FATTI

“L’altro giorno ho fatto 40 anni”. Tragica storia di cronista precario

articolo21.org (*)

di PINO SCACCIA
“Se un giornalista scopre una notizia, la scrive. Tutto il resto fotte niente. C’era un un ragazzo...

L'accademica e il forbito opinionista
uno scontro istruttivo

Di Cesare e Fusaro. E’ passato in secondo piano, nelle scorse settimane, un istruttivo scambio di opinioni (e di parole denigratorie) fra la studiosa e il saggista...

Una per una le voci del Bilancio
comprese editoria, web tax e "incroci"

Tagli all’editoria, web tax e stop definitivo agli incroci tv-giornali. Sono previste sostanzialmente queste tre misure, nella legge di Bilancio approvata dalle Camere...

Incroci fra tv nazionali e giornali:
"Il divieto diventa definitivo"

Il divieto di incroci stampa-tv “non sarà più prorogato di anno in anno come avveniva in passato e diventa definitivo". Il sottosegretario all'Editoria Vito Crimi ha scritto...

Giornalisti al voto per il sindacato
"Tutto cominciò nel 1970"

GIUSEPPE LOTETA (*)

Si vota per eleggere i delegati al congresso nazionale della FNSI, il sindacato dei giornalisti. Un po' di storia non fa male...

Là dove c'era la libreria Guida
ora verrà aperta una jeanseria

“I dirigenti marketing di un notissimo marchio di abbigliamento giovanile interessato all’immobile mi hanno contattato chiedendomi disponibilità ad allestire...

Ferocia quotidiana in metro
"Questo è successo a me"

GIORGIA ROMBOLA' (*)

Questo è successo a me, e non a qualcun altro. È successo alle 14.30 su un treno della linea A della metro di Roma. Fermi a una fermata...

Scala, 7 dicembre: "la serata d'opera
più importante del mondo"

“Attila” di Verdi per tutti. Coloro che non sono riusciti a prenotare un posto e quanti non hanno potuto permettersi l'acquisto di un biglietto (prezzi fino a tremila...

Il caso di Aldo Braibanti
oggi in teatro, ieri cronaca vera

GIUSEPPE LOTETA (*)

Ieri sera è andata in scena al teatro Torlonia di Roma la prima dell’opera teatrale “Il caso Braibanti", di Massimo Palmese, con la regia...

"Un museo per la lingua italiana"
Antonelli spiega la sua idea

Un viaggio nella storia della lingua italiana. Un percorso tra i documenti che ne sono alla base, arricchito da mappe interattive, in grado di raccontare in modo...

Nuove scoperte su Giotto
è suo "Esaù respinto da Isacco"

Sinora "Esaù respinto da Isacco", il grande affresco della Basilica Superiore di Assisi di 3 metri per 3, era dai più attribuito ad un non meglio definito "Maestro...

Iniziative

SAGGIO

IL FECONDO RAPPORTO
FRA LUIGI STURZO
E CARLO ROSSELLI
(A CENT'ANNI DALL'APPELLO
AI LIBERI E FORTI)

NUNZIO DELL'ERBA

“A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnino nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà…”. Proprio così: giustizia e libertà. Era il 18 gennaio 1919, esattamente cento anni fa. Si concentravano in queste due parole gli ideali che animarono l’Appello agli uomini liberi e forti con il quale don Luigi Sturzo fondò il Partito popolare. E “Giustizia e Libertà” si chiamò, dieci anni dopo, nel 1929, il movimento politico liberal-socialista fondato a Parigi dagli esuli antifascisti e in particolare da Carlo Rosselli. Da un'ottica strettamente storica sono state più volte rilevate le incomprensioni che segnarono i rapporti tra Sturzo e Rosselli, ma anche l'auspicio dell'unità tra cattolici e socialisti riformisti per impedire l'ascesa al potere del fascismo (ancora nei giorni scorsi da parte di E. Galli della Loggia e di Antonio Carioti, Corriere della Sera, 18 gennaio 2019). Si deve anche dire – come afferma in apertura di questo suo saggio Nunzio Dell’Erba – che “la storiografia contemporanea ha dedicato scarsa attenzione al fecondo rapporto di amicizia che unì Sturzo a Rosselli…”.
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La storiografia contemporanea ha dedicato scarsa attenzione al fecondo rapporto di amicizia che unì Sturzo a Rosselli, l’uno prete cattolico con un profondo attaccamento alla sua missione sacerdotale, l’altro laico con sporadiche simpatie ebraiche d’ascendenza familiare (1). Seppure di convinzioni politiche e ideali diverse, i due intellettuali furono accomunati da una forte riflessione sul ruolo della religione nella società, sulla questione cattolica e sul rapporto tra cristianesimo e socialismo. La salda difesa dei valori della libertà e della democrazia, proprio per le vicende storiche del loro tempo, s’intrecciò a considerazioni critiche sulla guerra e su altri aspetti peculiari come la crisi dello Stato liberale, la genesi del fascismo e la natura dei totalitarismi. Ma alla base del loro sodalizio politico non vi fu soltanto...