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Primissime dal Blog

L'EUROPA DEGLI ITALIANI

L'Europa è una realtà, che è nei fatti. Questi fatti sono la progressiva riduzione delle distanze geografiche, che le vie e gli strumenti di comunicazione hanno ridotto fin quasi ad annullarne gli effetti. In poche ore raggiungiamo città un tempo così lontane da essere luoghi di fiaba, inoltre sappiamo quel che succede a Parigi o a Norimberga qualche minuto dopo che il fatto è accaduto. Tutto questo crea obiettivi comuni che tutti i paesi europei devono darsi se vogliono veramente affrontare e risolvere i problemi dell'economia, dell'ambiente, della difesa militare, della tutela della salute. Sono problemi ormai indifferibili e che nessuno stato appartenente all'area europea può pensare d'affrontare indipendentemente dagli altri. Quelle indicate, alle quali potrebbero aggiungersene altre di minore importanza, sono solo le principali questioni che attualmente si pongono nei consessi internazionali del Vecchio Continente. Sono in fondo le

IMMIGRATI? LA SVIZZERA...

Le montagne, gli orologi, il cioccolato e soprattutto le banche. Ecco gli stereotipi più diffusi quando si parla di Svizzera. Eppure forse in pochi sanno che la confederazione elvetica è anche uno dei Paesi con la proporzione più elevata di stranieri, per lo più provenienti dall'Europa. Un tema caldo, quello dell'immigrazione. Fenomeno che dura da anni ma che negli ultimi tempi ha suscitato dibattiti spesso al vetriolo in Italia, ma non solo. Con l'ascesa di Matteo Salvini e della Lega Nord l'argomento è diventato all'ordine del giorno, con toni che definire accesi è dire poco. Una tendenza che accomuna il Vecchio Continente. Dalla Brexit in poi le tensioni all'interno dell'Unione Europa di fronte all'afflusso di richiedenti asilo sono aumentate in maniera esponenziale. E anche la pacifica Svizzera non ne è rimasta immune, vedi il referendum del 2014 per limitare l'immigrazione di massa. Il testo prevedeva su carta una gestione autonoma

GATTOPARDO, 60 ANNI DOPO

"È superfluo dirti che il principe di Salina è il principe di Lampedusa, Giulio Fabrizio mio bisnonno; ogni cosa è reale [...] Padre Pirrone è anche lui autentico, anche nel nome.[...] Donnafugata come paese è Palma; come palazzo è Santa Margherita." Queste le parole di Giuseppe Tomasi di Lampedusa in una lettera, con allegato il dattiloscritto de Il Gattopardo, del 30 maggio 1957 al barone Enrico Merlo di Tagliavia. E a Palermo, sua città natale, e ai possedimenti che furono della sua famiglia è legata la storia dello scrittore e del romanzo che, purtroppo solo dopo la morte, lo rese famoso. In Ricordi di infanzia scrive di palazzo Lampedusa, la casa in cui nacque: “La amavo con abbandono assoluto. E la amo adesso quando essa da dodici anni non è più che un ricordo. Fino a pochi mesi prima della sua distruzione dormivo nella stanza nella quale ero nato, a quattro metri di distanza da dove

COPYRIGHT, FERMI AL 2001

Un voto in bilico sino all'ultimo, quello con cui il 12 settembre scorso il Parlamento Europeo ha fissato il principio che anche nel mondo online le opere protette dal diritto d'autore e utilizzate a scopo commerciale si pagano e che le grandi piattaforme - non più gli utenti - sono responsabili per i contenuti che condividono. Le norme sul copyright nell’Unione Europea sono ferme al 2001. Erano state concepite diciassette anni fa per uno scenario completamente diverso in cui non esistevano quei colossi del web che oggi utilizzano i contenuti culturali e creativi per realizzare enormi ricavi. L’approvazione della proposta di Direttiva ha visto prevalere le ragioni degli editori e degli autori, che chiedono maggiori tutele per i prodotti condivisi online e per la cultura e l’identità europee, su quelle dei giganti del web e dei sostenitori della libertà totale della rete. Due i punti su cui si è sviluppato maggiormente il dibattito: l’articolo

