Analisi

Le analisi

  • TEMPO
    DI OLIMPIADI:
    RICORDARE
    PETER NORMAN,
    IL PRIMO
    A SINISTRA

    UN ARTICOLO DI GIANNI MURA, 2012 (SEGUE RICCARDO GAZZANIGA, 2015) Bisogna sforzarsi di non guardare i due a testa bassa, il pugno chiuso alzato in un guanto nero, calze nere e niente scarpe, sul podio. Bisogna concentrarsi sull' atleta di sinistra, bianco, lo sguardo dritto, le braccia lungo i fianchi. Bisogna ricordare alcune cose, di quel 1968 perennemente associato al Maggio francese. Il 16 marzo il massacro di My Lai, il 4 aprile l' assassinio di Martin L. King, il 5 giugno tocca a Bob Kennedy. Aggiungiamoci il Biafra, i carri armati sovietici sulla primavera di Praga, la strage di piazza delle Tre Culture poco prima che cominci l' Olimpiade messicana. Bisogna sapere che la finale dei 200 metri la vince Tommie Smith in 19"83 (primo a scendere sotto i 20") davanti a Norman (20' 06")e Carlos (20' 10"). Carlos parte forte, troppo forte. Smith lo passa a 30 metri dalla linea e corre gli ultimi 10 a braccia alzate. Norman ai 100 metri è solo sesto, viene fuori nel finale, supera Carlos negli ultimi metri. Bisogna sapere che nel ' 67 Harry Edwards, sociologo a Berkeley, voce baritonale, discreto discobolo, ha fondato l' Ophr, Olympic program for human rights. L' idea è che gli atleti neri boicottino i Giochi, ma è difficile da realizzare...

    data: 16/08/2016 09.19

  • M5S, ma ritardi,
    errori e gaffes
    si potevano
    e si possono
    ancora evitare

    BEPPE LOPEZ

    [dal blog su ilfattoquotidiano.it]Sottovalutazione? Beata innocenza? Inadeguatezza? Tutto questo e molte altre cose, anche inevitabili, anche comprensibili. Ma di certo, l’evento strepitoso, devastante (per l’ancien régime) e salvifico (almeno per il 67% dei romani) dell’ascesa del M5S alla guida del Campidoglio, della Città Eterna, della Capitale d’Italia - ad un mese dal prevedibile, previsto, sperato e temuto esito elettorale - ha per ora messo in primo piano ritardi, gaffes, divisioni e contrasti interni al Movimento, oltre che decisioni oggettivamente indifendibili, dall’osceno caso-Marra all’imbarazzante caso-Locicero, il rugbista ‘gnorante che non si sa perché dovesse (o debba?) fare ad ogni costo l’assessore allo sport. C’è da chiedersi se quello che sta succedendo, da un mese, ai danni dell’immagine della nascente giunta-Raggi, della speranza che Roma possa tirarsi fuori dalle macerie in cui l’hanno ridotta amministrazioni di centrodestra e di centrosinistra negli ultimi decenni, e della credibilità complessiva del Movimento Cinque Stelle, avrebbe potuto essere, se non evitato, almeno in parte attenuato. Evitando fra l’altro di oscurare quella che sembra invece la felice esperienza “sabauda” di Appendino a Torino ...

    data: 06/07/2016 18.50

  • COME PARLARE
    DEL FUTURO
    DEI GIORNALI
    DI CARTA,
    DI FATTO
    PER NEGARLO

    BEPPE LOPEZ

    Perché, per rispondere alla domanda "Ha un futuro il giornale di carta?", la Repubblica invita a parlarne il direttore di Internazionale Giovanni De Mauro e il direttore di Origami Cesare Martinetti, vale a dire due pregevoli testate di carta che però hanno contenuti che indubbiamente si possono gestire e leggere anche su una testata on line? E perché lo stesso Mario Calabresi afferma che il giornale di carta ha un futuro e certamente un presente solo se approfondisce e spiega gli avvenimenti, come se su una testata online non si possa approfondire e spiegare? Se si ascolta con attenzione e rispetto l'interessante dibattito, si può facilmente rilevare che non uno dei ragionamenti e non una delle affermazioni dei tre autorevoli colleghi costituisce in una qualche maniera elemento a supporto della insostituibilità del giornale e del giornalismo di carta rispetto a quello on line. In considerazione del fatto che ci sono certamente altri argomenti per sostenere che il giornale di carta ha ancora un presente e forse anche un futuro - come ritiene con convinzione anche chi scrive - nel caso della iniziativa di RepIdee sembra quasi di essere di fronte ad un episodio di eterogenesi dei fini, cioé di conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali. Senza volerlo, si porta acqua al mulino di chi sostiene - come si dice correntemente, come si dà generalmente per scontato e come in molti temono – che i giornali non abbiano un futuro e, già oggi, siano praticamente degli zombies ...

    data: 12/06/2016 08.05

  • IL TAYLORISMO DIGITALE,
    LA SINISTRA,
    LA CRISI
    E LA TRANSIZIONE POSSIBILE

    GRETA CREA (*)

