Analisi

Le analisi

  • SUD, VOGLIAMO
    FINALMENTE
    ASCOLTARE
    DOPO 70 ANNI
    DI FALLIMENTI
    IL MONITO
    DI SALVEMINI?

    BEPPE LOPEZ

    [dal blog su ilfattoquotidiano.it]Agosto 2015, il Sud guadagna – almeno per qualche giorno – un posto di riguardo nell’agenda politica. E’ successo già altre volte. Poi, tutto dimenticato. Che c’è di nuovo stavolta?Si parla di interventi straordinari per il Sud. Ci si lamenta che sia scomparso dall’agenda del governo, anzi che praticamente non vi si faccia più niente da vent’anni. La Svimez denuncia un “rischio di sottosviluppo permanente”. Grido d’allarme di Roberto Saviano. Renzi corre ai ripari. “La direzione del Partito Democratico si riunirà per discutere del tema del Mezzogiorno il 7 agosto alle 15 al Nazareno”. La ministra allo Sviluppo Economico, Federica Guidi, annuncia che “in autunno daremo il via agli Stati Generali dello Sviluppo Economico e guarderemo con grande attenzione al problema”. Viene fuori un piano da 80 miliardi, in 15 anni (una sorta di “Piano Marshall”, si assicura), mirato al rafforzamento dei poli industriali e alle infrastrutture. E poi ci sono – o ci sarebbero? – 30 miliardi di Fondi strutturali europei, più i 20 del cofinanziamento nazionale, più altri Fondi entro settembre… Esattamente settant’anni fa, nell’agosto del 1945, lo storico Gaetano Salvemini – una delle menti più lucide che abbiano avuto la cultura e la politica italiane nel secolo scorso – scriveva al meridionalista Guido Dorso, ammonendolo dal farsi illusioni su interventi straordinari o leggi speciali o “piani marshall” per il Sud...

    data: 04/08/2015 11.32

  • LAGIOIA SI GODA
    IL PREMIO STREGA
    MA SENZA IPOCRISIE

    BEPPE LOPEZ

    [DAL BLOG SU ILFATTOQUOTIDIANO.IT]Tutto come previsto. Nicola Lagioia ha fatto un buon libro con Einaudi (“con loro abbiamo fatto, passo dopo passo, un lungo paziente e alla fine felice lavoro di squadra”). Ha partecipato a un’edizione dello Strega preceduto, come quasi sempre, da polemiche. In particolare per il fatto che vi comandano i grandi gruppi editoriali, che vincono sempre libri da loro prodotti e che una scrittrice come Elena Ferrante (editore E/O), da tutti riconosciuta fra i nomi più importanti della narrativa italiana, i cui libri si vendono in tutto il mondo, rischiava addirittura, ancora una volta, di non partecipare nemmeno. Alla fine la Ferrante ha partecipato, è entrato nella cinquina dei finalisti, arrivando però terza con appena 123 voti, seguito da Genovesi (Mondadori) e Santagata (Guanda, gruppo Longanesi). Al secondo posto, con 157 voti, l’autore Covacich (Bompiani, gruppo Rizzoli). E primo, ben distanziato, con 182 voti, appunto ‘La ferocia’ di Lagioia (Einaudi, gruppo Mondadori)...

    data: 06/07/2015 08.26

  • MAGARI CI FOSSE ANCORA
    LA DESTRA
    DELLE FOGNE!

    BEPPE LOPEZ

    DA ILFATTOQUOTIDIANO.IT (*)--------------------------------E’ successo un gran sconquasso per la frase cloacale di Marino. Andando a vedere esattamente ciò che ha detto l’innocente, neo-arrivato e traballante sindaco di Roma – dopo le clamorose rivelazioni, gli aspri scontri e le furiose polemiche su Mafia Capitale – si può rilevare che si è trattato di un inciso. Solo un piccolo inciso, solo tredici parole, all’interno del discorso in cui annunciava di non voler fare alcun passo indietro, mentre tutti i partiti chiedevano che si dimettesse: da destra, da centro e da sinistra, compresi il suo stesso partito e il M5S, pur essendo tutti i partiti, di destra, di centro e di sinistra, compresi il suo stesso partito (e con la sola eccezione dell’innocente e neo-arrivato M5S), oggettivamente e inequivocabilmente responsabili della nascita, della crescita e del pascimento di Mafia Capitale. Che ha detto dunque il chirurgo genovese prestato alla politica capitolina? Ecco: “…Una destra che non ha vergogna: tornino nelle fogne da dove sono venuti”. Al di là delle sue intenzioni – distrarre l’attenzione dall’oggetto del contendere, sparigliare, uscire dall’angolo, dividere la muta dei cani o altra – la frase sembrava voler dire: non parlo di Rutelli e Veltroni, altrimenti mi inguaio più di quanto non sia già inguaiato, ma voi vecchi neo-fascisti autopromossi a post-fascisti, a cominciare dal sindaco nero Alemanno, siete gli ultimi a poter parlare, visto che vi siete magnati mezza capitale e perciò siete degni di tornare nelle fogne da dove siete usciti nella Seconda Repubblica...

    data: 24/06/2015 16.27

  • IL ROMANZO DELLA COMPLESSITA', QUINDI DELLA SEMPLICITA'...

