Analisi

Le analisi

  • TOH, STAVOLTA
    A DECIDERE
    SARANNO
    GLI ELETTORI...

    BEPPE LOPEZ (*)

    Tutti indignati. Si va alle elezioni senza sapere cosa i partiti faranno dei nostri voti. Non dichiarano “prima”, con chiarezza, con chi si alleeranno. Decideranno tutto dopo, con i soliti giochetti parlamentari… Chi può giurare sulle scelte post-4 marzo di Berlusconi? Rimarrà fedele agli impegni presi con Salvini e Meloni o alla parola data ai suoi neo-estimatori di Bruxelles e Strasburgo? E Salvini? E’ vero che non vede l’ora di accasarsi con i Cinque Stelle, sottraendosi all’invasiva presenza berlusconiana? Di Maio, dal suo canto, l’ha detto e ridetto: non ottenendo la maggioranza di voti richiesta per governare da soli, i Cinque Stelle si alleeranno con chi ci sta. Lega, Liberi e Uguali o Pd o persino Berlusconi. Renzi, si sa, propende per un nuovo “patto del Nazareno” con Berlusconi. Ma, se fosse sonoramente sconfitto, il Pd prenderebbe tutt’altra direzione, magari riappacificandosi con i bersaniani. Con tanti pronti a scattare: Gentiloni, Franceschini, Orlando, ma anche Prodi, Enrico Letta ...

    data: 05/02/2018 11.44

  • LA LITIGIOSITA' POLITICO-MEDIATICA
    E IL CASO
    ANNIBALI-TRAVAGLIO

    BEPPE LOPEZ

    Forzature, strumentalizzazione e scatenamento dei bassi istinti. E’ successo ancora una volta per il caso Annibali-Travaglio. E’ sempre difficile venirne a capo, quando scatta questo scellerato meccanismo mediatico-politico-caratteriale. Ma cerchiamo di ragionare. L’altro giorno Marco Travaglio ha osato scrivere: “La legislatura che sta per essere sciolta (si spera nell’acido) è stata una delle peggiori della storia repubblicana”. Come al solito, il direttore del Fatto Quotidiano non ci va tanto per il sottile, ma niente di che. Eppure c’è stata una reazione indignata da parte Lucia Annibali la donna di Urbino sfigurata dal suo ex fidanzato con l’acido: “Chi, come me, ha conosciuto gli effetti dell’acido, per sua sfortuna, si augura che questo non debba accadere a nessuno”. Come se Travaglio si fosse augurato che questo accadesse a qualcuno e non invece ad una entità astratta come la “legislatura”. Come se non si usassero comunemente e innocentemente espressioni – truci, evidentemente, solo se riferite a persone – come “staccare la spina” et similia ...

    data: 30/12/2017 19.06

  • L'IDIOSINCRASIA
    DI D'ALEMA
    PER LA PAROLA
    "SINISTRA"
    E L'"AMALGAMA
    NON RIUSCITO"

    BEPPE LOPEZ (*)

    “La parola sinistra non ci sarà”, ha sentenziato D’Alema, a proposito del nome del nascente raggruppamento di sinistra. Se ciò avvenisse, il più tenace erede della tradizione comunista italiana, nella sua versione post-togliattiana, rischia di fare il bis. Dopo essersi visto intestare il fallimento della sinistra nello scorso ventennio - al di là dei propri stessi demeriti individuali - si intesterebbe questa volta in solitario il fallimento di una seconda edizione, in formato ridotto, di quello che lui stesso ha definito un “amalgama non riuscito”, il Pd. Questa volta non c’è un Veltroni ad assumersi il ruolo di “padre nobile” (come vuole Scalfari) di quel tragico fallimento, dividendosene comunque la responsabilità con il Migliore della sua generazione. Questa volta i suoi compagni di strada, a parte Civati, si chiamano Bersani e Fratoianni. E Sinistra Italiana vuole stare a sinistra, con tanto di nome. Mentre proprio il buon Pierluigi, il meno post-togliattiano dei dalemiani storici, ancora ieri parlava di voler mettere in moto una “sinistra plurale e civica”. Non si riferiva al nome del nuovo partito. Ma è significativo che, nelle stesse ore di quel diktat dalemiano (“La parola sinistra non ci sarà”), Bersani si lasciava sfuggire o pronunciava intenzionalmente la parola “sinistra”...

    data: 02/12/2017 16.15

  • CASALEGNO,
    UCCISO DALLE BR
    40 ANNI FA
    PER I SUOI ARTICOLI

    MARILU' MASTROGIOVANNI (*)

