Analisi

Le analisi

  • NARRARE
    CON LINGUAGGI
    INVENTIVI

    CARMELO DELLI SANTI (*)

    IL CASO LA BESTIA! SECONDO GIORGIO BARBERI SQUAROTTI SU "LEGGERE: TUTTI" Lui e l’altro. Lo strano incontro avviene dopo l’uscita di una “favola edificante (per adulti) sulla costruzione del nemico” intitolata La Bestia!. Lui è un austero studioso delle lettere italiane di ottantasei anni; l’altro, un individuo che arriva dalla foresta al quale non sfugge che “la mia scapigliatura, il mio barbone scardoffato, la mia setolosa lanugine pettorale e i miei calzari di sughero e foglie di palma intrecciate avrebbero potuto essere interpretati come segni di anormalità e degenerazione, non solo estetica”. Un individuo, soprattutto, che appena apre bocca si lascia sfuggire, come lingua, suoni disarticolati tipo “mapprciai misifettstutaurt? Prciai msiachiausdoiaind? Iaisommnautdombaisc. Mfaiscpraimassidaddoiaind, eppodscrraimm dajommnajommn”. Cosa possono avere mai in comune Giorgio Bàrberi Squarotti, decano della storia della letteratura italiana, allievo di Giovanni Getto, docente per oltre trent’anni di Letteratura italiana all’Università di Torino, responsabile scientifico del Grande dizionario della lingua italiana Utet, autore di centinaia di tomi fondamentali in materia, e quel forestiero, quel barbaro che, appena arrivato in città, chiamano “la Bestia”? Si dà il caso che l’editore Manni abbia avuto l’onore nel 2011 di pubblicare una delle tante opere di Bàrberi Squarotti...

    data: 19/03/2016 23.37

  • Salviamo il soldato Pannella da se stesso e dai suoi laudatori

    BEPPE LOPEZ

    [DA ILFATTOQUOTIDIANO.IT]Da tempo sembrava matura la necessità di salvare Marco Pannella da se stesso e dalla sua piccola corte di miracolati plaudenti. E non solo, anzi non tanto per la sua salute fisica, quanto per il suo progressivo cedimento ad una sorta di irrazionale, irrefrenabile e autolesionistica autoesaltazione. Il leader dei Radicali italiani, infatti, ha retto e in definitiva regge ancora bene i suoi 85 anni e il suo quotidiano campo di azione, dove peraltro si muove da anni non più grazie allo straordinario carisma che ne fece il principale animatore delle grandi battaglie per i diritti civili in Italia, ma come padre-padrone della “ditta” radicale, attraverso lo strenuo e accorto controllo personale dei dieci milioni annui generosamente elargiti dallo Stato a Radio Radicale e, per essa, non al partito radicale, che non esiste in quanto tale; non ai Radicali Italiani, che spesso sfuggono alla occhiuta padronanza pannelliana; e nemmeno allo snellissimo Partito Radicale Transnazionale e Transpartitico, pur circoscritto alla sfera del pieno dominio pannelliano, ma a quella specie di personalissima ditta individuale denominata Lista Marco Pannella (nata e chiusa elettoralmente negli anni Novanta del secolo scorso)...

    data: 16/03/2016 07.24

  • ORA AGGREGARE
    UNIONI CIVILI
    E CONVIVENZE
    DI FATTO

    BEPPE LOPEZ

    [DAL BLOG SU ILFATTOQUOTIDIANO.IT]Non sappiamo come (e se) sarà cambiato e approvato dal Senato, in questi giorni, la legge sulla “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” firmata dalla piddina Cirinnà. Di certo non ci sarà più la norma sulla adozione del figlio del partner (prevista peraltro solo per le coppie omosessuali). E probabilmente vi saranno apportate altre modifiche, che ne attenueranno ulteriormente, sino probabilmente a farle scomparire, le caratteristiche di “simil-matrimonio”. A quel punto, avremo con ogni probabilità un testo peggiore di quello arrivato in aula a Palazzo Madama. Quel testo almeno una sua logica l’aveva. Bisognava dare “con trent’anni di ritardo” agli omosessuali, come enfaticamente è stato ripetuto in questi mesi, diritti già riconosciuti ad essi da paesi molto “più civili” del nostro. Si voleva far rientrare fra questi diritti la gran parte, se non la totalità di quelli propri del matrimonio (persino “l’obbligo reciproco alla fedeltà”, naturalmente la “stepchild adoption”, la reversibilità della pensione, le opportunità proprietarie, ecc.)...

