Analisi

Le analisi di Aprile

  • LA REPUBBLICA
    TRADITA.
    DA SE STESSA

    BEPPE LOPEZ (*)

    DUE LIBRI SUL GIORNALE FONDATO(E VENDUTO) DA EUGENIO SCALFARILa storia de la Repubblica è indubbiamente la storia di un “miracolo editoriale” e, insieme, di una utopia “tradita”. Non a caso proprio su questi due aspetti, ma separatamente, si concentrano due libri usciti, quasi contemporaneamente, in occasione del quarantesimo anniversario della fondazione del giornale ad opera di Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo. Ambedue scritti da giornalisti molto valorizzati, nel tempo e nel gruppo, dal Fondatore: Franco Recanatesi, La mattina andavamo in piazza Indipendenza, Cairo editore; Giovanni Valentini, la Repubblica tradita, PaperFist by Il Fatto Quotidiano. Cerchiamo di sintetizzare in sette date significative questa straordinaria avventura, con l’aiuto di questi due libri e di qualche ricordo e convinzione personale. Ultimi mesi del 1975. Si preparano i numeri zero de la Repubblica in piazza Indipendenza, a Roma. Scalfari, avendo accanto a se due eccellenze del giornalismo laico-socialista, Enzo Forcella e Andrea Barbato, si prepara a fare il Le Monde italiano: giornale di qualità (“secondo giornale”), a orientamento socialista. Forcella e Barbato, nominati in Rai, andranno via prima dell’uscita in edicola del giornale, fissata per il 14 gennaio 1976. Agosto 1976. Gianluigi Melega, anima della prima fase del giornale – in rappresentanza della Mondadori, socia al 50% col gruppo Espresso e proveniente da Panorama (“I fatti separati dalle opinioni”) - lascia dopo appena sette mesi il giornale...

    data: 06/04/2017 19.26