Libri

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  • IL DOMINIO DEGLI AFFARI
    SULLA DIFFUSIONE DELLE LINGUE

    Una nuova geopolitica 2.0 controllata dai colossi sul web

    Le strade che portano al successo o alla sconfitta di una lingua nel mercato globale delle parole passano dai due miliardi di utenti Internet. Online gli idiomi crescono, si riproducono e muoiono, proprio come organismi viventi e le dinamiche che regolano questo processo evolutivo sono guidate dalle stesse logiche dell’economia capitalistica. Dall’inglese al cinese fino all’arabo, sono le lingue del business a essere dominanti in Rete. Translated, società italiana di traduzioni con 24 mila clienti (fra cui la Commissione europea e il colosso informatico Ibm), con l’ausilio di Google, ha elaborato il T-Index, un indice statistico che assegna a ogni Paese nel mondo una quota potenziale di mercato «linguistico» ...

    data: 07/08/2012 23.02

  • LO SPORTELLO FILOSOFICO COMUNALE

    "Star bene con Socrate" a Corigliano

    Per primi sono venuti i commercianti, poi i bimbi delle materne e i ragazzi di medie e superiori, i dipendenti comunali e gli anziani del circolo cittadino. E quando sono arrivati anche i politici, la sensazione che qualcosa potesse davvero cambiare ha preso sostanza. Dallo scorso settembre a oggi sono oltre cinquecento (su seimila) gli abitanti di Corigliano d'Otranto, a sud di Lecce, che si sono sottoposti a una consulenza filosofica singola, collettiva o hanno partecipato ...

    data: 17/07/2012 16.56

  • "QUANDO SCOPPIO' IL '68, FACEVO PAPIROLOGIA"

    INTERVISTA-RITRATTO DI LUCIANO CANFORA

    Guardando Luciano Canfora viene voglia di evocare un intellettuale del primo Novecento. La pettinatura all’indietro, gli occhiali tondi e leggeri, il volto scarno, l’abito serio e inappuntabile nei colori inclini al tabacco, ne fanno una figura lievemente retrò. Come restituita da un tempo sobrio e militante. Il professore ha da poco compiuto settant’anni. È uno dei grandi storici italiani che il mondo ci invidia. Come nasce la sua voglia di fare lo storico? «Alla base delle mie scelte ci sono fatti politici che fecero epoca: il 1956, innanzitutto. Poi il 1958 e il 1960. Nel ’56 facevo il ginnasio quando ci fu la rivolta Ungherese poi repressa dall’Unione Sovietica. Provenivo da una famiglia molto impegnata politicamente ed è comprensibile il trauma che ci investì. Il problema era riuscire a spiegare qualcosa di inaudito. E a distanza di anni continuo sempre più a pensare che il 1956 sia stato l’anno epocale della nostra storia» ...

    data: 21/06/2012 19.52

  • PIU' BIBLIOTECHE, MENO FESTIVAL!
    (lettera aperta ai Sindaci d'Italia)

    LA MAGGIORANZA DELLE MANIFESTAZIONI E' SOLTANTO AUTOPROMOZIONALE

    La biblioteca è un bene comune indispensabile. Sempre più. Nessun Google e nessun Amazon potrà mai sostituirla. E nessuna crisi dovrebbe mai sacrificarla. È una lunga lettera ai sindaci delle città e dei paesi italiani il nuovo libro di Antonella Agnoli, già autrice di un saggio sull'utilità delle biblioteche al tempo di Internet, Le piazze del sapere. Biblioteche e libertà (Laterza): l'idea era quella di promuovere lo spazio della pubblica lettura come luogo di libertà, di incontro e di opportunità. Il titolo, Caro sindaco, parliamo di biblioteche (Editrice Bibliografica), promette un tono didascalico e una chiarezza espositiva, e non tradisce le attese nel portare innanzi la ferma convinzione che la cultura è il primo fattore che permette di vincere la crisi e che la biblioteca, in una fase come questa di depressione economica (forse non solo), può diventare un'opportunità di welfare. ...

    data: 17/01/2012 19.41

  • PERCHE' E' UN AFFARE
    DIFENDERE L'ITALIANO

    Il valore di una lingua non è solo culturale, è anche un valore economico. Per questo, le frequenti rivendicazioni rivolte ai governi nazionali e all'Unione Europea sull'argomento sono tutt'altro che richieste ideali. Perché l'oligarchia linguistica che di fatto, con la triade inglese-tedesco-francese, è già instaurata in Europa crea discriminazioni che hanno effetti pratici non da poco sui Paesi svantaggiati. Specie se si pensa che una lingua può servire, oltre che per la comunicazione personale e privata (le vacanze, le relazioni di amicizia, la lettura o la visione di un film), anche per proporsi sul mercato del lavoro. Il primo costo economico indiscutibile che si può associare a una lingua riguarda le spese che comporta per il singolo e per lo Stato, in denaro e in tempo, il suo apprendimento. Senza trascurare il fatto che spesso la conoscenza di uno o più idiomi stranieri viene premiata dalle aziende con un incremento di salario (è dimostrato che negli Stati Uniti gli ispanici guadagnano meno degli anglofoni). ...

    data: 06/11/2011 22.14

  • COME USCIRE DAI DISASTRI
    CAUSATI DAL PREDOMINIO
    DEL CAPITALE SULLA POLITICA

    Quella che viene spacciata per una ciclica crisi economica e finanziaria è invece qualcosa di assai più serio e storicamente inedito. È in realtà l´esito di una vera e propria controrivoluzione del capitale che, divenuto globale, ha ridotto a brandelli i poteri che le rivoluzioni dei secoli scorsi avevano conferito alle democrazie nazionali, cioè i poteri di controllo sul mondo degli affari e la forza di imporre agli Stati un generoso welfare a difesa delle classi più deboli. La crisi attuale è dunque il crepuscolo della politica democratica delle nazioni decaduta da baluardo dei diritti sociali a passivo strumento del nuovo potere capitalista senza frontiere ...

    data: 26/08/2011 21.08

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