SUCCEDE OGGI

Le prfoessioni di Giugno

  • QUANDO MONTANELLI INCITAVA GOLPISTI E BASTONATORI CONTRO LA DEMOCRAZIA ITALIANA

    C’è chi non ha aspettato le rivelazioni sulla povera dodicenne da lui comprata in Eritrea, durante gli anni del colonialismo fascista, per provare la massima disistima nei confronti Indro Montanelli. Né l’orrendo candore con cui ancora negli anni Sessanta ricordava quell’episodio, mostrando di non avere la benché minima idea (negli anni Sessanta! avendo ormai sessant’anni d’età) dell’orrore del suo comportamento da ventisettenne. Infatti, ormai numerose generazioni di italiani conoscono l’uomo, l’intellettuale e il giornalista Montanelli per quello che è stato oggettivamente: un voltagabbana. Liberale, fascista, monarchico, repubblicano, democristiano, craxiano, berlusconiano e in vecchiaia persino filo-pdiessino o giù di lì. Ma questo pare che per molti sia diventato un tratto virtuoso delle persone sveglie (“solo gli stupidi non cambiano mai opinione”). Colme se non bastasse, fu un pervicace retore dell’anti-italianismo, un convinto sostenitore della critica più cinica all’idealismo, alle utopie e ai valori della solidarietà e dell’eguaglianza. Ma anche l’idealismo, le utopie e i valori della solidarietà e dell’uguaglianza pare che siano passati di moda. C’è un documento che anche in questi giorni è ignorato sia da chi vorrebbe che si abbattessero per indegnità le statue a lui erette sia da chi si ostina non solo ad opporsi all’abbattimento delle statue (con qualche ragione di buon senso) ma ad esaltarne le virtù di intellettuale, di cittadino e di patriota. Un documento dal quale si rileva la bassezza morale del personaggio. L’illustre “conservatore illuminato” cercò di spingere nientemeno che al colpo di Stato l’ambasciatore in Italia degli Stati Uniti, per la precisione un’ambasciatrice, Claire Booth Luce, già di suo fondamentalista dell’anti-comunismo: un golpe naturalmente contro lo Stato e la democrazia italiana. Con motivazioni, peraltro, assai poco lusinghiere sul popolo italiano. “Se alle prossime elezioni un Fronte Popolare comunque costituito raggiungesse la maggioranza”, scriveva Montanelli alla Booth Luce...

    data: 15/06/2020 19:00

  • INFORMAZIONE
    E TERRORISMO
    PSICOLOGICO

    GIUSEPPE MARCHETTI TRICAMO (*)

    Dicono che niente sarà come prima. Dopo che il coronavirus sarà battuto. Superati i lampi di straniamento brechtiano e le fatali angosce nascerà un mondo nuovo. Diverso dal vecchio? Un’illusione? Una visione oppressiva? E cosa cambierà nella nostra vita? Con questa aspettativa stiamo tutti a riflettere, pensare, interrogarci. «La frontiera scorre nel mezzo. Di qua c’è il mondo di prima. Di là c’è quello che deve ancora venire, e che forse non arriverà mai». A dircelo non è una voce misteriosa. No. É quella rimasta giovane di Alessandro Leogrande. Nessuno si senta inadeguato, anche se saremo cittadini del vecchio proiettati sul nuovo. Appena si sarà placata definitivamente la tempesta saremo pronti a spingere lo sguardo oltre il limitato orizzonte dell’immediato. Saranno, però, molte le cose da lasciare aldiquà, da non portarsi nel futuro. Al passato molliamone almeno una: la disuguaglianza con tutta la sua complessità che riguarda ricchezza, fisco, reddito, lavoro, condizioni sociali, istruzione, genere, origine etnica e comportamenti morali, etici, intellettuali. Proviamo a lasciare al vecchio mondo anche l’individualismo, l’egocentrismo, l’ipocrisia e l’inaffidabilità. E l’informazione manipolata. Già oggi è un giorno nuovo, di un anno nuovo, di un futuro che ci è stato restituito. Un futuro affidato alla nostra consapevolezza, alla nostra coscienza sociale e alla nostra responsabilità, ma non solo nostro. Un futuro che, prima di concederci il badge d’ingresso, ci impegna a fare una riflessione e a riesaminare il nostro modello di vita. Ma in quali condizioni psiche, oltre a quelle economiche, arriviamo, noi popolazione italiana, a questo appuntamento con il futuro? Indubbiamente indeboliti e facili prede di ansia, panico, depressione e con il cervello alla soglia del tilt. Una situazione sottovalutata da chi avrebbe dovuto occuparsene. Anche se, effettivamente, c’erano ben altre urgenze. Va, in ogni caso, decisamente stigmatizzata la ricorrente spettacolarizzazione della pandemia ̶ con la rincorsa morbosa alla notizia più tragica ̶ che, inevitabilmente, ha generato scalpore e psicosi di massa. Molti media workes hanno adottato lo “shock and awe doctrine”...

    data: 11/06/2020 11:34

  • INTERVISTA/
    AUTORITRATTO
    DI UNA GRANDE ARTISTA
    E INTELLETTUALE

    VALENTINA CHIARINI

    Nel novembre 2018 chiesi a Maria Monti di parlarmi di un libro per lei importante o fondamentale. Questo il testo della chiacchierata che ne è seguita, svoltasi a casa sua, toccando altri aspetti della sua vita di donna e di aretista. Cosa non ha fatto Maria Monti, in questi ultimi sessanta/settant’anni, vissuti da protagonista, mai conformista, della vita artistica e culturale italiana? E’ nei cabaret milanesi anni Cinquanta, in teatro con artisti come Tognazzi e Paolo Poli, nella televisione con le sorelle Kessler, al Festival di Sanremo, nel femminismo militante, nel cinema con Bertolucci in Novecento. E le canzoni. Le canzoni impegnate e le canzoni popolari, nel cui mondo è considerata un mito vivente. E' stata, è anche autrice teatrale. Ma cominciamo dal libro di formazione e da come Maria Monti è oggi. “Ricordo ormai poco data la giovinezza che avanza (ride, ndr). Però vorrei ricordare Il terzo occhio, un libro scritto da un inglese, Lobsang Rampa, che in seguito ne scrisse altri, sempre di genere aprente, intendo rivolti alla mente, all’anima e agli altri occhi di cui non sappiamo abbastanza perché sono nascosti e crediamo non vedano, mentre invece vedono, eccome. E chissà, forse esistono anche altre orecchie, che sentono, ascoltano, e di cui ignoriamo l’esistenza… A proposito io ci sento bene, l’udito c’è ancora, ma quando leggo faccio una gran fatica perché non vedo bene, nonostante la lente d’ingrandimento.. Allora può essere così gentile da leggere questo passo per me? Non si tratta del Terzo Occhio ma di un volume che ha per titolo Ascoltare i pensieri, quando dicevo che la vista può ascoltare è perché l’ho letto lì...

    data: 06/06/2020 12:16