Professione

Le prfoessioni di Agosto

  • IL CANTASTORIE CHE VISSE COME UN DIAVOLO
    E CANTAVA
    COME UN ANGELO

    LUCA BALESTRIERI
    (Ansa)

    IL LIBRO DI BEPPE LOPEZ COLMA UN VUOTONELLA STORIA SCRITTA DEL NOVECENTO "Ciao, Matteo, hai vissuto come un diavolo, ma quando cantavi, cantavi come un angelo". Fu questo il manifesto funebre che apparve sui muri di Apricena, in Puglia, nell'agosto 2005, mentre si svolgevano le esequie di Matteo Salvatore, considerato - negli anni 60-70 - uno dei più grandi cantautori italiani, se non il più grande: un "profeta", l'"Omero dei diseredati". Alla vita complessa, tormentata, trionfale e infelice de "L'Ultimo Cantastorie" è dedicato il libro di Beppe Lopez - giornalista, scrittore e blogger di fama - uscito in queste settimane in libreria per i tipi della casa editrice Aliberti. Il volume non rappresenta solo la biografia che ancora mancava nella storia scritta del Novecento italiano e delle sue tradizioni culturali e popolari, ma anche una sorta di giallo, un'indagine alla scoperta delle tante verità nascoste o travisate della vita di Salvatore, "un musicista sublime" ma allo stesso tempo "un uomo istrionico" e un "baro". Un angelo e un diavolo, come era stato scritto sul manifesto anonimo dei suoi funerali. Lopez rende omaggio al grandissimo artista pugliese, cantore dei poveri, dei braccianti, dei dimenticati, paragonato da molti a Bob Dylan, Woody Guthrie, Leonard Cohen, Johnny Cash. Non gli fa però sconti e indaga con puntigliosità sugli scheletri nascosti nell'armadio: lo strangolamento della sua compagna, un femminicidio derubricato presto a "incidente", e la complessa origine dei brani musicali di cui Salvatore finì per attribuirsi la paternità, dopo aver detto inizialmente di averli appresi dalla tradizione popolare......

    data: 20/08/2018 18.55

  • CELODURISMO, TORSONUDISMO
    E GIORNALISMO-FUFFA

    BEPPE LOPEZ (*)

    Titolo: “Dal celodurismo in canotta al torsonudismo in costume. Così cambia il corpo leghista”. Trattasi di quasi una pagina del Corriere della Sera (12 agosto 2018, pag. 8) dedicata al “look politico” estivo del leader della Lega, Matteo Salvini, sulla cresta dell’onda dopo essere assurto al doppio ruolo di vice-presidente del Consiglio e di ministro dell’Interno. Incipit: “La Lega ha sempre fatto del corpo del Capo una goliardica ideologia: iconica e linguistica. Ieri c’era il virile celodurismo di Umberto Bossi in canottiera, oggi il virale torsonudismo di Matteo Salvini, che in foto appare a torso nudo…”. Il servizio è infatti corredato da tre foto, con il neo-potente torsonudista in costume da bagno. Si tratta di un tipo di giornalismo, di titolismo e di linguaggio – fondato letteralmente sulla fuffa, sul niente, non più sulla forzatura delle notizie ma su un’idea, un gioco di parole, un’invenzione goliardico-lessicale, una impressione antropologistica – invalso negli ultimi tempi. Certo, come evoluzione/involuzione, forse effettivamente naturale ma non incontrastabile, del giornalismo “moderno” inveratosi con la Repubblica di Eugenio Scalfari (iniettato poi al Corriere della Sera da Paolo Mieli e infine diffusosi, alla superficie, un po’ in tutti i quotidiani nazionali). Non della primissima Repubblica, che alla fondazione aveva una solida componente laico-socialista (Andrea Barbato ed Enzo Forcella) e poi, nei primissimi anni, una solida gestione radical-professionale (Gigi Melega), ma della Repubblica che è venuta dopo e ha vinto, tutta e definitivamente scalfariana. Con i fatti intorcinati alle opinioni, con la pretesa di eterodirigere partiti di sinistra e alte istituzioni democratiche, insomma con quello che Craxi definì il “giornale partito” ...

    data: 15/08/2018 16.23