COMPLEANNI

Le prfoessioni di Dicembre

  • UN QUARTIERE POPOLARE SCONSOLATAMENTE TRAVOLTO DAL DISORIENTAMENTO ETICO

    ETTORE CATALANO (*)

    ETTORE CATALANO, DOCENTEDI LETTERATURA ITALIANA RECENSISCE L'ULTIMO ROMANZODI BEPPE LOPEZ Per poter recensire il nuovo romanzo di Beppe Lopez (Capibranco, Besa Muci, 2021), occorre precisare che il romanzo è stato inserito dall’autore e dall’editore in un cofanetto intitolato Quartiere Libertà, comprendente il fortunato romanzo Capatosta, uscito nel 2000, e La scordanza, edito nel 2008 e la nuova prova narrativa Capibranco, appunto. Il merito di Capatosta stava nella riuscita capacità di dipingere un ambiente sociale proletario e urbano preciso e definito, il Quartiere Libertà di Bari: una storia dura e spietata della generazione nata negli anni Venti, raccontata in una lingua che aderiva al suo oggetto e insieme ne prendeva le distanze, un calcolato impasto di realismo e di ironia, un romanzo popolare che recideva alla base l’equivoco di attardati neorealismi, ma si teneva pure lontano dalla miticità epica, anche questa fuori tempo massimo, del racconto corale che era in voga negli anni in cui usciva il romanzo di Beppe Lopez. Così scrivevo recensendo, nel 2000, il libro appena uscito da Mondadori, cui seguì La scordanza nel 2008, un romanzo anche di forte tensione civile, un racconto, forse in parte anche autobiografico per quanto si possa in una costruzione narrativa, che seguiva le vicende della generazione barese del Libertà negli anni tumultuosi e grandi che misero le premesse per un processo di ammodernamento di un Paese ancora arcaico, interrotto dall’assassinio di Moro. Esce oggi il terzo romanzo, Capibranco, inserito da Besa in un cofanetto intitolato Quartiere Libertà, con l’ambizione di tracciare le vicende di quattro generazioni di italiani del Quartiere Libertà, i quali partono e ritornano da un quartiere che l’autore, in una recente intervista, definisce la «sua Macondo», un luogo sospeso nel quale sembra concentrarsi tutta l’umanità, uno spazio contraddittorio in cui si scontrano la tentazione al degrado e la possibilità di uno sviluppo virtuoso...

    data: 31/12/2021 15:55

  • L'EUROPA SI/CI
    SALVERA' RITROVANDO
    LA STRADA
    TRACCIATA DAI
    PADRI FONDATORI

    GIUSEPPE MARCHETTI TRICAMO

    In una piovosa mattina di fine novembre un titolo del quotidiano Domani attira la mia curiosità: “L’Unione europea smetta di balbettare”. L’argomento è interessante. Chiedo a me stesso: qualcosa si sta spezzando nel cuore dell’Europa? È indubbio che il Vecchio Continente sta vivendo un periodo di forte inquietudine: politica, economica e sociale. E, purtroppo, anche sanitaria. Il momento, lo sappiamo tutti, è particolarmente critico. Siamo anche in presenza di gravi lacune culturali e di un forte deficit di classe dirigente, ed è pertanto stringente l’esigenza di creare leader futuri dell’Europa, che sappiano conciliare l’autorità morale che deriva loro dai valori democratici con il pragmatismo di saper cogliere i bisogni e i desideri della gente. Ė certo che affidarsi al populismo, come alcuni hanno fatto, non paga, perché esso fonda la propria esistenza su ogni tipo di malcontento e, pertanto, non farà mai nulla per eliminarlo. Ma i politici responsabili sanno che i problemi vanno affrontati e risolti e non ingigantiti. Abbaiare alla luna non serve. O forse sì per portare a sé stessi e al proprio movimento qualche simpatia in più. Al giorno d’oggi chi non è capace di emettere almeno un grugnito è tacciato di buonismo. Una qualità ribaltata a insulto. Con questa parola è diventato frequente attribuire un senso negativo a un comportamento assolutamente civile. E sì, perché di questi tempi è trendy il cattivismo, il tutti-contro-tutti: un virus che più del Covid-19 genera odio e avvelena la società. Ė indubbio che per il nostro Continente si aggirino alcune ben individuate Cassandre che gioirebbero se il sogno dell’Europa unita svanisse. Per questo, quanti hanno testa, cervello, libertà di parola e la possibilità di esprimersi devono fare la loro parte, devono chiedere che il cammino non si interrompa, di cambiare passo e linguaggio; di superare ambiguità, incertezze, malintesi, contrasti, egoismi, ripicche e contraddizioni; di smettere di invocare muri; devono pretendere di fare dell’integrazione europea un fatto tangibile, un’orchestra senza stonature, un soggetto politico che – con il suo patrimonio di storia, valori, ideali, tradizioni, libertà e democrazia – torni a essere lungimirante e riconquisti un ruolo da protagonista nel mondo...

    data: 18/12/2021 20:03