    Intervista con il figlio Andrea

    Quaranta anni fa moriva assassinato dalle Brigate, Carlo Casalegno, vicedirettore del quotidiano “La Stampa”. Era il 16 novembre 1977. Il ritratto tracciato dal figlio Andrea E’ servito a qualcosa farsi ammazzare per la democrazia? Che cosa rimane dell’esperienza di suo padre? L’ho chiesto ad Andrea, figlio di Carlo Casalegno. Giornalista e mamma, ero alla ricerca di una risposta che mi giungesse dal futuro, dai miei figli. La vera domanda, non espressa, era: “Può un figlio capire, alla fine, l’estremo sacrificio di un genitore per l’alto valore etico e democratico di questo mestiere”? Andrea, quando suo padre, vicedirettore del quotidiano torinese “La Stampa”, fu assassinato nell’androne di casa dalle “Brigate rosse”, con quattro colpi di pistola al volto, aveva 33 anni, ed era già padre, a sua volta. Era il 16 novembre 1977. A rileggere i fondi di Carlo Casalegno – teneva una rubrica settimanale, “Il nostro Stato”, l’unica che dava la ‘linea’ del giornale, assieme agli editoriali del direttore Arrigo Levi, si respirano freschi e vividi gli ideali democratici e antifascisti su cui si era fondata la nostra Costituzione, il nostro Stato: era stato egli stesso tra i protagonisti della lotta partigiana, tra i fondatori, con Bobbio, del Partito d’Azione, collaborando al giornale clandestino ‘Italia libera’. Quando scrisse il corsivo che gli costò la vita (ma le minacce e gli avvertimenti erano stati numerosi, tanto che per un periodo aveva condiviso la scorta con Arrigo Levi), non fece altro che aggiungere un’asserzione di principi democratici a quelli enunciati negli anni di vicedirezione....

    data: 16/11/2017 21.31

  • SEI PUNTI
    PER CAPIRE IL
    "RECALCITRANTE"
    PISAPIA

    1. Aspetta l'esito delle elezioni regionali siciliane, sperando che Renzi ne esca malconcio. 2. Aspetta di vedere con quali norme elettorali si andrà a votare, per capire come e con chi schierarsi. 3. Aspetta di capire se, a elezioni siciliane svolte e a legge elettorale nazionale definita, Prodi Veltroni Letta Franceschini e Orlando ssi decideranno a venire allo scoperto, indebolendo Renzi e appoggiando lui. 4. Non può accettare che in un nuovo soggetto politico conti il "voto strutturato" (sezioni. Iscritti, assemblee...) e non il "voto di opinione", ambito nel quale si sente più forte rispetto a Mdp. 5. Non vuole partner ingombranti nelle decisioni sulle candidature del nuovo soggetto politico. Vuole essere lui a scegliere e a poter mettere veti. 6. Non vuole fare un soggetto di sinistra, né una unione di centro-sinistra, ma un amalgama di centrosinistra. Senza trattino. Come il Pd. Insomma un nuovo o il vecchio Pd...

    data: 07/10/2017 21.22

  • Scalfari,
    il “non credente”
    che dice al Papa
    cosa fare in materia
    di scomuniche
    e beatificazioni

    BEPPE LOPEZ

    Forse meritava ben più attenzione - e soprattutto analisi non viziate dal pregiudizio - la nuova intervista concessa dal Papa a Eugenio Scalfari. E comunque sono passati ingiustamente sotto silenzio alcuni suoi notevoli passaggi, marginali rispetto al tema scelto per la forte titolazione che le ha riservato la Repubblica, nella prima pagina e nelle due paginate successive: “Francesco: Il mio grido al G20. No ad alleanze contro i migranti” (8 luglio 2017). Per esempio ci si può chiedere: può un giornalista, un grande giornalista – storicamente laico, che si ostina a definirsi tuttora “non credente” – andare dal Papa per una intervista e scriverne chiarendo ai lettori che “il tema principale della nostra conversazione è il Dio unico, il Creatore unico del nostro pianeta e dell'intero Universo”? Sì, se si chiama Eugenio Scalfari. E può rivolgersi al suo intervistato, chiamandolo “Santità”, ovviamente con la “S” maiuscola? Questo Scalfari non dovrebbe farlo, come non dovrebbe farlo nemmeno uno stagista alle prime armi, ma Scalfari a novantadue anni lo fa...

    data: 12/07/2017 14.35

pagina 2 di 52

«

»

1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |