IERI/OGGI

Le prfoessioni di Ottobre

  • LA REGIONI ERANO
    NATE CON BEN
    ALTRO SPIRITO.
    IL CASO-PUGLIA

    BEPPE LOPEZ

    Le mille e dodici postazioni di lavoro dell’attuale sede della Regione Puglia non possono non fare un certo effetto a uno che c’era quando il Consiglio regionale pugliese, nel luglio del 1970, agli inizi della sua esistenza, contava solo su due/tre unità lavorative. Le attuali mille e seicento plafoniere, da seicentotrentasette euro l’una? Allora, quando si chiudeva la giornata, dopo essersi scazzati con i “maledetti centralisti” – che non la volevano proprio sapere di cedere alle neonate Regioni le funzioni e le risorse che i Ministeri avevano transitoriamente gestito per venticinque anni – si spegneva il lampadario dell’unica stanza a disposizione provvisoria, nel Palazzo della Provincia, e si andava a casa. Le foto della nuova, spettacolare mega-sede di vetro e di acciaio di via Gentile, a Bari, che ha interessato a lungo anche la magistratura, mi sembra che facciano la figura loro persino a petto delle immagini del palazzo dell’Onu a New York o del Parlamento europeo a Bruxelles. Inorgogliscono anche e soprattutto chi, come me, è da un po’ lontano dalla madre patria. E documentano che cinquant’anni non sono trascorsi invano, emblematicamente anche in fatto di location (allora non si diceva ancora così). Le elezioni per le Regioni a statuto ordinario si erano svolte il 7 e 8 giugno. Per la prima volta. Eppure l’VIII disposizione transitoria della Costituzione imponeva che esse dovessero essere indette “entro un anno” dalla sua entrata in vigore. Non solo. La IX disposizione transitoria fissava che “entro tre anni” le leggi statali avrebbero dovuto essere adeguate “alle esigenze delle autonomie locali e alla competenza legislativa attribuita alle Regioni”. E invece niente. Si dovette aspettare venticinque anni perché finalmente, sull’onda delle riforme degli anni Sessanta, nascessero le Regioni. Il 13 luglio si insediò, ospite della sala consiliare della Provincia, il Consiglio regionale pugliese. Sette giorni dopo, il 20 luglio, venne eletto presidente dell’assemblea (legislativa!) il salveminiano Beniamino Finocchiaro, 47 anni, molfettese, attivissimo responsabile nazionale della cultura del Psi. Sette giorni dopo, il 27 luglio, fu collocato a capo della giunta (il governo regionale) il democristiano Gennaro Trisorio Liuzzi, 46 ani, originario di Spinazzola, sindaco di Bari da sei anni (lo rimarrà formalmente per altri tre giorni). Due uomini che, più diversi, è impossibile immaginare. Trisorio Liuzzi, esperto amministratore con la paziente saggezza di un gattone, era l’esatto opposto, come temperamento, di Finocchiaro, salveminiano di formazione, veemente...

    data: 18/10/2020 18:24