PASSATO E PRESENTE

Le prfoessioni di Settembre

  • LA SCISSIONE
    DI RENZI
    IN 10 TWEET

    12 settembre Per #Renzi la creazione di un gruppo parlamentare autonomo dal #Pd non è una scissione. Per #Zingaretti sarebbe uno scisma lacerante. Il #corriere li mette sullo stesso piano di logica, ragionevolezza e dignità, definendo la questione solo una "questione di punti di vista". 14 settembre #Scalfarotto: "Questa è destra e della peggior specie. Nulla a cui ci si possa avvicinare senza compromettere i nostri valori di base". Fatto: sottosegretario agli #Esteri con #DiMaio 14 settembre Chi riuscirà a resistere di più? I renziani che per lasciare il #Pd aspettano il rientro-alibi di #Bersani? o i bersaniani che vogliono rientrare in ditta ma sono trattenuti dalla necessità di non dare alibi a #Renzi? 16 settembre La corrente di #Lotti non molla il #Pd, la #Boschi va, #Marcucci resterebbe capogruppo al Senato, #Giachetti esce dalla direzione, il sindaco fiorentino #Nardella invece resta: ma non è che quel furbastro di #Renzi accumula tattiche molteplici e fa movimiento? 16 settembre #Renzi e #Zingaretti: forse siamo di fronte al mitico scontro fra il velocista e il passista, con il primo che tende ad accorciare il percorso e il secondo che tende ad allungarlo. 16 settembre #Giachetti lascia la direzione #Pd perché contrario all'alleanza con il #M5S mentre il capo del suo nuovo partito #Renzi garantisce ufficialmente a #Conte che esso appoggerà il governo M5S+Pd-Renziani. 16 settembre #Feltri ha ragione: #Renzi è un furbacchione. Ma Feltri non immagina nemmeno che nella vita e nella politica la furbizia non è tutto e che anzi c'è qualcosa decisamente più importante e vincente nei tempi medi e lunghi: l'intelligenza. Chiedere a #salvini. 16 settembre Eterogenesi dei fini: come #Salvini (che si è dimesso costringendo #M5S e #Pd ad allearsi), #Renzi uscendo potrebbe costringere/consentire al Pd di ritrovare l'elettorato di sinistra emigrato nell'astensionismo. 17 settembre #Renzi: "Quello che mi spinge a lasciare è la mancanza di una visione sul futuro". Dài, ma non è per una bagatella cosi che uno si suicida, coraggio. 17 settembre #Bersani su #Renzi: “Faccia quel che vuole, i partiti personali sono una scorciatoia per sbattere contro muro”. ...

    data: 17/09/2019 17:42

  • DI MAIO E’ UNA PERICOLOSA MINA VAGANTE
    E PUO’ DISINNESCARLA SOLO GRILLO

    BEPPE LOPEZ

    Archiviando Salvini e le sue intemperanze formali, Conte aveva detto: “Ora, basta sgrammaticature istituzionali”. Ma se Salvini incontrava i sindacati e le associazioni di categoria al Viminale in vista della imminente legge di Bilancio, raddoppiando e sovrapponendosi agli incontri del capo di governo Conte con le parti sociali, oggi Di Maio ha fatto forse di peggio: ha convocato tutti i ministri del M5S alla Farnesina, dove si era appena insediato come ministro degli Esteri, e ha fatto la riunione del “suo” Consiglio dei ministri. Una riunione ufficiale, con foto ufficiale e dichiarazione ufficiale. “Abbiamo fatto il punto su tutti i provvedimenti da portare avanti”, ha dichiarato Di Maio, come se lui fosse Conte e al posto di Conte, o come se fosse ancora vicepresidente del Consiglio a Palazzo Chigi. Ma ha fatto di più, quasi sbeffeggiandolo. Infatti lo ha ringraziato “per il lavoro che sta continuando a svolgere”, dicendosi “certo che riuscirà ad essere garante anche di questo nuovo governo". Non un presidente del Consiglio vero, come volevano i patti sottoscritti con il Pd e il Quirinale, dopo l’infausta esperienza dei quattordici mesi trascorsi a fare il “garante” fra Di Maio e Salvini: ma di nuovo “garante”, questa volta fra Di Maio e Zingaretti. Si sapeva che sarebbero stati due i principali avversari della tenuta del governo, che lunedì o martedì dovrebbe ottenere il voto di fiducia alle Camere, consentendo al Paese di tirare almeno un sospiro di sollievo dopo quattordici mesi d’inferno. Uno esterno: ovviamente lui, Matteo Salvini, il pentitissimo e rancoroso auto-defenestrato...

    data: 06/09/2019 23:35

  • NO, LA PIATTAFORMA ROUSSEAU
    NON HA ASSOGGETTATO
    LA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE

    BEPPE LOPEZ

    Non si può non condividere l’allarme lanciato autorevolmente, fra gli altri, da Michele Ainis per Tutti i limiti di Rousseau (la Repubblica, 2 settembre 2019), mentre è in atto la consultazione on line del Movimento Cinque Stelle su quella piattaforma digitale. Nelle stesse ore in cui questa nota viene scritta, i partecipanti al “referendum” sulla partecipazione del Movimento al Conte-due avrebbero superato le 56 mila unità. “Abbiamo fatto il record mondiale di partecipazione online a una votazione politica”, ha dichiarato soddisfatto Davide Casaleggio, titolare della Casaleggio Associati e presidente dell’associazione Rousseau. Casaleggio e la consultazione – il cui risultato favorevole al varo dell’alleanza di governo M5S-Pd viene dato quasi per scontato – non hanno sciolto nemmeno in questa occasione le mille perplessità e le forti preoccupazioni che suscitano, la singolarità e la pericolosità, dal punto di vista democratico e costituzionale, dei rapporti fra la Casaleggio Associati e il M5S. Autentica inquietudine per le sorti della democrazia italiana hanno suscitato in particolare l’esistenza e il potere della Piattaforma Rousseau, specie da quando, alle elezioni politiche del 2018, il M5S ha preso il 32 % dei voti, la maggioranza parlamentare e la guida del governo nazionale. A questo portale, controllato da una società privata e commerciale, fanno capo l’operatività del Movimento, le procedure di selezione del suo personale politico (compresi i parlamentari e i membri del governo) e i processi decisionali interni. E in queste ore le 115 mila persone (o “profili”) iscritte alla Piattaforma sono chiamate ad esprimersi su una decisione fondamentale non solo per il Movimento ma per l’intero Paese: consentire la formazione di un governo fra il M5S e il Pd, e la prosecuzione di una legislatura quinquennale appena a quattordici mesi dal suo avvio. In un contesto di crisi istituzionale, di crisi dell’Europa, di ondata sovranista e autoritaria, e chi più ne ha, più ne metta… Centomila persone – a parte i consolidati sospetti di penetrabilità della Piattaforma e di manipolabilità dei dati - dovrebbero dunque decidere i destini di una delle più grandi potenze economiche e delle più importanti democrazie del mondo...

    data: 03/09/2019 17:56