro fake news e manipolazioni
mettere al centro la Costituzione"

Beppe Giulietti, presidente della Fnsi, nell'intervista pubblicata su ilbolive.unipd.it, a cura di Daniele Mont D'Arpizio: combattere le fake news con la Costituzione....

Stati generali dell'editoria, una sfida
i giornalisti la raccolgono e rilanciano

I giornalisti raccolgono “la sfida del governo per gli Stati generali dell'editoria, che devono costituire un'occasione per il rilancio dell'occupazione...

Minacce di morte
"Non ce la faccio più"

PAOLO BORROMETI (*)

“Borrometi, il prossimo a morire sei tu” Scrivere per informare ed essere continuamente minacciati di morte. Non se ne può più...

Appello di Reporters Sans Frontieres
sull'arresto di Julian Assange

Le fondateur de Wikileaks a été arrêté à Londres pour violation présumée de sa liberté conditionnelle. Il a été placé en garde à vue le 11 avril...

Par condicio ancora coi monologhi?
No, forse coi confronti all'americana

La par condicio per le prossime elezioni europee? Il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini (Forza Italia), propone che si passi...

Copyright controverso
ma il nulla sarebbe stato peggio

VINCENZO VITA (*)

La controversa direttiva europea sul copyright nel mercato digitale è passata a maggioranza (348 sì, 274 no, 36 astenuti, ma la proposta...

L'ottava vittima italiana
del volo Ethiopian, Al Bano e il KGB...

LEONARDO COEN (*)

Otto le vittime italiane del tragico volo Ethiopian. Ma i giornali ne ricordano sette, raccontandone le biografie. Di Rosemary...

Tav, bordelli, crollo dell'economia
e il governo è in gran tempesta

Alessandro Cardulli (*)

"Ahi serva Italia, di dolore ostello,/nave sanza nocchiere in gran tempesta,/ non donna di province, ma bordello!"...

Iniziative

IERI E OGGI

I "NEOFASCISMI"
IN ITALIA, DA SALO'
A CASAPOUND

NUNZIO DELL'ERBA

La storia dell’estrema destra è strettamente connessa a quella della Repubblica italiana. Essa rappresenta una specifica area composta da gruppi non sempre omogenei sul piano ideologico, ma animata da una radice comune, che si identifica con la finalità di modificare il sistema istituzionale e travolgere l’assetto democratico del nostro Paese. Questo è l’aspetto iniziale da cui si dipana la ricerca condotta da Claudio Vercelli nel suo interessante volume Neofascismi (Edizioni del Capricorno, Torino 2018, pp. 188). L’analisi storica dell’estrema destra è collocata in un lungo periodo, che va dalla fine del Ventennio fascista e dalla vicenda della Repubblica di Salò fino ai nostri giorni. Essa presenta le molteplici organizzazioni di quello che l’autore denomina l’«arcipelago nero» in Italia. Un insieme di gruppi, che si avvale nel corso della sua storia di varie sigle e di uno «stile neofascista» caratterizzato da simboli comuni e da pratiche continue lontane dai valori di una democrazia moderna. Proprio durante la vicenda di Salò, ancora vivente Benito Mussolini, fu costituito il Partito fascista repubblicano (Pfr), che si presentò agli Italiani come un «ordine di credenti e di combattenti» contro i «traditori» del Gran Consiglio, ossia i diciannove firmatari dell’ordine del giorno Grandi del 24-25 luglio 1943. L’intero periodo che va dall’8 settembre di quell’anno fino all’aprile 1945 è infatti considerato come una sorta di «guerra civile» che avrebbe visto contrapposti i fascisti repubblichini ai partigiani. Dell’organizzazione neofascista l’Autore presenta il gruppo dirigente e discute la consistenza numerica dei diversi nuclei sparsi in tutta Italia con presenze variegate che sopravvivono alla clandestinità, riuscendo il 3 dicembre 1946 a fondare il Movimento Sociale Italiano. Il nuovo partito, denominato «Mo. S. IT», ebbe come organo «La Rivolta Ideale» che il 26 dicembre annunciò la sua costituzione, dichiarandosi apertamente neofascista e chiamando a raccolta «tutti i fedeli della Patria» con lo scopo di «creare un fronte unico della gioventù italiana dei combattenti, dei reduci, degli ex prigionieri» e di tutti gli Italiani che credono […] nei valori spirituali della vita»...