ROMANZI E SOCIETA'

Le prfoessioni di Settembre

  • E CAPATOSTA
    ENTRO'
    NELLA STORIA
    LETTERARIA
    DEGLI ITALIANI

    ROSA ROSSI

    ROSA ROSSI RECENSISCE OGGI IL ROMANZO DI BEPPE LOPEZ NEL VENTENNALE DELLA SUA PUBBLICAZIONE (MONDADORI, 19 SETTEMBRE 2020) È pomeriggio inoltrato, riunione spontanea al femminile, in uno slargo tra vecchie case di paese, all’ombra. Si intrecciano ricordi, fatti, persone. Malattie, partenze, morti, mestieri. Ascolto. Non posso fare altro. La mia memoria in questo luogo risale indietro solo di quindici anni. Tanti, ma non appartengo alla memoria delle altre e del luogo. Mi sorprendo a pensare che il filo conduttore dei ricordi potrebbe diventare un romanzo. E che questo romanzo sarebbe sicuramente ‘popolare’. Avrebbe tanti personaggi, di molti si conoscerebbe solo il soprannome, potrebbe seguire le vicende di vite passate, spesso senza lasciare traccia alcuna, se non appunto in questi ricordi ricchi di particolari (chissà, forse, anche a mio beneficio, un’estranea ormai ‘quasi’ parte della comunità). Per prendere forma di romanzo servirebbe un ‘narratore’ capace di cogliere tutti i risvolti di un ambiente – geografico, sociale, umano, storico – e di intuire di un personaggio le caratteristiche fisiche, il carattere, i pensieri, insomma tutto ciò che lo spinge ad agire in un modo piuttosto che in altro. E capace, per questa via, di cogliere il dramma umano di un’esistenza che inizia e sparisce, senza nulla modificare nel più ampio flusso della Storia. Dovrebbe essere un ‘narratore’ in grado di recuperare le storie di ieri, ricostruendo l’ambiente, le situazioni, le vicende; intrecciando nella narrazione verità e fantasia; combinando (meglio ancora, connettendo!) insignificanti e marginali storie individuali con i fatti importanti ed eclatanti della cronaca coeva. Le prime sono quelle destinate a rimanere nella memoria dei compaesani per due / tre generazioni, raccontate e raccontate, non senza varianti, ad ogni occasione (magari in occasione del ritorno di qualche emigrante) o, nel caso di ambientazione urbana, destinate a perdersi con la scomparsa dei protagonisti (a meno che un ‘narratore’ ne faccia oggetto della sua scrittura)...

    data: 15/09/2020 20:04

  • LA TRADUZIONE
    COME MEDIAZIONE
    LINGUISTICA,
    LETTERARIA
    E CULTURALE

    ROSA ROSSI

    IL "CASO" DELLA LINGUA CINESE: INTERVISTA A EUGENIA TIZZANO A PROPOSITO DI "FUGA DI MORTE" In un recente articolo ("Una vecchia questione, sempre nuova: la traduzione e il 'secondo' autore") mi sono trovata ad affrontare la lettura di un romanzo, Fuga di morte di Sheng Keyi, da una prospettiva solitamente trascurata, quella della traduzione. La proposta di leggerlo mi proveniva infatti dal suo "secondo autore", ossia dal traduttore, Eugenia Tizzano. Dopo averlo letto e averne parlato, mi rimane un dubbio: se non mi fosse stato presentato e, soprattutto, se non avessi avuto l’opportunità di entrare nei meccanismi della scrittura, decodificando, almeno in buona parte, le implicazioni storiche e politiche sottese alle vicende e all’intersecarsi dei piani temporali, lo avrei scelto per la lettura? La risposta è, probabilmente, negativa a dispetto del fatto di essere stata testimone, attraverso lo schermo televisivo e le cronache del tempo, dei fatti che costituiscono il nucleo centrale da cui prende le mosse la vicenda (i fatti di Piazza Tienanmen, nella primavera 1989). I motivi sono diversi e attengono alla distanza tra mondi culturali e alla difficoltà dell’incontro tra questi mondi. In altri termini, le scelte di lettura, soprattutto nel campo della narrativa, sono determinate dall’orizzonte culturale di riferimento, a meno che nella scelta del romanzo da leggere non si sia incuriositi esclusivamente dall’interesse per la vicenda tout court e dal fascino della narrazione. In questo secondo caso, peraltro, si rischia di perdere lo spessore narrativo più profondo, quello che permette di decodificare il "sottotesto", riconoscendo nella narrazione la cronaca, la storia, le implicazioni letterarie e culturali. La scelta editoriale di proporre il romanzo senza apparati sembra privilegiare il lettore del secondo tipo. Per fugare dubbi e approfondire alcuni aspetti di questioni rilevanti ho voluto proporre alcuni interrogativi direttamente al "secondo" autore che, per poter tradurre, le ha dovute affrontare e risolvere, anche parlandone direttamente, a più riprese, con il primo autore, Sheng Keyi...

    data: 01/09/2020 19:32