Analisi

Le analisi

  • REGISTRI LINGUISTICI CONTRO LOBOTOMIA EDITORIALE

    DAVIDE MORGANTI (Il Mattino) (*)

    La scrittura, spesso, è una stanza scomoda, dove non trovi sedie, poltrone, finestre, divani e si resta spiazzati, specie in questo banale Duemila, dove ogni cosa scritta, come insegnano gli editor nostrani (o terminator?, vista la fissità con la quale ripetono che il lettore, se non è scritto facile, mica capisce) deve essere più ovvia possibile. Beppe Lopez con il suo nuovo romanzo (La Bestia!, Manni, pag.235, euro 17) se ne frega di questa involuzione e prosegue nel suo cammino, iniziato brillantemente quindici anni fa con Capatosta, torcendo la lingua, facendo del suo romanzo una sorta di conte philosophique settecentesco privo di tempo. Lopez, ignorando le direttive della lobotomia editoriale, racconta il nostro tempo usando una storia semplice – uno straniero, la bestia appunto, che entrando in una città la sconvolge con la sua sola presenza – per ricoprirla di diversi registri linguistici...

    data: 02/05/2015 19.04

  • LA BESTIA!
    FAVOLA FANTASY
    CON MORALE

    ANNA BIGANO (*)

    L'accoglienza dello stranieronel romanzo di Beppe LopezLA RECENSIONE DELL'ANSA "Mecvuattauccavau cuddistaind! Iaimvogghjefaie mbasclfattmai evau faciaitvmbesc lfettvaust". Per chi non viene da Bari o dintorni, la lingua del nuovo romanzo del giornalista Beppe Lopez suona a tratti ostica, respingente, con il suo impasto peculiarissimo di lessico tre e quattrocentesco e di battute dialettali fatte d'impronunciabili accumuli di consonanti. Serve qualche pagina per acclimatarsi nella lettura de 'La Bestia!', terza prova narrativa dell'autore dopo 'Capatosta' (Mondadori 2000) e 'La scordanza' (Marsilio 2008), ambientata in un tempo lontano e in una città che si chiama semplicemente Città. Una città il cui destino cambia per sempre quando alle sue porte si presenta "un òmmeno vestuto selvaticamente", con intenzioni tutt'altro che chiare. Ne 'La Bestia!' Lopez mantiene e anzi esaspera l'alternanza continua di registri linguistici e la mescolanza di italiano e dialetto per cui è stato più volte accostato a Camilleri. Abbandona invece l'affresco storico e sociale dei suoi lavori precedenti per dedicarsi a quella che un ironico sottotitolo definisce 'favola edificante (per adulti) sulla "costruzione del nemico"', per quanto gli antropologi che studiano i racconti popolari direbbero che contiene pure molti elementi della fiaba...

    data: 12/04/2015 18.19

  • LA BESTIA!
    TRA FANTASY
    E MANUALE DELLA DEMOCRAZIA

    DARIA TERRACINA

    Il nuovo romanzo di Beppe Lopezin "LEGGERE:TUTTI" di aprile ---------- “La storia comenza con un bel disegno, dove sta raffigurato un òmmeno vestuto selvaticamente ’nnanzi a una muraglia fortificata”. Quindici anni dopo Capatosta (Mondadori 2000) e sette anni dopo La scordanza (Marsilio 2008), Beppe Lopez dà alle stampe un nuovo romanzo. Questa volta non si tratta né di realismo o neo-realismo, né di romanzo generazionale e di impegno politico. La Bestia! – è questo il titolo del volume in libreria da fine febbraio, per i tipi di Manni – non a caso viene infatti definito nel sottotitolo del frontespizio: favola edificante (per adulti) sulla “costruzione del nemico”. Favola perché è una storia - una storia vera e propria, persino con elementi fantasy – fuori dal tempo e dello spazio; edificante perché tratta, in termini politicamente corretti, di un problema di enorme e drammatica attualità (il rapporto con lo straniero, il forestiero, l’immigrato, l’”altro”); per adulti, perché c’è qualche pagina un po’, come dire? spinta; sulla “costruzione del nemico”, perché l’elemento centrale della vicenda narrata riguarda una questione ben sintetizzata nella frase di Umberto Eco riportata nella pagina immediatamente successiva al frontespizio: “Per tenere i popoli a freno, di nemici bisogna sempre inventarne, e dipingerli in modo che suscitino paura e ripugnanza”. Ma il rapporto con il forestiero - nel libro, l’uomo vestito selvaticamente che esce dalla foresta e si presenta davanti alle mura della città - è per Lopez solo un aspetto dell’essere persona e cittadino in una società democratica. Solo da questo punto di vista si giustifica l’aggettivo “edificante”, peraltro usato in termini esplicitamente autoironici da un intellettuale caratterizzato da sempre da una laicità e da un eclettismo corrosivi...

    data: 08/04/2015 17.24

  • LA BESTIA!
    LA BUONA POLITICA
    E L'IMPEGNO CIVILE

    ANNA BIGANO (*)

