Analisi

Le analisi di Aprile

  • Ma che c’entra Grillo
    (almeno per ora)
    con i problemi
    dell’informazione
    in Italia?

    BEPPE LOPEZ (*)

    Bontà sua, Reporters sans Frontières regala dunque all’Italia un balzo di venticinque posizioni nella classifica della libertà di stampa. Come ci fanno sapere, il nostro Paese passa dal 77° posto al 52°, in particolare “grazie ad alcune assoluzioni nel caso Watileaks”. Beninteso, però, sempre dietro grandi, illuminate e illustri democrazie come Jamaica, Estonia, New Zealand, Slovakia, Surinam, Samoa, Namibia, Uruguay, Ghana, Cabo Verde, Latvia, South Africa, Chile, Trinidad and Tobago, Lithuania, Slovenia, Belize, Burkina Faso, Comores, Botwana, Tonga, Papua New Guinea, ecc. ecc.. Sembra una barzelletta, ma è invece una storia, che si ripete ogni anno, con la puntuale esaltazione (autopunitiva) dei dati forniti dalla ong francese, da parte di giornali e sedicenti rappresentanti della opinione pubblica nazionale. Il rito si è ripetuto in questi giorni. la Repubblica e il Pd, in particolare, hanno riservato alla classifica di Rsf una straordinaria attenzione. Il quotidiano fondato da Scalfari gli ha dedicato un forte richiamo in prima e addirittura le prime due pagine della foliazione. Mentre il maggior partito italiano, direttamente detentore di una gran fetta di potere e di consensi nel mondo dei media, e tradizionalmente scettico rispetto sull’arbitraria graduatoria annuale di Rsf, stavolta l’ha adottata, esaltata e presa per oro colato. Non basta che anche un tipo autorevole come Bill Emmot, per dieci anni direttore dell’Economist, proprio su la Repubblica, valuti “positivamente” il giornalismo italiano e giudichi “sbagliato” il giudizio di Rsf sull’Italia ...

    data: 30/04/2017 00.15

  • LA REPUBBLICA
    TRADITA.
    DA SE STESSA

    BEPPE LOPEZ (*)

    DUE LIBRI SUL GIORNALE FONDATO(E VENDUTO) DA EUGENIO SCALFARILa storia de la Repubblica è indubbiamente la storia di un “miracolo editoriale” e, insieme, di una utopia “tradita”. Non a caso proprio su questi due aspetti, ma separatamente, si concentrano due libri usciti, quasi contemporaneamente, in occasione del quarantesimo anniversario della fondazione del giornale ad opera di Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo. Ambedue scritti da giornalisti molto valorizzati, nel tempo e nel gruppo, dal Fondatore: Franco Recanatesi, La mattina andavamo in piazza Indipendenza, Cairo editore; Giovanni Valentini, la Repubblica tradita, PaperFist by Il Fatto Quotidiano. Cerchiamo di sintetizzare in sette date significative questa straordinaria avventura, con l’aiuto di questi due libri e di qualche ricordo e convinzione personale. Ultimi mesi del 1975. Si preparano i numeri zero de la Repubblica in piazza Indipendenza, a Roma. Scalfari, avendo accanto a se due eccellenze del giornalismo laico-socialista, Enzo Forcella e Andrea Barbato, si prepara a fare il Le Monde italiano: giornale di qualità (“secondo giornale”), a orientamento socialista. Forcella e Barbato, nominati in Rai, andranno via prima dell’uscita in edicola del giornale, fissata per il 14 gennaio 1976. Agosto 1976. Gianluigi Melega, anima della prima fase del giornale – in rappresentanza della Mondadori, socia al 50% col gruppo Espresso e proveniente da Panorama (“I fatti separati dalle opinioni”) - lascia dopo appena sette mesi il giornale...

    data: 06/04/2017 19.26