Fatti

Libri e giornali, li leggiamo tutti
alla stessa maniera, anche se...

linkiesta.it (*)

C’è chi legge tanto e chi legge poco (e c’è anche chi non legge per niente). Ma tutti – a meno che non siano davvero analfabeti – quando leggono, lo fanno allo stesso modo. Cioè, muovono gli occhi nella stessa maniera e utilizzano, per mettere a fuoco i dettagli, le stesse parti della retina.

Per leggere, cioè per identificare i caratteri essenziali della parola (non tutti, solo alcuni), serve la fovea, che è un avvallamento di circa un millimetro e mezzo dove si trova la massima concentrazione di coni (ma nessun bastoncello). È qui che si colgono i dettagli. Intorno, c’è la parafovea: quando si legge una parola, la lettera centrale è identificata dalla fovea, e le lettere vicine, sia a destra che a sinistra, “cadono” nella parafovea.

La visione periferica, dove ci sono anche i bastoncelli, è meno precisa – perciò non molto utile per la lettura – ma permette di cogliere i colori e il movimento.

Come è noto, leggere non significa, in automatico, capire ciò che si legge. Oltre alla visione serve la decodifica del messaggio, e qui l’occhio non basta più. Come è evidente, la palla passa al cervello. Le informazioni vengono processate in fasi (almeno quattro informazioni alla volta) e i materiali più difficili, cioè le cose che non si conoscono, richiedono più attenzione. Cioè obbligano il cervello a processare con più lentezza le informazioni, ritornando più volte sul concetto. Per questo una lettura veloce implica, quasi sempre, una comprensione minore.

In ogni caso, la lettura è importante. Soprattutto, è bella. Questa infografica di Feel Good Contacts, un’azienda specializzata in lenti a contatto, lo spiega bene: How the World Reads. Nel mondo tutti leggono a modo proprio. Ma la lettura, come spiegato sopra, avviene sempre allo stesso modo:

 

Please include attribution to https://www.feelgoodcontacts.com with this graphic.

How the World Reads

 

(*) 20 FEBBRAIO 2O17