    Quanto incide la Rivoluzione digitale del XXI secolo sulla politica? Ecco una lunga, importante intervista a Sergio Bellucci. Quali sono le ripercussioni della rivoluzione digitale del XXI secolo incombenti sull’assetto sociale e politico europeo? “Il digitale rappresenta più che una rivoluzione, rappresenta un passaggio di paradigma. Per alcuni versi è molto più profondo di qualsiasi cambiamento sociale, culturale ed economico concepibile da un’idea politica. Dall’altro sembra che possa riproporre una dialettica tra le classi. Ma di nuova generazione. Oggi se il digitale resta confinato, egemonizzato dal capitalismo globale e a dimensione planetaria, rischia di produrre una società suddivisa tra pochissimi ricchi e tantissimi poveri, tra una piccola parte di sfruttatori e una massa sterminata di sfruttati. La metafora creata da Occupy Wall Street è la più efficace: l’1% contro il 99% del mondo”. Quali cambiamenti ha apportato sulla nostra società e sullo scenario politico? “È cambiata la forma della socializzazione. Quando cambia la natura e la modalità con le quali gli umani si scambiano le relazioni, cambia tutto. E la politica non può restare al palo, pena la propria decadenza, la propria marginalità, la messa in fuori gioco. Ma non è solo un problema dei partiti. Anche le istituzioni, le forme codificate tra l’Ottocento e il Novecento delle nostre democrazie sono investite da nuove domande, da nuove richieste di partecipazione e di decisione. L’avvento della rete pone, da tempo, la questione di un rapporto diverso tra l’idea della democrazia diretta e delle forme della rappresentanza. Lo scrissi nel 1997 nel saggio sulle forme della politica e l’avvento di Internet quando in Italia discutemmo della nostra Costituzione e dei Poteri, un importante convegno del Partito della Rifondazione Comunista ...

    data: 31/05/2016 17.29

  • Democrazia rappresentativa
    e democrazia diretta:
    il M5S ora
    deve chiarire

    BEPPE LOPEZ

    [dal blog su ilfattoquotidiano.it]C’è una breve domanda, dalle conseguenze enormi, alla quale è proprio giunto il momento che il Movimento 5 Stelle dia una risposta chiara, inequivocabile e definitiva, per il bene del Paese ed anche per il proprio bene. La fase storica che vivono sulla propria pelle gli italiani – in particolare per la crisi economica, finanziaria e produttiva, per i rapporti con l’Europa, per le conseguenze delle ondate immigratorie e soprattutto per la crisi del sistema politico e istituzionale – è assai complessa. Richiederebbe interventi risanatori urgenti e un personale politico deciso, senza macchie e dalle idee chiare. Intanto, Grillo stava per fare un passo indietro (o di lato), il guru Casaleggio non c’è più, il pre-leader Di Maio procede nel suo tour di legittimazione internazionale, si riapre la guerra fra governo e magistratura, importanti elezioni amministrative sono alle porte, probabilmente la capitale sarà governata da una giunta a 5 stelle, è in corso uno scontro decisivo (per le sorti della democrazia in Italia) sulla riforma governativa della Costituzione divenuto anche un referendum sul “renzismo”… In questo quadro, è comprensibile che gli italiani, a cominciare da coloro che guardano sin dall’inizio al Movimento 5 Stelle con interesse e speranza, anche se non acriticamente, si interroghino su quale sia oggi esattamente la posizione dei 5 Stelle non solo a proposito del ventaglio di interventi e decisioni necessarie in materia di lavoro, servizi pubblici, finanza pubblica, ecc., ma prima ancora sulla questione “democrazia diretta”. In concreto, è fondamentale capire e sapere se – in base alla straordinaria esperienza sin qui acquisita da un movimento che, nato com’è nato (Grillo, Casaleggio, la rete…), è riuscito d’impeto a conquistare nel giro di pochissimi anni un ruolo da protagonista sulla scena politica – siano maturate le condizioni per una solida ed esplicita posizione, rispetto alla propria presenza nelle istituzioni, diversa da quella iniziale...

    data: 10/05/2016 20.37

  • No, Marchini
    non è un regalo
    per Renzi. Anzi...

    BEPPE LOPEZ

    [DAL BLOG ILFATTOQUOTIDIANO.IT] Passare da Bertolaso a Marchini, da parte di Berlusconi, è stato un regalo a Renzi? Che lo dicano, per propaganda, Raggi, Meloni e Giachetti è comprensibile. Ma che lo sostengano giornali e osservatori politici appare assai avventato. Anche se il regalo fosse effettivamente nelle intenzioni berlusconiane o addirittura in un esplicito do ut des con Renzi, si tratterebbe di un regalo avvelenato. Non solo perché, a differenza di Marchini – e a parte l’ormai modesto apporto degli ultimi moicani del berlusconismo a Roma – l’ex-capo della protezione civile di suo non aveva, e non ha, un voto. Non solo perché Bertolaso non ha aspettato il breve tratto di questa campagna elettorale, percorso come candidato, per rivelarsi un formidabile gaffeur (“Grazie neve, per averci aiutato a capire che la Protezione Civile ci serve”, scrisse ad esempio sul proprio blog a proposito dell’ondata di gelo che aveva investito l’Italia determinando fra l’altro una sessantina di morti). Non solo perché la scelta del Caimano, pur sdentato, a favore del “Ridge de noantri” mette effettivamente in ambasce Meloni e Salvini, isolandoli su posizioni di destra estrema, lepenista e “trumpista”. Non solo perché oppone, alla marcia inarrestabile della “cittadina” Raggi e al recupero sondaggistico di Giachetti e del Pd romano travolto da Mafia Capitale, quello che è stato sinora oggettivamente un marciatore solitario, “libero dai partiti” e unico, vero oppositore – insieme al movimento cinque stelle – degli amministratori che hanno aiutato e comunque non si sono accorti di Mafia Capitale...

    data: 30/04/2016 18.19

pagina 3 di 49

«

»

1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |