Teatrino

Primissime dal teatrino

MORGAN dei BLUVERTIGO

“E’ stata un’occasione persa da Sanremo e da tutti i media: se vogliono altra musica ascoltino quella… Non siamo soltanto un gruppo rock. Su quel palco abbiamo portato anche stile, umorismo e discorsi”.

(il leader della band milanese commenta la loro esclusione dalla gara al Festival di Sanremo, Corriere della Sera, 14 febbraio 2016

BARBARA BALZERANI

"C'è una figura, la vittima, che è diventato un mestiere, questa figura stramba per cui la vittima ha il monopolio della parola. Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci. Ma non ce l'hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te".

(la dirigente della colonna romana delle Brigate Rosse e componente del commando che compì la strage di via Fani e il rapimento e l'assassinio del leader democristiano Aldo Moro - e per questo condannata all'esrgastolo - commenta il quarantennale di quel tragico evento, presentando il suo libro "L'ho sempre saputo" presso il centro sociale Cpa di Firenze Sud, AdnKronos, 17 marzo 2018)

WALTER VELTRONI

"Giorno della Memoria, Veltroni a reti unificate".

(Il documentario di cui è autore e regista l'ex-segretario del Pd ed ex sindaco di Roma "Tutto davanti a questi occhi" sarà trasmesso nella stessa serata di sabato 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, da Rai, Mediaset, Sky e La7, Il Fatto Quotidiano, 23 gennaio 2018)

GIAMPIERO MUGHINI

"Sono esterrefatto dell’abbrutimento intellettuale cui è precipitata la politica italiana al tempo dei tweet e di Facebook".

(il giornalista che da decenni contribuisce da protagonista ai più demenziali pollai televisivi, a proposito di di alcune gaffes pronunciate dal leader del Movimento Cinque Strelle Luigi Di Maio, Dagospia.com, 14 settembre 2016)

MICHELE SANTORO

"Berlusconi è come me. Una specie di vecchio saggio che si aggira sulla scena: le sue interviste sono molto ragionevoli. Ha la testa sulle spalle".

(il noto giornalistatornato in Rai, in una intervista a Il Foglio, 23 gennaio 2018)

 

EUGENIO SCALFARI

“Dopo la morte, per l’ateo, non c’è che il nulla. Da questo punto di vista sono assolutisti, in un certo senso si potrebbero definire clericali perché la loro verità la proclamano assoluta... Anche quelli che credono in una divinità (cioè l’esatto contrario degli atei) ritengono la loro fede una verità assoluta, ma sono infinitamente più cauti degli atei... Gli atei - l’ho già detto - non sanno di essere poco tolleranti, ma il loro atteggiamento nei confronti delle società religiose è rigorosamente combattivo. La vera motivazione, spesso inconsapevole, è nel fatto che il loro Io reclama odio e guerre intellettuali contro religioni di qualunque specie. Il loro ateismo proclamato vuole soddisfazione, perciò non lo predicano con elegante pacatezza ma lo mettono in discussione partendo all’attacco contro chi crede in un qualunque aldilà, lo insultano, lo vilipendono, lo combattono intellettualmente... Con questo non voglio affatto dire che l’ateo sia una persona da disprezzare, da isolare e tanto meno da punire. Spesso i suoi modi sono provocatori, rissosi e calunniosi, ma questo non giustifica reazioni dello stesso genere. Certo non ispirano simpatia, ma questa è una reazione intellettuale di fronte alla prepotenza del loro Io... Questi sono, ciascuno a suo modo, i non credenti. Non credono in un aldilà dominato da una divinità trascendente delle religioni e non credono al nulla nichilista e prepotente degli atei, il cui Io è sostanzialmente elementare; anche se dotato di cultura e di voglia d’affermarsi. In realtà è un Io che non pensa. Un Io che non pensa e non si vede operare e non si giudica. Così è un Io di stampo animalesco. Mi spiace che gli atei ricordino lo scimpanzé dal quale la nostra specie proviene”.

(Il fondatore della Repubblica, dalla rubrica "Vetro soffiato" de L'Espresso, 23 luglio 2017)

GINEVRA BOMPIANI

Nottetempo? «Un editore indipendente, vintage, che ha raccolto l'eredità dei grandi editori del passato». La fusione di due tradizioni illustri come quelle di Bompiani e di Einaudi... «Roberta Einaudi e io siamo amiche da quando avevamo due anni. Fondando Nottetempo a tutto pensavamo tranne che al matrimonio Bompiani-Einaudi. Ce l'hanno fatto notare i giornalisti e abbiamo detto: toh, è proprio vero!».

(la scrittrice ed editrice, figlia di Valentino, fondatore della casa editrice Bompiani, e fondatrice della casa editrice Nottetempo insieme a Roberta Einaudi, nipote di Giulio Einaudi, fondatore della casa editrice Einaudi, dal Corriere della Sera, 2 ottobre 2015)

CROZZA/BENATIA

Maurizio Crozza: "Benatia, tu hai detto che quel rigore è stato uno stupro. Ma come è stato uno stupro? Stai attento a usare le parole, sei tu che hai fatto un'entrata del cazzo al 93'. Se però vuoi provare l'emozione, il prossimo fallo in area, un bel fallo, prova a ficcartelo su per il culo, e un'idea a quel punto te la sei fatta". Medhi  Benatia: "E se vuoi provare sono a Vinovo tutti i giorni, ti aspetto!! Imbecille testa di cazzo, non fai ridere nessuno. (DISEGNO DI DITO MEDIO RIPETUTO TRE VOLTE) tieni te lo metti dove ti piace".

(scambio di complimenti fra il comico imitatore, che ha parlato nel corso della sua trasmissione “Fratelli di Crozza” sulla Tv Nove, e il difensore della Juventus che ha risposto sul suo profilo Instagram, a proposito del fallo commesso da Benatia nella propria area, punito dall’arbitro con un rigore, quasi alla fine della partita Real Madrid-Roma finita con il risultato di 1-3, per ui quarti di finale della Champion League, La Gazzetta dello Sport, 16 aprile 2018)

 

TOMMASO CERNO

 “La verità è che il giornalismo l’avevo lasciato il 26 maggio 2016, dopo aver avuto un cancro ed essermi salvato la vita per un pelo”.

(il giornalista che riuscì a farsi nominare direttore dell'Espresso nel luglio 2016 e condirettore di Repubblica Il 25 ottobre 2017, Il Foglio, 16 febbraio 2018)