    DINO LEVANTE (*)

    Uno scrigno di personaggi, una galleria di avventure, sorprese e colpi di scena secondo i migliori canoni della letteratura classica. Sono questi gli ingredienti principali del nuovo romanzo, sospeso tra saga familiare e descrizione allegorica, di Beppe Lopez La Bestia! (Manni, 240 pagine, 17 euro), dal significativo sottotitolo «Favola edificante (per adulti) sulla “costruzione del nemico”». L’autore, sin da giovane giornalista a «la Repubblica», poi primo direttore del «Quotidiano» a Lecce, continua a interessarsi dei fenomeni connessi alla comunicazione ed è in rete con il sito www.infodem.it. Lopez ritorna alla scrittura letteraria e lascia per un po' la saggistica, perché? Perché mi piace vivere, osservare, leggere e scrivere della vita, del mondo e dell'umanitá nella sua interezza. Ho sempre fatto il giornalista per questo, perché sono un eclettico, per istinto e per formazione. Ritengo peraltro che una delle cause principali dei malanni mondiali e nazionali (il disastro ambientale e sanitario, la finanza che si é sostituita alla politica, le guerre, il fanatismo, la casta, ecc.) sia appunto la prevalenza degli specialismi e del settarismo rispetto alla consapevolezza della complessità e ad una concezione unitaria del pianeta, della natura, degli animali... ...

    data: 15/05/2015 21.53

  • "LA BESTIA!", APOLOGO MORALE SULLA GENESI DELLA INTOLLERANZA

    EMANUELA STELLA (repubblica.it)

    Uno straniero, che parla una lingua incomprensibile e gutturale, che ha un aspetto ripugnante, che per tacito accordo doveva rimanere nascosto "senza disturbare", facendosi i fatti suoi "e consentendo a noi di farci i nostri". Uno che dissemina malattie e infezioni, un semi-umano, magari frutto dell'accoppiamento tra un uomo e una scimmia, il babau delle storie che si raccontano ai bambini ("stai buono o arriva la bestia e ti mangia"). Ebbene, questo personaggio all'improvviso vìola il patto che gli era stato imposto e si presenta alle porte della città gridando al mondo: io esisto, io ho diritto di esistere. Come nasce l'intolleranza. E' la vicenda, un po' conte philosophique un po' apologo morale, di La Bestia!, il libro di Beppe Lopez uscito per Manni Editore presentato il 14 maggio nella sede della Federazione nazionale della stampa italiana: uno studio sulla genesi dell'intolleranza, che trova nell'odio per il diverso - visto come aggressivo, feroce, ingordo - il necessario collante. Il romanzo, ambientato in quel medioevo fantastico che tutti ci portiamo dentro, è per esplicito intento dell'autore "una favola edificante per adulti sulla 'costruzione' del nemico", quell'"altro" che da sempre viviamo come minaccioso, e che preferiamo relegare in una categoria umana inferiore. Un "ferùsculo", in questo caso, come ci racconta Lopez con un uso ricco e sapiente della lingua e molte digressioni nel dialetto barese, un sotto-uomo che bisogna respingere e nascondere alla vista ...

    data: 15/05/2015 21.52

  • LA BESTIA,
    DALLA FORESTA
    ALLA CITTA':
    L'UTOPIA DELLA
    INTEGRAZIONE

    MICHELE DE FEUDIS
    (CORRIERE DEL MEZZOGIORNO)

    La bestia, il ferùscolo, lo straniero da un lato. La città, il potere, la “reazione”, l’ordine e il conformismo dall’altro. Per addentrarsi nella trama del nuovo romanzo di Beppe Lopez, La bestia! (pp. 240, euro 17, Manni) è necessario lasciarsi trascinare in una vorticosa storia fantasy, in una favola dal marcato risvolto sociale che costringe il lettore a misurare, pagina dopo pagina, le proprie resistenze e i propri pregiudizi davanti al “diverso”, quello che i greci definivano xenos intendendo sia l’ospite che l’estraneo. Il registro narrativo del romanzo è sempre vario, i racconti dei protagonisti sono in prima persona, i luoghi (immaginari) descritti con dovizia di particolari, ogni tappa-capitolo è un percorso di continue scoperte, segnato da suggestioni che l’autore ha assimilato da Italo Svevo e Jorge Luis Borges, da Friedrich Nietzsche e George Bernanos, da Cicerone e Platone fino a Sant’Agostino, solo per citare alcune fonti di ispirazione enumerate nel massimario finale. Un «òmmeno vestuto selvaticamente» si palesa davanti alla muraglia di una città. L’efficace neolingua di Lopez (discendente dal dialetto barese anche se difficilmente avrebbe ricevuto il placet dal demologo Alfredo Giovine) introduce le tappe di ogni sezione del romanzo. L’incipit della storia è legato all’apparizione del forestiero. Il piantone lo riconosce dal fetore. «La Beeestia!»: così lo definiscono le guardie. Un selvatico aveva abbandonato la propria vita nella foresta per incamminarsi verso la città. Perché? Lo lascia intuire Lopez, offrendo progressivamente piccoli tasselli utili a svelare l’enigma solo nel finale...

    data: 10/05/2015 23.53

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