    data: 24/02/2016 18.32

  • Unioni civili, l’esclusione
    degli etero
    e il clamoroso errore
    dei filo-gay

    BEPPE LOPEZ

    [dal blog su ilfattoquotidiano.it]Anche l’Italia, come la “maggior parte dei paese europei”, si accinge dunque a varare una “normativa per regolarizzare le coppie gay” (nei tempi e nei modi consentiti dallo scontro in atto, in particolare, sulla questione delle adozioni). In realtà il disegno di legge Cirinnà, intitolato “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”, non riguarda solo gli omosessuali. Nella sua prima parte si introduce l’istituto dell’unione civile fra persone della stesso sesso, mentre nella seconda, quasi un’appendice – sconosciuta ai più, praticamente clandestina, mai pubblicamente dibattuta – si delinea una normativa di serie B per le convivenze di fatto. E contrariamente a quanto affermato anche in questi giorni nei titoli e negli articoli sul “lato etero della riforma”, le convivenze di cui si tratta non sono solo quelle fra eterosessuali ma anche fra omosessuali...

    data: 11/02/2016 19.28

  • Scalfari e Mauro hanno perso
    la scommessa politica.
    E adesso, povero Calabresi?

    BEPPE LOPEZ

    [dal blog su ilfattoquotidiano.it] Eugenio Scalfari era riuscito a costruire nei primi vent’anni di Repubblica, uno strano, strabiliante ibrido, vale a dire una macchina da guerra politica e insieme “il più autorevole quotidiano italiano”. Questo ibrido è diventato in questi ultimi vent’anni, sotto la direzione di Ezio Mauro, un giornale di battaglia politico-culturale e uno dei quotidiani più diffusi in Italia. Insomma, mentre Scalfari metteva i piedi nel piatto della politica, quotidianamente, riuscendo a rimanere “autorevole”, il giornale di Mauro tendeva a “prendere parte al discorso pubblico e alla battaglia culturale” eppure consentiva al Corriere della Sera, rianimato dalla “leggerezza” della doppia direzione Paolo Mieli e irrobustito dalla doppia direzione di Ferruccio De Bortoli, di risorpassarlo in autorevolezza. Questa è certamente una differenza, di tipologia e di livello, fra le due direzioni. Ma c’è qualcosa che le accomuna, nel bene delle intenzioni e nel male dei risultati. Lo si rileva nello stesso editoriale di addio di Mauro. “Il genio di Scalfari quarant’anni fa ha cambiato il giornalismo”, egli vi sostiene, “ma soprattutto ha scommesso su un cambiamento del Paese che avesse le sue radici nella modernizzazione, nell’Europa, nella piena agibilità di un sistema politico bloccato”...

    data: 15/01/2016 19.42

  • LA NASCITA
    DI REPUBBLICA
    SCALFARI
    NON LA RACCONTA
    GIUSTA

    BEPPE LOPEZ

    dal blog su ilfattoquotidiano.it Scalfari ha anticipato tutti, rievocando la nascita di Repubblica il 6 dicembre, pur ricorrendo il suo quarantennio il prossimo 14 gennaio. E l’ha rievocata alla sua maniera. Diciamo pure che non l’ha raccontata proprio giusta. Bastano solo le poche cose ricordate in un paio di pagine de La casta dei giornali (2007) per capire che ci sono cose che il Fondatore non vuole ricordare o non ricorda o più semplicemente, in effetti, non ha mai adeguatamente rilevato. Eccole… L’alta coscienza di sé e del proprio ruolo, in Scalfari, è notoria. Ancora nel 2005, a trent’anni dalla fondazione e a dieci dall’abbandono della direzione di Repubblica, egli scriveva della “sua” redazione rappresentandola come «una scuola ed una numerosa famiglia di affetti e di talenti ... con un suo originario Dna, un suo imprinting, un suo tema sinfonico e polisinfonico del quale il gruppo originario ha dato la chiave iniziale e le prime battute dello spartito». Un convincimento, si direbbe, di tipo quasi elitario. Ma non autoreferenziale. Scalfari è infatti perfettamente e altezzosamente conscio del fatto che dal 14 gennaio 1976, cioè dall’arrivo in edicola del primo numero di Repubblica, il vantato imprinting ha segnato tutte le iniziative, complessivamente la “filosofia” e persino il linguaggio, l’organizzazione, la tecnica e la grafica di tutti gli organi d’informazione quotidiana, persino quella radiotelevisiva e telematica...

    data: 08/12/2015 18.57

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