Analisi

CINQUE RAGIONI PER CUI CALTAGIRONE
PUO' RIMUOVERE
UN DIRETTORE

Prima ipotesi: Alessandro Barbano è stato allontanato dalla direzione del Mattino per essersi rifiutato di adottare una linea politicamente “più morbida” nei confronti del nuovo governo e della nuova maggioranza formata da Lega e Movimento 5 Stelle.

Seconda ipotesi: Barbano si sarebbe schierato con la redazione, contraria ad un ulteriore ridimensionamento del personale e a nuovi tagli nel giornale, che entro l’anno si trasferirà dall’attuale sede di via Chiatamone al Centro direzionale. Del resto, Il Mattino ha già adottato lo stesso sistema editoriale, lo stesso impianto e la stessa veste grafica del Messaggero, la testata romana che rappresenta la punta di lancia del gruppo controllato da Francesco Gaetano Caltagirone (con Il Mattino, il Nuovo Quotidiano di Puglia, il Corriere Adriatico e Il Gazzettino di Venezia) e che sarebbe destinato di fatto a inglobare l’antica testata napoletana.

Terza ipotesi: assurto alla guida del Mattino, il giovane Barbano avrebbe accentuato e compiutamente teorizzato e praticato una linea che potrebbe essere definita politicamente “di destra”, coerentemente e severamente conservatrice, se non dottamente "reazionaria". Significativa, da questo punto di vista, la teoria sostenuta nel suo ultimo libro, “Troppi diritti”. Sarebbe l’ipertrofia dei diritti a spiegare il declino italiano: “un virus che ha infiltrato il discorso pubblico e da decenni blocca ogni tentativo della politica e della società di riscattarsi”. Insomma gli italiani sarebbero “soffocati dai diritti”.

Quarta ipotesi: Barbano, sostiene il giornalista napoletano e santoriano Guido Ruotolo, “ha posizionato il quotidiano della capitale del Mezzogiorno su una posizione (pregiudiziale) contro la Procura della Repubblica di Napoli, e dunque sul fronte antigiustizialista”.

Quinta ipotesi (anche in collegamento con le altre quattro ipotesi): frustrato dalle prove di resistenze e di capacità di adeguamento cui era stato sottoposto in via del Tritone – da vicedirettore tenuto (tatticamente?) in disparte – Barbano in via Chiatamone avrebbe subito mostrato livelli di autoconsiderazione, capacità di autonomia di giudizio e dotazione di autorevoli relazioni personali tali da impensierire l’editore, inducendolo in un brevissimo lasso di tempo (pochi mesi) ad una rimozione oggettivamente clamorosa.

“La ritengo una scelta legittima dell’editore, anche se non è avvenuto per mia volontà”, ha affermato cautamente Alessandro Barbano, appena sollevato dall’incarico. L’ex direttore del Mattino sostiene però che “la nascita del governo dopo la promessa di messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica rivela un alto grado di dilettantismo da parte delle forze politiche che oggi reggono la maggioranza”. E rivendica: “Questo è quello che penso e nessuno riuscirà mai a impedirmi di dirlo”.