FATTI

L'ottava vittima italiana
del volo Ethiopian, Al Bano e il KGB...

LEONARDO COEN (*)

Otto le vittime italiane del tragico volo Ethiopian. Ma i giornali ne ricordano sette, raccontandone le biografie. Di Rosemary...

Tav, bordelli, crollo dell'economia
e il governo è in gran tempesta

Alessandro Cardulli (*)

"Ahi serva Italia, di dolore ostello,/nave sanza nocchiere in gran tempesta,/ non donna di province, ma bordello!"...

Ed ecco la Repubblica di Verdelli
alla conquista di copie e di target

La prima pagina di Repubblica non contiene quello che oggi è la notizia più importante per Repubblica, e tra le più importanti per il mondo della comunicazione: da oggi...

Fnsi, un nuovo quadriennio di fuoco
per i confermati Lorusso e Giulietti

Hanno lavorato quattro anni gomito a gomito, lo faranno per altri quattro. Lorusso e Giulietti condurranno le azioni del sindacato unitario dei giornalisti italiani...

La replica del segretario Lorusso
al 28° congresso della Fnsi

“Il precedente governo ci ha ascoltato, però è andato in un’altra direzione. Se avesse ascoltato di più il mondo del lavoro non dovrebbe ora chiedersi perché ha perso...

Mattarella: "Perché sono inscindibili
libertà di informazione e democrazia

“La vita della Repubblica e la nostra Costituzione sono profondamente segnate da questo principio. La XVII norma transitoria della Costituzione affidava, in via eccezionale...

"Stampa sotto attacco" al centro
del 28° congresso della Fnsi

La stampa vista come "ostacolo ad un modello a cui il potere ambisce da sempre, ovvero la cancellazione del pluralismo, l'annientamento del pensiero critico, la diffusione ...

Giovani e informazione: tutti i dati
al 75% si aggiornano in rete

“La centralità delle Rete incide in modo significativo sulle modalità di informazione delle nuove generazioni: il 75% entra in contatto con l'attualità...

Ho la nausea
dei libri di testo di storia

NICOLA CONTEGRECO (*)

Ho la nausea dei libri di testo di storia. La loro organizzazione monolitica, la piatta ripetitività e la natura elementare di ogni ...

"Io, comico discriminato di destra,
berlusconiano, M5S, ambasciatore..."

Da comico di destra, a berlusconiano, a pentastellato, a membro della commissione italiana per l’Unesco. Sedicente discriminato., è sempre...

“L’altro giorno ho fatto 40 anni”. Tragica storia di cronista precario

articolo21.org (*)

di PINO SCACCIA
“Se un giornalista scopre una notizia, la scrive. Tutto il resto fotte niente. C’era un un ragazzo...

Iniziative

IERI E OGGI

A PROPOSITO
DI MUSSOLINI
Un "piccolo" che volle essere "grande"

LUDOVICO FULCI

La storia di un paese è in qualche modo la storia di chi lo ha rappresentato. Se questo è vero alla coscienza di una nazione, lo è ancora di più alla coscienza di un popolo che a quella nazione sia vicino per ragioni storico – politiche. Quale più quale meno, a tutti i vicini di casa un popolo appare diverso da quel che crede d'essere quando pensa ai tratti costitutivi della propria identità culturale. Questa cosa che vale per tutti, vale in modo particolare per noi italiani che siamo, agli occhi delle altre nazioni europee “consorelle”, un bel po' diversi da come sembriamo a noi stessi. E' un fatto che noi ci consideriamo intelligenti, creativi, fantasiosi e geniali, mentre gli altri ci vedono vanagloriosi, imbroglioni, inattendibili e poco seri. Il divario nel giudizio è considerevole ed è bene che da parte nostra se prenda atto. La storia non ci ha certo aiutati. Arrivati quasi per ultimi a darci una forma di Stato indipendente, dopo che Inghilterra, Francia, Spagna, Olanda, Svezia, Norvegia avevano ormai da lungo tempo raggiunto questo traguardo, che era bene o male visto come traguardo di civiltà, abbiamo voltato le spalle alle conquistate libere istituzioni, cadendo in una dittatura come quella fascista. 1.Il fascismo visto dai non italiani: l'immaturità politica di un popolo Il punto grave, tanto da allarmarci, è che quell'infantilismo morale e civico, che all'uomo medio italiano viene rimproverato ogni volta che si atteggia a don Giovanni, o preferisce lo stadio a uno straccio di impegno civico, si converte nell'accusa d'essere noi italiani incapaci di gestirci autonomamente, perché refrattari alla democrazia, che può fondarsi solo su un maturo senso civico dei cittadini. Siamo considerati gente neanche troppo brava, capace di tirare quattro calci a un pallone, di fare complimenti magari pesanti a una bella turista, e di proteggerci l'un l'altro in una catena di omertà. Il giudizio è severissimo, per poco che si conosca la mentalità dei popoli del Nord - Europa...