    [UN LIBRO AL GIORNO, ANSA] "Mecvuattauccavau cuddistaind! Iaimvogghjefaie mbasclfattmai evau faciaitvmbesc lfettvaust". Per chi non viene da Bari o dintorni, la lingua del nuovo romanzo del giornalista Beppe Lopez suona a tratti ostica, respingente, con il suo impasto peculiarissimo di lessico tre e quattrocentesco e di battute dialettali fatte d'impronunciabili accumuli di consonanti. Serve qualche pagina per acclimatarsi nella lettura de 'La Bestia!', terza prova narrativa dell'autore dopo 'Capatosta' (Mondadori 2000) e 'La scordanza' (Marsilio 2008), ambientata in un tempo lontano e in una città che si chiama semplicemente Città. Una città il cui destino cambia per sempre quando alle sue porte si presenta "un òmmeno vestuto selvaticamente", con intenzioni tutt'altro che chiare. Ne 'La Bestia!' Lopez mantiene e anzi esaspera l'alternanza continua di registri linguistici e la mescolanza di italiano e dialetto per cui è stato più volte accostato a Camilleri...

    data: 27/03/2015 15.29

  • L'INCIPIT
    DE "LA BESTIA!",
    IL NUOVO
    ROMANZO
    DI BEPPE LOPEZ

    La storia comenza con un bel disegno, dove sta raffigurato un òmmeno vestuto selvaticamente ’nnanzi a una muraglia fortificata. Il piantone a guardia dello sprangato accesso alla Città s’impietrì, nel vedermi. Non si era accorto del mio silente avvicinamento alle mura. Intuì la mia presenza d’improvviso, d’istinto, con i nervi più che con la coda dell’occhio o con la membrana timpanica o con le narici. Aveva abbassato di scatto la testa, avvistandomi accanto all’antico e oramai abbandonato pozzo fuoriporta. Non emise voce, né produsse alcun altro suono o rumore. Non praticò l’arma, né l’agitò. Dilatò gli occhi e basta, restando immobile. L’astro maggiore, abbenché calato all’orizzonte, consentiva ancora di vederci, ma di là sotto, dalla mia posizione di viandante davanti alle mura, non riuscivo a leggere negli occhi della sentinella un’emozione precisa, uno stato d’animo definito. Credetti d’individuarvi, tuttavolta, abondevoli cose, anco in contesa logica fra loro. Cose che comunque – antivedevo – mi avrebbero accompagnato facendomi soffrire, ma plausibilmente non solo soffrire, chissà per quanto tempo, da quel momento in poi. Ammetto che mi attraversò le ossa il terrore che avrei potuto non sovravvivere a quelle “cose” e agli atti, ai sentimenti, alla emotività e alla incapacità di capire che, a quanto pare, quelle cose sovente generano. Ma, in una qualche guisa, l’avevo messo in computo. Il lampo che quegli occhi lanciarono mi parve di stupefazione. Non mi pervenne subitamente l’aperta diffidenza che, sin da quando mi ero indotto al grande passo, prevedevo di leggere sovra il muso del cittadino che primieramente avrebbe scorto sotto le mura la mia figura. Dipoi, la diffidenza la colsi effettivamente negli occhi del sorvegliante. Ma essa, ne sono pressoché certo, fu anticipata dalla stupefazione... ...

    data: 02/03/2015 08.24

  • La Bestia che è in noi "inventa" il nemico

    GINO DATO (*)

    INTERVISTA A BEPPE LOPEZSUL SUO NUOVO ROMANZO “La Beeestia! La Beeestia!”. Con queste urla la Sentinella accoglie l’uomo che, uscito dalla foresta in uno stato ferino e selvatico, si presenta davanti alle mura di una città anzi della Città, presidio estremo di uno stato dispotico, creato distruggendo autonomie, culture, memoria e radici. E inventandosi nemici. E’ l’incipit dell’ultimo romanzo del barese Beppe Lopez, intitolato La Bestia! Il saggista e narratore, giornalista di scuola barese, dopo Capatosta (Mondadori, 2000) e La Scordanza (Marsilio, 2008), affida a Manni questa “Favola edificante (per adulti) sulla costruzione del nemico”. Che l’exergo a firma di Umberto Eco chiarisce: “Per tenere i popoli a freno, di nemici bisogna sempre inventarne, e dipingerli in modo che suscitino paura e ripugnanza”. La Bestia! Con l’esclamativo, perché? “Come in tutte le favole, ci sono due livelli: la vicenda vera e propria, senza una specifica collocazione geostorica o temporale, inventata, fantastica, per vari aspetti proprio fantasy, con colpi di scena, miti e saghe familiari. E poi il sottofondo simbolico-metaforico con tanto di morale, anzi di etica. Al centro, una questione di grande attualità: il rapporto con l’altro, il diverso, il forestiero; la ferocia della contrapposizione allo straniero e l’utopia possibile della comprensione reciproca, della tolleranza”. Ma anche la questione della complessità. Non c’è soltanto la denuncia del razzismo nel romanzo, ma anche la virtuosa convivenza con gli animali e la natura. “La questione della complessità riguarda tutto e tutti. Insieme alla morte, la complessità è una delle due grandi rimozioni dell’uomo, da sempre. E’ più facile schematizzare, dividere e mettere in contrapposizione, piuttosto che considerare il tutto nella sua intima unità e distinguere. Si è cominciato subito: l’anima e il corpo, l’uomo e la donna, buoni e cattivi, i bianchi e i neri, gli umani e gli animali e poi destra e sinistra, baresi e leccesi. Ma la consapevolezza della complessità non ti porta solo a vedere ciò che ti distingue – senza separarti - dall’altro, ma anche a vedere e a vivere la complessità tua personale, l’altro che è in te” ...

    data: 25/02/2015 23.43

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