STORIA D'AMORE E MORTE

“Nel 1973 la sua carriera ha uno stop forzato: viene infatti arrestato con l'accusa di aver ammazzato la sua compagna, la cantante Adriana Doriani, accusa da cui poi verrà assolto dopo cinque anni e la revisione del processo”. Così si legge in Wikipedia e così affermano tutti coloro che sinora hanno scritto e parlato di Matteo Salvatore, facendo propria una bugia messa in campo dal diretto interessato (insieme all’altra bugia, quella sulla fonte autorale dei propri canti più celebrati, da lui invece ereditati dalla tradizione, come documentato nel mio libro Matteo Salvatore, l’ultimo cantastorie, editore Aliberti). La storia d’amore e di morte fra Matteo Salvatore e Adriana Doriani è parte decisiva della vita e dell’arte dell’Omero di Apricena. Durante i quindici anni della loro convivenza, non hanno condiviso solo amore e sesso, casa e soldi, problemi e felicità. Hanno condiviso tutto. Lei ha aiutato

SICUREZZA E "NARRAZIONE"

Da qualche anno l’Istat certifica che in Italia la sicurezza è in crescita. Tra il 2014 e il 2017 - scrive infatti - gli omicidi si sono ridotti del 25,3%, i furti del 20,4% e le rapine del 23,4%. Ma per il 2015-2016 l’Istat riporta anche: “Sono molti i cittadini preoccupati di poter subire un furto nella propria abitazione (60,2%), uno scippo o un borseggio (41,9%), di essere vittima di un’aggressione o di una rapina (40,5%)”. Accerta quindi, contemporaneamente, che tra gli italiani la percezione della sicurezza non è affatto migliorata e, al contrario, sta diminuendo. Questo perché sicurezza reale e sicurezza percepita non sono la stessa cosa. La loro divergenza è dovuta all’intervento dei mezzi di comunicazione di massa che, inserendosi tra realtà e percezione, si occupano di narrare la loro versione del mondo, amplificando o minimizzando, all’occorrenza, ciò che accade. Una

ROMANZO DI FORMAZIONE/1

Il volume che ho accanto a me sulla scrivania ha le pagine logore per via delle molto letture. Alcune si sono staccate, ed è un peccato che sia andata perduta quella che recava il nome del traduttore. La traduzione è sempre un elemento portante; e quella di un libro così letto poi, a volte finisce per identificarsi completamente con l’opera. Perché quelle parole, quelle frasi, non potrebbero essere altro che così. Ma questo è argomento che meriterebbe una pagina a sé stante, perciò andiamo avanti. Apprendo con piacere che è stato ristampato nel 2016 da Neri Pozza, e perciò non andrà perduto. A me fu regalato (data la quantità di tempo trascorso uso il passato remoto), a settembre del 1973, per il mio dodicesimo compleanno. La storia si apre su un pomeriggio d’estate nel quartiere di Brooklyn, New York, luogo visto attraverso gli occhi della protagonista, Francie Nolan, una ragazzina che

MA IL MARE UNISCE

In questi giorni ho rincontrato Koffi, che mi chiama papi da quando gli offrii un pezzo di pizza. Migrante partito, insieme ad altri migranti, dalla terra d’Africa in una notte senza luna. Tra le sponde dei due continenti il motore del vecchio barcone, che odorava di legno marcio e di un lontano, scarno pescato, si fermò più volte e più volte ripartì a fatica, singhiozzando. Ma si navigava verso la speranza. A bordo, credettero che l’incubo sarebbe finito a Lampedusa. Ma sappiamo che non fu e non è così. In quanti (in Italia e in Europa) vivono la loro quotidianità senza accorgersi “degli ultimi degli ultimi” accampati tra la vita e il nulla, dove l’egoismo ha preso il sopravvento sulla solidarietà? Quanti evitano di chiedersi quale sarà l’estate dei seicento e più migranti (tra loro quasi centocinquanta minorenni e bambini) dell’Aquarius e delle altre centinaia di uomini, donne

