Analisi

Le analisi di Marzo

  • LIBERTA'
    DI STAMPA: ITALIA
    AL 70° POSTO? CLASSIFICHE INTERNAZIONALI FASULLE

    BEPPE LOPEZ

    Libertà di stampa, Italia al settantasettesimo posto? Non ci credo". Scrivendo un pezzo con questo titolo, nel mio blog su "Il Fatto Quotidiano", nell'aprile 2016 fui travolto da una marea di post polemici e insultanti. E' di questi giorni una messa a punto sull'argomento, da parte di notiziario.ossigeno.info dal titolo "LIBERTÀ DI STAMPA. OSSIGENO: LE CLASSIFICHE INTERNAZIONALI SONO FASULLE", che conferma quella mia convinzione. Pubblichiamo i due testi, a cominciare da quest'ultimo, come contributo a un dibattito che dovrebbe finalmente partire, facendo chiarezza su quella che personalmente continuo a ritenere una bufala o comunque un equivoco gigantesco. Purtroppo dato acriticamente per scontato dalla quasi totalità delle testate e dei giornalisti, ma soprattutto da una opinione pubblica "politicamente corretta", in realtà indotta dall'alto...

    data: 24/03/2017 09.03

  • “Stropicciò un po’
    l’occhio sinistro,
    non volendo
    concedere al destro
    lo stesso lusso”

    BEPPE LOPEZ

    Possono esserci - in un romanzo pubblicato nella più autorevole collana letteraria di uno dei più importanti editori italiani - dei baffi che “parevano uno striscione della Juve per quanto bianconero vi coesisteva”? Sì, possono esserci, anzi ci sono. Addirittura nella prima pagina, nell’incipit. E c’è dell’altro, molto altro nelle 250 pagine dell’elegante edizione. Già nella seconda pagina, c’è un personaggio con un naso così “sottile e perfetto che ci si sarebbe potuto stendere l’impasto per quanto era dritto, spostando le folte sopracciglia che parevano isole sull’autostrada”. Seguitando a sfogliare, c’è ancora di meglio (o di peggio, a seconda dei gusti). Il romanzo in questione non è male. Anzi. Si legge con gusto, è costruito con sapienza e ritmo. Ma paradossalmente, in un sistema editoriale dove circola la leggenda della prevalenza dell’editing rispetto all’ispirazione e all’autore, capita in questo caso di imbattersi in un volume dove pare latitare proprio il lavoro dell’editor. Così, sotto il vestito di lana grigia indossato da un altro personaggio “si percepiva, più che la logora camicia bianca, una vergogna che non era affatto logora, anzi inamidata ogni mattina riluceva di bucato”. Dopo un paio di pagine, c’è una rampa di scale che “apprezzò molto la delicatezza dell’incedere” del protagonista del romanzo che peraltro ripropone i movimenti del padre pedissequamente “come fosse l’appendice di una medusa letale”. Ed era appena entrato in una stanza quando “l’odore del minestrone lo investì come una risacca rimbalzata dalle pareti”......

    data: 09/03/2017 17.49