PASSATO E PRESENTE

Le prfoessioni di Agosto

  • SE NASCESSE,
    SAREBBE
    UN GOVERNO
    CHE RENZI
    POTREBBE USARE
    COME UNA CLAVA
    CONTRO IL PD

    BEPPE LOPEZ

    Mai come in questi giorni la politica italiana era stata segnata da contraddizioni, incoerenze, “tradimenti”, colpi di coda, colpi di scena e inganni, grandi ma soprattutto piccoli piccoli. Mai si era mostrata così ingarbugliata, manipolata e poco comprensibile anche ai più raffinati esperti della materia. Un frutto avvelenato dell’incrocio, mai così determinante dalle nostre parti, fra dilettantismo e cinismo. Non sappiamo cosa ci riservino le mosse e contromosse del decaduto fronte di partiti, movimenti e leader nelle prossime ore. Figuriamoci nelle prossime settimane o nei prossimi mesi. Può succedere di tutto, di minuto in minuto: il peggio inimmaginabile o il minor male. Un nuovo governo M5S-Pd o una riedizione dell’alleanza M5S-Lega. L’interruzione della legislatura con elezioni anticipate a breve o medio termine, o la prosecuzione di quella iniziata praticamente un anno fa, non sapendo sino a quando. Il truce Salvini potrebbe essere proficuamente cacciato all’opposizione oppure al contrario confermato al Viminale… E giornali, Tv, siti internet e social network – con pochissime eccezioni - aggiungono il loro decisivo contributo alla ulteriore frammentazione e al disordine, con i loro fantasiosi “retroscena”, la loro dozzinale, acritica, diuturna, ininterrotta rincorsa di pseudo-avvenimenti e pseudo-dichiarazioni, e soprattutto con le fake news. Ogni giorno, su ogni cosa, su ogni gesto, su ogni parola proveniente da una classe politica prevalentemente di quart’ordine (non solo dal punto di vista culturale e di professionalità politica, ma prima ancora dal punto di vista etico), si imbastiscono disinvolte “narrazioni” che cambiano radicalmente di segno di ora in ora. Non è nemmeno pensabile, mentre si scrive questa nota, una realistica previsione di quello che succederà stasera nelle trattative M5S-Pd sulla formazione del nuovo governo e tanto meno domani, alla fine del secondo giro di consultazioni al Quirinale. Sino ad appena qualche minuto fa, le trattative sembravano irreparabilmente interrotte, ma ora sembrano riprese, anche se sempre sul filo dei giochini di parole e delle riserve mentali… In tutto questo insensato bailamme, si può e si deve però registrare, fra gli altri, un elemento importante, fondamentale del sistema di interessi e contro-interessi. strategie e contro-strategie che si è messo in moto con l’apertura della crisi del governo Conte. Un elemento certamente toccato e trattato, qui e là, in qualche intervista o retroscena, ma non approfondito come avrebbe meritato...

    data: 28/08/2019 00:12

  • DIECI PUNTI
    PER UN GOVERNO
    CHE RIPARTA
    DALLA
    COSTITUZIONE

    Un gruppo di intellettuali di sinistra ha pubblicato sul "Manifesto" un contributo di analisi e proposta dedicato alla crisi che stanno attraversando le istituzioni e la democrazia italiana. Il momento è serio: è il momento di essere seri. Non possiamo dire che c’è un pericolo fascista, e subito dopo annegare in quelle incomprensibili miserie di partito che hanno così tanto contribuito al discredito della politica e alla diffusa voglia del ritorno di un capo con «pieni poteri». I limiti del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico sono tanti, gravi ed evidenti. Ma se, per entrambi, può esistere il momento del riscatto: ebbene, è questo. Da cittadini, da donne e uomini fuori dalla politica dei partiti ma profondamente preoccupati dell’interesse generale, proponiamo di partire dall’adozione di questi dieci punti fondamentali, interamente ispirati al progetto della Costituzione antifascista della Repubblica.E E in particolare al suo cuore, l’articolo 3 che tutela le differenze (di genere, di cultura, di razza, di religione) e impegna tassativamente a rimuovere le disuguaglianze sostanziali. È del tutto evidente che ognuno di questi punti comporta un impegno pressante dell’Italia nella ricostruzione di una Unione Europea che provi ad assomigliare a quella immaginata a Ventotene, e cioè in armonia e non in opposizione al progetto della nostra Costituzione. 1. Legge elettorale proporzionale pura: l’unica che faccia scattare tutte le garanzie previste dalla Costituzione. Per mettere in sicurezza la Costituzione stessa: cioè la democrazia. 2. L’ambiente al primo posto: la decarbonizzazione per combattere il cambiamento climatico, l’impegno per una giustizia ambientale, locale e globale, come unica strada per la salvezza della Terra. Dunque: difesa dei beni pubblici: a partire dall’acqua e dalla città. Unica Grande Opera: messa in sicurezza di territorio e patrimonio culturale, nel più stretto rispetto delle regole, e attuata attraverso un piano straordinario di assunzione pubblica. Moratoria di tutte le grandi opere (Tav incluso), e consumo di suolo zero. Un piano per le aree interne e un piano per la mobilità che parta dai territori, dalle esigenze delle persone e dei pendolari. Piano pubblico di riconversione ecologica della produzione e del consumo incentrato sull’efficienza energetica e sul recupero dei materiali di scarto. 3. Lotta alle mafie e alla corruzione. Costruire una giustizia più efficiente investendo risorse, mezzi e personale necessari. Garantire l’autonomia...