LA RIVOLUZIONE DIGITALE

La Rivoluzione Digitale corre via veloce, il suo viaggio non prevede stazioni di sosta. È in perpetua gara con il tempo e occupa ogni lembo dello spazio, poiché questa è la sua vera natura; il movimento la sua unica legge fondativa. Porta il cambiamento in ogni direzione e latitudine, tanto verso il singolo individuo quanto nell’intero pianeta, sempre più interconnesso. E tutto è accaduto in un tempo relativamente breve, appena qualche volgere di decennio. Dove ogni cosa, sia dell’organizzazione sociale come della vita quotidiana di ciascuno di noi, è stata rivoltata una volta per sempre, qualcosa di irreversibile. E infatti, adesso che la metamorfosi si è compiuta, a guardarci indietro ci scopriamo quasi irriconoscibili. Come ogni rivoluzione degna di questo nome, anche quella digitale si è nutrita di un utopia assoluta, e del resto come poteva farne a meno? Ma non ha teorie o filosofie da dispensare. Lo scaffale di

GERUSALEMME SENZA PACE

Il 6 dicembre dello scorso anno, il Presidente Donald Trump, non inattesamente, ha riconosciuto Gerusalemme capitale unica di Israele. Il 19 luglio la Knesset ha votato la legge fondamentale che dichiara Israele  “Stato- nazione del popolo ebraico”. Sessantadue voti favorevoli dello schieramento dei partiti di destra al governo e cinquantacinque contrari. La prima proposta della legge fondamentale votata è del 2011, ma le numerose correzioni, specie dopo la vittoria nel 2015 di Benjamin Netanyahu è stata totalmente stravolta. Prevedeva infatti la definizione di “Stato-nazione del popolo ebraico e democratico in linea con la dichiarazione di indipendenza”. La parola “democratico” è scomparsa, cancellando così la visione dei fondatori. Abolisce l’arabo come doppia lingua e confina in un limbo senza speranze il 20% della popolazione, 1 milione e ottocentomila arabi musulmani e cristiani e 150.000 fedelissimi

BATTIATO, 1945-1982

Adesso che giungono notizie confortanti sul suo stato di salute, dopo la brutta caduta in casa a Milo di un anno fa (ci sono le foto del suo pranzo con Luca Madonia, ex chitarrista dei Denovo), è giusto segnalare un libro che del fenomeno Franco Battiato analizza il sorgere, il lavoro continuo e incessante, la ferrea volontà di un ragazzo partito dalla provincia di Catania verso la brumosa Milano in cerca di fortuna con un solo, preciso, inderogabile intento: diventare un musicista. Fino all’exploit della Voce del padrone, l’lp che ammaliò tutti nella mitica estate del 1982 (anche se era già pronto nel 1981), vendette milioni di copie e mise tutti in cerca del proprio centro di gravità permanente. Questo libro, o piuttosto un devoto omaggio, uscito già a maggio scorso, merita di essere valutato per quel che vale: un lavoro certosino e unico sulle origini e gli sviluppi di un’opera magistrale. L’ha scritto un musicista che,

BERGAMINI, LA BIOGRAFIA

Alberto Bergamini è stato una delle figure più significative del giornalismo italiano del primo ‘900, e può essere considerato, a buon diritto, l’inventore del giornalismo moderno. Con le sue intuizioni e le sue innovazioni riuscì a dare corpo a un quotidiano, Il Giornale d’Italia, libero dalle ingessature ottocentesche e proiettato alla ricerca di un pubblico sempre più ampio, ben oltre i confini della media e dell’alta borghesia. Lo interessava, soprattutto, quel mondo fatto di maestri, professori, artigiani, impiegati, che preferiva leggere i fatti di cronaca, in particolare quella giudiziaria, i grandi delitti, le vicende passionali e per i quali la politica era appetibile se condita di indiscrezioni e pettegolezzi. Gente interessata, per esempio, a conoscere quali effetti avrebbe avuto sulla propria vita una nuova legge. Una vasta piccola borghesia che soprattutto a Roma e nel mezzogiorno d’Italia avrebbe decretato

