FATTI

Diffusioni carta+digitale:
cresce solo Il Fatto

"Il Fatto Quotidiano cresce. Tutti gli altri perdono con percentuali a doppia cifra. Secondo i dati dell'Accertamenti Diffusione Stampa di novembre...

Questi vent'anni
di Repubblica.it

blogautore.repubblica.it (*)

di ernesto assante
Sono passati esattamente venti anni da quando, il 14 gennaio del 1997, Repubblica.it aprì...

Il tracollo delle copie vendute
dai giornali di carta

affaritaliani.it (*)

di luigi esposito
Nel Belpaese tra il 2011 e il 2015 le copie vendute ogni anno dei quotidiani cartacei sono...

Un libro per capire quell'attacco
"al cuore dello Stato"

nicola lofoco

Troppe volte la storia delle Brigate Rosse è stata raccontata male, in maniera approssimativa e talvolta anche letteralmente imbevuta...

"Ma io continuo a vendere giornali
davanti alla mia edicola chiusa"

huffingtonpost.it (*)

di benedetta maffioli
Una vita da edicolante alla stazione di Grandate-Breccia, in provincia di Como. Fino a quando...

Nuovi contributi in Francia
per media, stampa e online

editoria.tv (*)

di ivan zambardino
Audrey Azoulay ha annunciato l’entrata in vigore della riforma degli aiuti al settore della stampa...

Diritto: fin dove arriva
la libertà di informazione?

leggioggi.it/

di fernanda faini
Il Consiglio di Stato si trova ad affrontare la «complessa» (per sua stessa affermazione) questione...

E il Nyt scese in guerra
contro WikiLeaks

espresso.repubblica.it (*)

di stefania maurizi
L'attacco è feroce, ma non inatteso. Il New York Times pubblica un lungo reportage...

Scontro Rai-Fonografici:
1,2 mln la posta in gioco

corrierecomunicazioni.it (*)

La Tv pubblica non paga dal 31 dicembre 2015 il copyright per la musica che passa sulle sue reti. La società che gestisce il copyright...

Fare informazione in italiano
mentre l’Italia dorme

lsdi.it (*)

di vittorio pasteris
Qualche piccola considerazione sugli obiettivi del fare informazione in lingua italiana mentre...

Giornale di Sicilia in crisi
fuori 12 redattori?

palermo.blogsicilia.it (*)

La proprietà del Giornale di Sicilia. dopo aver ridotto il numero dei poligrafici, ha annunciato di dover procedere...

MERCATO

IL QUOTIDIANO
LOCALE
E POPOLARE
NON E' SOLO
UN GIORNALE
E PUO' CONVIVERE
CON LA RETE

BEPPE LOPEZ (*)

L’Italia si è ritrovata nel sistema della comunicazione globale, dominata dall’online, con giornali cartacei lontani anni luce dagli interessi, dal linguaggio e dai bisogni (tanto per cominciare, informativi) delle persone. Con il sistema di giornali locali, in particolare, devastato e sostanzialmente annullato dalle conglomerate editorial-pubblicitarie (in primis, la Repubblica e il Corriere della Sera). E con un assetto di testate qualificate perlopiù dall’essere nazionali e d’opinione, quasi tutte “di Palazzo” o al più di pezzi di Palazzo e spesso organi di questo o di quell’altro centro di potere politico ed economico-finanziario. Così, dopo essere stato da sempre tra i paesi con i più bassi indici di lettura di quotidiani al mondo, ne registra oggi il crollo più pesante, praticamente vertiginoso, definitivo, sino a far ritenere ormai imminente – molto prima delle pur più funeste previsioni – il passaggio totale in Rete della gran parte delle testate vere, cioè quelle che la gente compra in edicola (non quelle esistenti solo nelle rassegne-stampa e nei dibattiti televisivi). Del resto, molte testate, pur affacciandosi alla Rete, continuano ad uscire in edizione cartacea anche perché, in particolare da noi, in Rete la stragrande maggioranza dei “lettori” sono ancora lontanissimi dall’idea di pagare per aggiornarsi e documentarsi, mentre la pubblicità stenta a decollarvi. In questo quadro la gran parte degli editori e dei giornalisti – così come per lunghi decenni hanno individuato nella Tv l’alibi per la loro storica incapacità di confezionare prodotti per il mercato (vale a dire per le esigenze informative della gente, non del Palazzo) – ora ritengono i propri giornali non solo destinati a morte certa ma già dei sopravvissuti. Naturalmente, per colpa della Rete, non ci sarebbe più niente da fare...