    data: 27/08/2019 06:12

  • LA PIONIERA DELLA PIZZICA
    CHE ABBANDONO'
    LE SCENE QUANDO ESSA STAVA DIVENTANDO "MODA"

    BEPPE LOPEZ (*)

    Ero a Zollino, domenica sera, in piazzetta, all'anteprima nazionale di "A Sud della musica", dedicato dal regista Giandomenico Curi alla "voce libera di Giovanna Marini". C'era naturalmente anche la grande Giovanna, indiscussa numero uno della ricerca e della musica popolare italiana, attorniata da una intera generazione di studiosi e operatori culturali salentini. Quel docufilm, straordinario, documenta efficacemente il lavoro compiuto da Giovanna, in più stagioni, proprio nel Salento, che lei considera esplicitamente la più ricca in Italia per tradizioni musicali, caratterizzata peraltro da alte caratteristiche tecniche. C'erano tutti anche nel docufilm. E con gli altri c'era lei, Bucci Caldarulo, l'indimenticata, grande voce dei primi lavori di scavo, ricerca e rielaborazione dei canti popolari salentini agli inizi degli anni Settanta. Al solito, pensavo, brilla per la sua assenza fisica, sempre appartata e disdegnosa com'è, sempre polemica con gli arrivisti dello sfruttamento della pìzzica. Meno male che almeno rivedevo la sua immagine, dopo anni, sul grande schermo allestito in piazza Sant'Anna a Zollino, all'interno del programma ufficiale della Notte della Taranta, mentre ricordava con determinata chiarezza quando e perché fondò prima il Canzoniere Salentino con Anna D'Ignazio e Luigi Lezzi (1972) e poi il mitico Canzoniere greganico salentino con Rina Durante, Daniele Durante, Luigi Chiriatti, Roberto Licci e Rossella Pinto (1975). E come venne fuori nel 1977 il primo vinile del gruppo: "Canti di Terra d'Otranto e della Grecia salentina". In quella fondamentale collana folk della Fonit Cetra, curata da Giancarlo Governi, il Canzoniere era l'unica presenza pugliese, a parte Toni Santagata, che già allora praticava un tipo di "folk" che faceva storcere il muso ai puristi come Bucci. E' stato proprio mentre lei veniva intervistata, in un passaggio del docufilm, che mi è arrivata una telefonata con la notizia della sua scomparsa...

    data: 14/08/2019 13:23

  • 1978-1980
    IL TRIENNIO
    CHE SCONVOLSE
    LA STORIA
    ITALIANA

    NUNZIO DELL'ERBA (*)

    Gli anni 1978-80 riguardano un periodo piuttosto breve della storia d’Italia. Eppure investono una complessa trama di eventi nefasti e di delitti efferati ancora avvolti in una fitta nebbia di misteri e di silenzi. Su questo periodo apporta un interessante contributo Giuliano Turone nel suo poderoso volume Italia occulta. Dal delitto Moro alla strage di Bologna. Il triennio maledetto che sconvolse la Repubblica (1978-1980), prefazione di Corrado Stajano, chiarelettere, Milano 2019, pp. 461. Il libro documenta con l’ausilio di atti giudiziari – sentenze, interrogatori, perizie balistiche – un passato torbido, la cui conoscenza è arricchito in appendice dai quattro saggi di Antonella Beccaria, Dimenticati dallo Stato; Stefania Limiti, Le interferenze occulte nel caso Moro; Sergio Materia, La giustizia a Perugia. Gli anni Ottanta; Beniamino A. Piccone, Il caso Italcasse. Alla base dei sordidi eventi di quegli anni, raccontati con dovizia di particolari da Turone, si ritrova un legame perverso tra politica e criminalità, quasi un connubio romanzesco ove emergono i personaggi più diversi come ministri, presidenti della Repubblica, giudici corrotti, affaristi, agenti segreti, capimafia, terroristi e generali infedeli ai dettami della Costituzione. In questo scenario intricato si collocano tre fattori storici peculiari che egli individua nella presenza del più grande Partito comunista dell’Europa occidentale, nelle mafie storiche e negli intrecci perversi di alcuni personaggi dell’istituzione ecclesiastica con il mondo della finanza e con un sistema di potere occulto. Fattore determinante è stata l’esistenza del più grande Partito comunista, la cui presenza è stata una peculiarità carica di ambiguità. Dopo la Conferenza di Yalta (4-11 febbraio 1945), e quindi dopo la caduta del Fascismo, la simpatia dei comunisti italiani verso il blocco sovietico ha suscitato gravi preoccupazioni negli ambienti della Nato. In una situazione paradossale le mafie storiche ed altri fenomeni di antistato, nemici della nuova Costituzione, si sono «visti attribuire – e si sono attribuiti – un ruolo di prezioso baluardo anticomunista». La presenza della Chiesa ha contribuito a rendere Roma una delle città più belle del mondo, ma in alcuni momenti della sua storia ha lasciato lasciti ingombranti come il ruolo deleterio svolto dallo Ior (Istituto per le opere di religione), la banca vaticano di cui l’arcivescovo Paul Marcinkus è stato presidente dal 1971 al 1989...

    data: 09/08/2019 22:22