SIANI, 33 ANNI DOPO

C'è un tempo per vivere e uno per morire. Ma vedere un giornalista morire a 26 anni perché qualcuno vuole mettere il bavaglio alla libertà di pensiero e di informazione, o zittire questo o quel giornalista, e poi assistere trentatré anni dopo, come succede in questi giorni, all’ennesimo attacco alla libertà di stampa da parte del governo in carica, amareggia e preoccupa. Nel Paese dove la camorra uccise Giancarlo Siani, icona assoluta in Campania del violento bavaglio all'informazione libera, lui che insieme ad un nugolo di giovani giornalisti in erba - tra cui lo scrivente - aveva fondato il Movimento Democratico per il Diritto all'Informazione, oggi perfino la Giornata mondiale della libertà di stampa viene registrata in tono minore. La situazione non è confortante. Al contrario, proprio in questo momento alla stampa viene chiesto di essere "collaborativa": praticamente partecipare, silente, alle nuove convergenze politiche.

L'UTOPIA DI OLIVETTI

Franco Ferrarotti, sociologo e intellettuale eccelso, Accademico dei Lincei, padre della Sociologia in Italia, nella sua vita ha conosciuto tanti personaggi illustri e ha avuto l’onore di collaborare, dal 1948 al 1960, con Adriano Olivetti. Con affetto, chiarezza e profondo sentire - in La concreta utopia di Adriano Olivetti, EDB - ne tratteggia ora la personalità e la visione del mondo e della società oltre che l’operato da imprenditore illuminato, attento al benessere dei lavoratori e della comunità che con l’azienda doveva costituire un tutto integrato. Ciò, sottolinea Ferrarotti, non deve intendersi come paternalismo bensì come apertura mentale e lungimiranza da operatore sociale, uomo politico nel senso pieno che sperimentava nel campo industriale una visione complessa e organica che abbracciava la comunità territoriale, la convivenza democratica e il problema della ristrutturazione dello stato che

QUEI 62 BIMBI IN CARCERE

Un imbarazzante silenzio si è steso sul clamore mediatico che per qualche giorno è esploso come un tuono, attraverso i mass media, sulla notizia del “folle” gesto della madre - arrestata per traffico internazionale di droga e detenuta a Rebibbia con una bimba di sei mesi e un bimbo di venti mesi – che li ha lanciati dalle scale, provocandone la morte. Sgomento e incredulità si alternano a stupore e sdegno. In effetti, si è sottovalutato il problema dei piccoli “condannati” nelle carceri, cadendo anche nella convinzione che fosse un bene per loro la convivenza forzata con le madri detenute, e non una stortura che nega loro la centralità dovuta, considerandoli non soggetti ma oggetti. La quotidianità dietro le sbarre dei piccoli da 0 a 6 anni, come prevede la legge, è una realtà sociale camuffata, falsa, degradata e disagiata che non protegge. Marchia l’esistenza dei bambini con ripercussioni in

GLI SVARIONI DI SCURATI

Sull’«Avanti!» del 29 ottobre è uscito un mio articolo sul nuovo libro M. Il figlio del secolo (Bompiani, Milano 2018, pp. 841) di Antonio Scurati. Esso ha concentrato l’attenzione sugli eventi storici del cosiddetto «biennio rosso», che ha creato le condizioni della scissione al Congresso di Livorno (1921) considerato da Pietro Nenni come l’inizio della «tragedia del proletariato italiano» (cfr. Storia di quattro anni, Einaudi, Roma 1946, p. 123). Il giudizio è riportato da Scurati alla pagina 313 con riferimento alla prima edizione uscita nel 1926, ma senza altra indicazione di editore e di pagina tanto che sorge il dubbio se l’Autore abbia mai consultato il volume. In realtà il volume di Nenni, che deve contenere il sottotitolo La crisi socialista dal 1919 al 1922 (Libreria del «Quarto Stato»), non può essere inserito «nelle consuete e poco legittime classificazioni politiche e

