Professione

TOH, STAVOLTA
A DECIDERE
SARANNO
GLI ELETTORI...

BEPPE LOPEZ (*)

Tutti indignati. Si va alle elezioni senza sapere cosa i partiti faranno dei nostri voti. Non dichiarano “prima”, con chiarezza, con chi si alleeranno. Decideranno tutto dopo, con i soliti giochetti parlamentari…

Chi può giurare sulle scelte post-4 marzo di Berlusconi? Rimarrà fedele agli impegni presi con Salvini e Meloni o alla parola data ai suoi neo-estimatori di Bruxelles e Strasburgo? E Salvini? E’ vero che non vede l’ora di accasarsi con i Cinque Stelle, sottraendosi all’invasiva presenza berlusconiana? Di Maio, dal suo canto, l’ha detto e ridetto: non ottenendo la maggioranza di voti richiesta per governare da soli, i Cinque Stelle si alleeranno con chi ci sta. Lega, Liberi e Uguali o Pd o persino Berlusconi. Renzi, si sa, propende per un nuovo “patto del Nazareno” con Berlusconi. Ma, se fosse sonoramente sconfitto, il Pd prenderebbe tutt’altra direzione, magari riappacificandosi con i bersaniani. Con tanti pronti a scattare: Gentiloni, Franceschini, Orlando, ma anche Prodi, Enrico Letta…

Cosa allora potrebbe determinare, in misura e modi decisivi, le scelte che effettueranno protagonisti e comprimari della scena politica?  La risposta, a pensarci, è semplice: potrebbero determinarle, in primis, gli elettori (astensionisti esclusi). Per esempio, se Renzi prende una valanga di voti, potrà fare quello che vuole: il “partito di Renzi” o “della nazione” e/o il patto con Berlusconi. Ma se perde…

 

Insomma la politica, stavolta, potrebbe essere decisa veramente dal voto degli elettori, in base a un classico caso di eterogenesi dei fini. Sono riusciti a fare la legge elettorale più porcata del mondo, per blindarsi e blindare al massimo favoriti e favorite (intreccio perverso fra collegi uninominali e liste proporzionali di “nominati”, senza preferenze, senza voto disgiunto,  ecc. ecc.), col risultato, per vie contorte, di mettere il proprio destino in mano agli elettori.

(*) Il Fatto Quotidiano, 4 febbraio 2018