Analisi

Le analisi di Luglio

  • Scalfari,
    il “non credente”
    che dice al Papa
    cosa fare in materia
    di scomuniche
    e beatificazioni

    BEPPE LOPEZ

    Forse meritava ben più attenzione - e soprattutto analisi non viziate dal pregiudizio - la nuova intervista concessa dal Papa a Eugenio Scalfari. E comunque sono passati ingiustamente sotto silenzio alcuni suoi notevoli passaggi, marginali rispetto al tema scelto per la forte titolazione che le ha riservato la Repubblica, nella prima pagina e nelle due paginate successive: “Francesco: Il mio grido al G20. No ad alleanze contro i migranti” (8 luglio 2017). Per esempio ci si può chiedere: può un giornalista, un grande giornalista – storicamente laico, che si ostina a definirsi tuttora “non credente” – andare dal Papa per una intervista e scriverne chiarendo ai lettori che “il tema principale della nostra conversazione è il Dio unico, il Creatore unico del nostro pianeta e dell'intero Universo”? Sì, se si chiama Eugenio Scalfari. E può rivolgersi al suo intervistato, chiamandolo “Santità”, ovviamente con la “S” maiuscola? Questo Scalfari non dovrebbe farlo, come non dovrebbe farlo nemmeno uno stagista alle prime armi, ma Scalfari a novantadue anni lo fa...

    data: 12/07/2017 14.35

  • Caso-Contrada
    e caso-Poggiali
    strumentalizzati
    in odio
    alla magistratura

    BEPPE LOPEZ (*)

    Sconcerto e molte critiche nei confronti della giustizia e dei magistrati ha suscitato l’assoluzione della Corte di appello di Bologna (“il fatto non sussiste”) a favore dell’ex-infermiera Daniela Poggiali. Condannata nel marzo 2016 dai giudici di primo grado all’ergastolo, era accusata di aver ucciso una paziente settantottenne, con un’iniezione letale di cloruro di potassio. Ne è stata disposta l’immediata scarcerazione. Decisamente più vasta l’eco – e più grandi lo scandalo e l’indignazione - per il caso Bruno Contrada, già numero tre del Sisde, capo della Mobile di Palermo e della sezione siciliana della Criminalpol. “Contrada assolto dopo 25 anni: è stato in carcere per 10 anni”. La Cassazione ha reso “ineseguibile e improduttiva di effetti penali” la sentenza che lo aveva condannato a dieci anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Sentenza che era già stata dichiarata illegittima dalla Corte europea dei diritti dell’uomo: Contrada non andava processato né condannato perché il reato di concorso esterno in associazione mafiosa non era chiaro. Magistratura e magistrati sono stati immediatamente messi sotto accusa. Per lo stridente contrasto fra le sentenze espresse, a due livelli diversi, sugli stessi “fatti”. E naturalmente per strumentalizzazioni politiche e per odio politico. In particolare sul caso Contrada, vengono travolte e non tenute nel debito conto, ad esempio, le considerazioni di Gian Carlo Caselli. La Corte europea dei diritti dell’uomo e la Cassazione, ha rilevato il magistrato che ne chiese a suo tempo l’arresto, “non prendono in esame i fatti specifici che portano alla responsabilità di Contrada. Quindi non si tratta di un’assoluzione per quanto riguarda i fatti. Che in ogni caso sono e restano gravissimi”...

    data: 10/07/2017 12.49