“Fin de partie” di Beckett e Kurtag
al Teatro alla Scala di Milano

Prima assoluta e produzione del Teatro alla Scala dell'opera “Fin de partie” di Samuel Beckett con musiche originali di Gyorgy Kurtag. Due "mostri sacri" della cultura del Novecento. Beckett etichettato nella corrente del Teatro dell'assurdo (Artaud, Jonesco, Genet…diversamente diversificatisi tra loro), Premio Nobel per la letteratura nel 1969 (moltitudini di persone avranno visto il suo "Aspettando Godot"). Beckett pone simmetrie e ripetizioni sotto un denominatore comune che definisce “principio dell’eco”: parole che si ripetono oppure suoni o silenzi che si raddoppiano. Illogicità e mancanza di consequenzialità nel dialogo (il testo originale prevedeva il sottotitolo “atto senza parole”). Rapporti interpersonali che si disintegrano. Kurtag è protagonista indiscusso delle avanguardie musicali del Novecento, pratica la modernità colloquiando con Schubert, Bartok, Stravinsky. La sua scrittura

SCRIVERE PER VOCAZIONE

Annalena Benini, nel suo libro La scrittura o la vita, pubblicato da Rizzoli, intervista dieci scrittori italiani contemporanei per condividere il significato della vocazione di scrivere. Alice Munro - racconta l’Autrice - quando la figlia di due anni le andava incontro mentre era alla macchina da scrivere con una mano la scansava e con l’altra continuava a scrivere e si sentiva una giovane donna spietata, che obbediva al padrone della sua vita. L’idea di vocazione per Annalena Benini non è innocua, non è uno svago e non è una consolazione è un fuoco, una specie di follia, la scintilla che porta all’esaltazione o al tormento, che tiene sempre in piedi anche la possibilità del fallimento. La giornalista de Il Foglio ha scelto dieci scrittori italiani - Edoardo Albinati, Sandro Veronesi, Michele Mari, Melania Mazzucco, Patrizia Cavalli, Francesco Piccolo, Domenico Starnone, Valeria Perrella, Alessandro Piperno, Walter Siti –

ASSAGGIATRICE PER HITLER

«Che cosa permette agli esseri umani di vivere sotto a una dittatura?». Amara riflessione quella di Rosa Sauer, protagonista del romanzo Le assaggiatrici di Rosella Postorino, vincitore del Premio Campiello di quest’anno. Una domanda cui non è possibile rispondere perché in essa si nasconde il più recondito sentimento dell’animo umano: lo spirito di sopravvivenza per sé e i propri cari. Una domanda però che spinge a un’altra riflessione: quanto è stato ed è difficile resistere, opporsi alle logiche del potere? Il romanzo della Postorino è un mix esplosivo che tiene attaccato il lettore alle pagine: la storia di una donna costretta a lasciare Berlino a causa della guerra e che, rifugiatasi nella campagna di Gross – Partsch, dai suoceri, mentre il marito è al fronte, viene obbligata a servire il Führer, assaggiando assieme ad altre nove compagne, i pasti a lui destinati prima che gli

E IL PENSIERO CRITICO?

