Analisi

Le analisi di Febbraio

  • RAPPORTO LSDI.
    LA CRISI DELLA PROFESSIONE GIORNALISTICA

    PINO REA (*)

    Continua ad approfondirsi la crisi della professione giornalistica, con la crescita intensa del lavoro autonomo sottopagato, diventato una grande sacca di precariato, come dimostra fra l’ altro il fatto che il reddito medio dei giornalisti dipendenti è superiore di 5,4 volte a quello della ‘’libera professione’’ (60.736 euro lordi annui contro 11.241) e il fatto che più di 8 lavoratori autonomi su dieci (l’ 82,7%) dichiarano redditi inferiori a 10.000 euro all’anno. Intanto il quadro complessivo dell’ editoria giornalistica presenta delle forti criticità. Come ha rilevato infatti recentemente uno studio di Mediobanca in cinque anni – dal 2011 al2015 – i nove maggiori gruppi editoriali italiani – cui fanno capo i principali quotidiani del paese – hanno perso il 32,6% del fatturato (-1,8 miliardi), cumulato perdite nette per 2 miliardi e ridotto la forza lavoro di oltre 4.500 unità, scendendo a 13.090 dipendenti totali (da 17.645 del 2011) 3 . Mentre nello stesso periodo le vendite di quotidiani sono scese di un milione di copie: da 2,8 a 1,8 milioni totali (-34%)...

    data: 08/02/2017 13.18

  • Se il pacato
    Veltroni intervista
    il veemente
    Cassano...

    Ha fatto bene il Corriere dello Sport a spararla in prima e a dedicarle, integralmente, le pagine 2 e 3. L’intervista ad Antonio Cassano di Walter Veltroni, per gli appassionati (di calcio e di politica), era in teoria il massimo concepibile in materia di contrasti, anzi di opposti: il politicamente corretto fatto persona (con la sua compostezza e la sua retorica, con la sua moderazione e le sue ipocrisie) e il massimo della scorrettezza esibita (con la sua barbarica irrazionalità e la sua veemenza, con le sue insensatezze e la sua impetuosa generosità). Ma, complessivamente, si può dire che questo contrasto non c’è stato. No, non sembra essere stato veltroniamente attenuato, ma forse cassanamente bypassato d’impeto. Il fatto è che un uomo e un intellettuale come Veltroni non può non subire – perlomeno sulla carta, mentre scrive o vede una partita – il fascino di un ragazzo che, avendo conosciuto “solitudini e sofferenze”, “in campo era geniale e ogni volta che toccava la palla avevi la sensazione che potesse inventare qualcosa di incredibile, di magnifico”. Cioè esattamente l’opposto di ciò ha fatto lui, nel suo mestiere, in politica. Dal suo canto, el pibe di Barivecchia, come peraltro si sapeva, da tempo ha un po’ messo la testa a posto: ha una famiglia splendida, se la gode, riconosce gli errori compiuti e le occasioni perse (in primis il Real Madrid), riesce a leggere con lucidità le cassanate compiute (“Quando mi si chiude una tenda nera sugli occhi in un attimo e non capisco più niente”), ammettendo con sincerità di aver mancato di rispetto a persone buone, citate una per una (il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone e gli allenatori Del Neri e Donadoni) ma rivendicando i torti subiti...

    data: 04/02/2017 19.27