Professione

L'INFORMAZIONE, LA DEMOCRAZIA, LA CULTURA.
COSI' INFODEM.IT RIPARTE

BEPPE LOPEZ
GIUSEPPE MARCHETTI TRICAMO

E’ il momento di allargare il dibattito, ci siamo detti nel corso di una delle nostre ricorrenti chiacchierate intorno all’informazione, ai libri, al teatro, alla cultura, ma anche ai fatti di attualità e di politica. I nostri incontri sono sempre preceduti da uno squillo sul cellulare: arrivo, ci vediamo al solito posto, che non è il Caffè Greco di Byron, Leopardi e De Chirico o le Giubbe rosse di Boccioni, Palazzeschi, Montale e Pratolini o il Florian di Goldoni, Parini, Pellico, Dumas, Hemingway e Andy Warhol o il Pedrocchi di D’Annunzio, Balzac e Stendhal o il Gambrinus di Benedetto Croce, Totò, e i De Filippo. Neppure il bar-pasticceria Mazzara di Palermo dove Tomasi di Lampedusa scrisse alcune pagine del Gattopardo.
Il nostro è un piccolo bar di collina affacciato sulla vecchia Flaminia dove la consolare svolta verso la città. Discutiamo, ci infervoriamo. Talvolta qualche avventore acchiappa al volo una nostra parola, segue i nostri discorsi, si inserisce, vuole partecipare.  Il momento che l’Italia e il mondo attraversano è sotto gli occhi di tutti. È un periodo di grave affanno per la società contemporanea, caratterizzata da un individualismo sfrenato che l’ha resa fragile e liquida (come spiegava il sociologo Zygmunt Bauman). Ma noi non vogliamo che, oltre la dimensione solidaristica e umanitaria, a liquefarsi sia la libertà di informazione (più volta aggredita), la cultura (frequentemente snobbata) e la democrazia (spesso contrastata).
Allargare il dibattito, dunque: dallo stretto rapporto, quasi simbiotico, fra informazione e democrazia, ai temi più ampi della Cultura con la “C” maiuscola, a quella altrettanto vitale con la “c” minuscola, insomma a quelle che con espressione sempre più diffusa si definiscono “culture”. E coinvolgere gli  amici più saggi e coloro che hanno certezza intima di rappresentare un’illuminata élite intellettuale dei nostri tempi: questo è l’obiettivo che ci siamo posti. Con loro scambiarsi riflessioni sul presente pensando al futuro, incontrandoci in questo spazio che la rivoluzione tecnologica ha messo a disposizione nostra e del nostro tempo. Sarà un caffè–club digitale aperto alla collaborazione di coloro che vogliono rimboccarsi le maniche e cominciare a fare, senza stare alla finestra aspettando che il tempo corra via. Riempiremo insieme  questo spicchio dell’universo digitale di contenuti, di idee. Sarà una community spontanea dedicata anche al mondo del libro con interventi di lettori, scrittori, editori, librai e di coloro che operano nel campo della cultura. Ciascuno potrà regalare agli altri, attraverso questo spazio, le emozioni e le suggestioni che un fatto o la lettura di un libro gli provocherà. Siatene certi, resteremo in ogni momento  ancorati fortemente alla realtà: condivideremo le fondate (quando lo saranno) aspettative della società civile. Il solo fantastico che apprezzeremo sarà quello della narrazione: un territorio che vi invitiamo fin da adesso di frequentare.
La forma – e la sostanza - sarà quella del blog. “Pagina internet personale, aperta ai commenti dei lettori, di norma organizzata in ordine cronologico e arricchita con link ad altri siti, articoli, immagini, video disponibili in rete”. Così la Treccani definisce il blog, “inizialmente utilizzato soprattutto come mezzo di espressione individuale o di organizzazione di propri hobbies, ma con il tempo è andato assumendo un’importanza sempre maggiore come mezzo di circolazione delle idee e di informazione”.
Ancora meglio: il nuovo infodem.it, più che un blog, intende essere un blog dei blog, nel senso che ogni suo pezzo farà riferimento alla libera e autonoma “espressione individuale” degli amici, colleghi e compagni di strada che li firmeranno, pur tendendo a inserirsi in un mosaico che valga come coerente racconto del mondo della comunicazione e della cultura in Italia caratterizzato appunto da totale autonomia (individuale e collettiva) e da spirito critico.
Si riparte, dunque. Il viaggio dell’impegno sociale e della responsabilità intellettuale non è finito. Non finisce mai. Si ricomincia sempre. Si deve ricominciare sempre. Nella consapevolezza che niente è conquistato una volta per tutte. E niente è perduto una volta per tutte.