L’immensa mole di conoscenze offerta dai media digitali richiede competenza per accedervi, saperla selezionare, crearla, trasmetterla. Ciò impone fatica, studio per tutta la vita. Chi non vuole fare fatica o pensa non sia necessario, si autoesclude. Molto facilmente arriva a un punto in cui non riesce più a distinguere informazione da disinformazione, l’esperto dal ciarlatano. Non sa più scegliere le fonti conoscitive corrette, non sa dove esse siano, non sa recuperare la conoscenza che gli serve. In rete prevalgono gli aspetti deteriori del comportamento individuale e collettivo: oblio di sé, incostanza, fatuità, incapacità di raccoglimento e concentrazione. I deliri individuali e le fake news create da gruppi di potere raggiungono con un clic il mondo intero. La disintermediazione doveva smascherare il falso: hanno invece prevalso i fomentatori d’odio. La posta in gioco non è (solo) il vero in sé: è la

IL SORRISO DEL POETA

Da quando l’ho conosciuto, nel 2012, non posso leggere la poesia di Domenico Cara senza associarla allo splendido sorriso da bambino che ancora conserva ai suoi 91 anni. Il poeta continua a farsi sorprendere dalla vita, e a illuminare con la sua parola le ombre silenziose. In una poesia del suo libro "Ciò che si scorge nella diversa macchia", tutti inediti che ho tradotto per Commisso Editore (2014), dice:"Il mio sorridere è allegria non finta". Non è solo il sorriso della sua allegria autentica, incarnata in quella magnifica opera che ha scritto, ma anche la sua amabile leggerezza, in cui l'unica regola codificata sono le buone maniere linguistiche con le quali affronta il mondo e le sue miserie, la sua grandezza e i suoi enigmi, rendendo verbo affascinante i suoi libri. Lontano dalle luci, con profondità priva di silopsismo, Domenico Cara ha scolpito una poesia simile alle nuvole che riferisce nella poesia già citata (In un

LA CENTESIMA SCIMMIA

Tutti gli esseri viventi vivono in stato d’interconnessione, immersi in un campo unificato e informato, che Platone chiamò Etere, Jung inconscio collettivo, gli esoteristi, piano akashico, mentre le tradizioni orientali lo definiscono come Prana o Tao. Lo afferma l’antropologa americana Margaret Mead portando a dimostrazione di ciò “l’effetto della centesima scimmia”. Questo esperimento vuol dimostrare come pochi individui possano influenzare l’intero pianeta attraverso lo spazio e il tempo che, come disse Einstein, “sono condizioni mentali e non di vita”. Oggi si parla di Campo quantico o di energia del Punto Zero: un oceano di vibrazioni microscopiche che, in tutto l’universo, riempiono lo spazio esistente tra tutto ciò che è costituito di materia e che prima era ritenuto vuoto. È la vera base del nostro universo, un mare di energia pulsante in cui ogni elemento (quindi anche l’uomo) è

E L'EURO COMPIE VENT'ANNI

Chiedete ai giovani di oggi, under venti, cosa sono i fiorini, i marchi, i franchi, la peseta, la lira. Non hanno conosciuto queste “vecchie” monete che circolavano in Europa prima che questi giovani nascessero. Oggi è da festeggiare questo anniversario. L'euro compie vent'anni, nonostante crisi e attacchi a cui è stato sottoposto. Creato formalmente il primo gennaio 1999, quando 11 Paesi Ue, tra cui l'Italia, hanno lanciato la moneta unica europea, oggi è adottato da 19 stati membri e fa parte della vita quotidiana di 340 milioni di europei. Circa 60 Paesi nel mondo hanno legato in un modo o nell'altro la loro valuta nazionale all'euro.  Il tutto cominciò a Milano, nel giugno 1995, durante il semestre di presidenza italiana nel corso del Consiglio europeo. Il capo del governo italiano Craxi, forzando il diniego di Margareth Thatcher e con l’intesa con Mitterand e Kohl, fece varare l’organizzazione della Conferenza Intergovernativa

