Analisi

Le analisi di Marzo

  • PERCHE' NEL 2008
    DISSI DI NO
    A BEPPE GRILLO

    BEPPE LOPEZ

    Per mesi, nel 2007, Beppe Grillo aveva pubblicato quotidianamente, sul suo blog, stralci del mio libro "La casta dei giornali", un dossier sullo scandalo del finanziamento pubblico all'informazione. Poi, nel, 2008, organizzò per il 25 aprile il V2Day (vale a dire "Vaffanculo-Day") a sostegno di tre referendum abrogativi: del finanziamento pubblico ai giornali, dell'Ordine dei Giornalisti e della legge-Gasparri sul sistema ntelevisivo. Mi invitò a parlare su quel palco. Io gli dissi di no, motivandolo con una lettera, pubblicata sul sito di Art. 21 il 22 aprile. --- Caro Beppe, sono profondamente convinto che, in questo mondo al contrario, non ci sia niente di più politico dell’anti-politica, niente di più rivoluzionario del riformismo, niente di più anomalo della normalità, niente di più visionario della razionalità. Perciò ho apprezzato molto, sinora, il tuo operato e le tue azioni, per molti aspetti anomale (e come avrebbe potuto essere altrimenti, provenendo esse da una fonte anomala quale è per definizione, in politica, un comico?). Rilevo che molti fra coloro che ti indicano come un pericoloso fenomeno di anti-politica sono essi per primi, notoriamente, operatori quotidiani di devastante anti-politica. Io ti considero semplicemente e utilmente borderline. Con uno come te, dipende tutto dalla prossima mossa che farai… Per esempio, io mi aspetto che, in queste ore, tu voglia disarmare innanzitutto chi strumentalizza la scelta della data del 25 aprile per discettare di antipolitica o di qualunquismo, chiarendo esplicitamente – serve, sì, serve! - di aver voluto una manifestazione non alternativa o evasiva rispetto alla celebrazione della liberazione dal nazi-fascismo, ma, esattamente all’opposto, una maniera insieme simbolica e concreta per ricordare/lottare per la libertà, a cominciare da quella politica, di pensiero e di stampa. Insomma, si dovrebbe poter venire al V-Day del 25 aprile come si va (o meglio si andava) ad una manifestazione per il 25 Aprile. Con in più degli obiettivi di lotta specifici per l’oggi...

    data: 18/03/2018 19.34

  • Quella operazione
    di "character assassination"
    ai danni di Moro,
    prima di via Fani

    BEPPE LOPEZ (*)

    “Antelope Cobbler? Semplicissimo / è Aldo Moro presidente della DC”. Era il 16 marzo 1978. In quei fatali sette minuti in auto, dalla sua casa in via Forte Trionfale a via Fani, Moro probabilmente non ebbe il tempo di leggere questo clamoroso e velenoso titolo nella terza pagina di Repubblica. Un’operazione di character assassination che aveva trovato un’eco impensabile, sul giornale diretto da Scalfari, proprio nel giorno in cui era programmato il trionfo politico del presidente della Dc (la presentazione alla Camera del governo concordato con il Pci) e in cui invece egli fu rapito per essere fisicamente assassinato e i cinque uomini della sua scorta furono massacrati. Come al solito, gli avevano fatto trovare la mazzetta dei giornali, sui sedili posteriori della Fiat 130 di servizio. E’ quasi certo che non gli sia sfuggita, sulla prima pagina di Repubblica, il titolo “Ecco i segreti dell’istruttoria Lockheed”. La Corte Costituzionale aveva depositato gli atti relativi alle tangenti passate dall’azienda Usa a politici e militari di numerosi paesi, fra i quali l’Italia, per piazzare i propri aerei militari. Erano imputati, fra gli altri, gli ex-ministri della Difesa, il democristiano Gui (moroteo) e il socialdemocratico Tanassi. Ma rimaneva segreta l’identità del corrotto più importante, il misterioso “Antelope Cobbler”, addirittura un primo ministro. E negli anni interessati, 1968-1970, tale funzione era stata svolta da Moro, Giovanni Leone e Mariano Rumor ...

    data: 18/03/2018 19.26