LA VERSIONE DI MICHELLE

Alle 107 donne, espressione di etnie e religioni ben differenti ora entrate nel Congresso americano, è stata Michelle ad aprire la via dieci anni fa. Essendo nata nel South Side di una grande città, fra gente modesta e tanti immigrati. Crescendo poi coi genitori Fraser e Marian Robinson, che le insegnano la schiettezza e il coraggio; e col fratello maggiore Craig, campione di basket. Coi vicini di casa, la gente in chiesa, il quartiere anonimo. La svolta - come racconta lei stessa in Becoming. La mia storia, Garzanti - avviene decidendo di studiare a Princeton, fra tutti bianchi e altolocati, per laurearsi in legge. Lei unica nera, di origine modesta. Diventando però ben presto avvocato d'affari in un grande studio di Chicago e guidando il dottor Barack Obama come suo tutor professionale. Scegliendo un marito nato nelle Hawaii, con evidenti e mantenute radici africane; amandolo teneramente e poi aiutandolo, primo americano di colore, a conquistare la Casa Bianca. Non

RADIOVINILE.
Voi che ascoltate in ordine
sparso il suono...

Voi che ascoltate in ordine sparso il suono… In principio era la radio, e il vinile veniva trasmesso dalla radio, e il vinile era la radio… Bastava girare la manopola sospesa tra “on” e “off”, ascoltare… e il miracolo-magia aveva luogo. In un mix fra l’Evangelista e Proust, direi che tutto comincia da lì, da quell’incrocio fra tecnica e magia che erano per me, e non solo per me, il vinile e la radio, la porta sul mondo in modulazione di frequenza. Qualcosa di magico perché nel pensiero primitivo e basico, com’è quello dei bambini, questi oggetti nascondevano le voci e i suoni che viaggiavano nello spazio-tempo da un posto che non potevamo nemmeno immaginare, penetravano lo spazio domestico e s’insediavano nella nostra mente e nella nostra anima con una precisione e una sovranità incontestabili. Mi ricordo benissimo che la domenica mattina, ogni domenica mattina, e non sarebbe stata domenica,

L'ottava vittima italiana
del volo Ethiopian, Al Bano e il KGB...

Otto le vittime italiane del tragico volo Ethiopian. Ma i giornali ne ricordano sette, raccontandone le biografie. Di Rosemary Mumbai, invece, non si dice nulla, si scrive solo il nome, ultima nell’elenco dei morti italiani. Repubblica la cita assieme all’inglese Joanna Tools: le due sventurate lavoravano alla Fao e vivevano a Roma, come si scopre nelle sei righe che chiudono - in fondo alla seconda colonna - un articolo che descrive chi erano le due ragazze romane Pilar e Virginia, funzionarie Onu che avrebbero dovuto partecipare alla conferenza sul clima organizzata dalle Nazioni Unite a Nairobi. Chi era Rosemary? Possibile che sia stata trascurata, travolta dall’effetto collaterale in chiave giornalistica del truce “prima gli italiani” (sottinteso: quelli “veri”...)? Ai tempi d’oro di Repubblica, quando il giornalismo cercava d’essere, nel limite del possibile, un mestiere serio, scomodo e complicato, se non fossimo stati

LA MALEDIZIONE DI AELIA

E’ grigio e plumbeo il cielo di Roma sopra la città che ancora dorme. Ma alla giovane Aelia non importa. Pioggia e lacrime sul suo viso sconvolto. Il vento d’autunno le schiaffeggia le gambe. Corre Aelia. Corre verso la necropoli fuori le mura. E non ha paura. Ripensa al giorno prima, a quando ha svoltato l’angolo della Subura, e li ha visti. Fausto, il suo amato Fausto, e Rodine tra le sue braccia.  Le dita delle mani intrecciate. Le bocche che si cercavano con avidità. Non dorme Aelia. Non dorme per tutta la notte. E medita. Incide con mano tremante la sua maledizione su una tavoletta di piombo. E all’alba esce di casa. Pioggia e lacrime sulle guance smunte. Arriva nel luogo dove sono sepolti i morti, al di là della cinta muraria e scava. Scava una buca con le mani nude, per consegnare la sua dannata preghiera al dio degli inferi. “Dis Pater, Plutone, io ti prego, poni fini all’amore tra Rodine e Fausto. Come il