Fatti

Contributi editoria: accusa
di tentata truffa a Lecce

leccenews24.it (*)

Il pubblico ministero Giovanni Gagliotta ha chiuso l'inchiesta e risultano indagate otto persone. Si tratta di: Antonio Perrino, 61enne di Trepuzzi e Luigi Invidia, 43 anni di Novoli, in qualità rispettivamente di amministratore di fatto e legale rappresentante della Progetto 3000 comunicazioni, Editrice de "Il Paese Nuovo"; Antonio Romano, 50enne di Novoli e Vincenzo Perrino, 64enne di Novoli, fratello di Antonio Perrino; Massimo Pompilio Maffei, 56 anni di Trepuzzi, amministratore e legale rappresentante della Publigrafic Srl; Rodolfo Spagnolo, 60 anni di Lecce, legale rappresentante dell'Associazione in Galleria; Antonio Quarta, 48enne di Lecce, legale rappresentante della Nibras Comunicazioni.

Anzitutto, secondo l'accusa, i due fratelli Perrino, Maffei, Spagnolo, Quarta e Invidia avrebbero creato un'associazione a delinquere finalizzata a una tentata truffa. Si sarebbero adoperati a creare fatture e documenti falsi per cercare di ottenere un contributo per l'editoria  di 476.923 euro per l'anno 2010. Dunque, cercando di raggirare il Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria del Consiglio dei Ministri. I sei indagati, sempre secondo l'accusa, non sarebbero riusciti a mettere in atto il piano truffaldino, poiché la Presidenza del Consiglio dei Ministri avrebbe emesso un provvedimento di esclusione, a seguito dell'apertura del fascicolo d'indagine da parte della Procura leccese.

Il progetto truffaldino sarebbe consistito nel presentare una componente societaria ed amministrativa fittizia (al fine di apparire una cooperativa giornalistica). In particolare, Perrino e Invidia avrebbero emesso tre fatture nei confronti della Biosal Service S.a.s. per operazioni simulate (concessioni pubblicitarie e vendite in blocco), al fine di giustificare gli ingenti versamenti alla Progetto 3000 Comunicazioni. Soc. cop..

Non solo, anche la creazione di un numero di dipendenti superiori al reale, inserendo i nomi di Antonio Romano e Stefano Perrino, nonostante i due si occupassero saltuariamente di assistenza software e fossero invece alle dipendenze della Biosal Service Sas (amministratore e legale rappresentante, Antonio Perrino). Inoltre, la presunta associazione avrebbe dichiarato una diffusione (vendita ed abbonamenti a titolo oneroso) , tiratura e ricavi pubblicitari  superiori al reale.

Inoltre, Invidia e Spagnolo avrebbero sottoscritto un contratto fittizio di fornitura triennale di 50mila copie all'anno de "Il Paese Nuovo", dissimulando il vero accordo a titolo gratuito e per un numero di copie inferiori. Invece, Massimo Pompilio Maffei per simulare la stampa di un determinato numero di copie del cartaceo e dell'inserto "Culture", avrebbe emesso 12 fatture per operazioni inesistenti. Infine, Quarta avrebbe emesso una fattura per l'operazione inesistente di "servizi agenzia di stampa" .

Lo stesso stratagemma per ottenere il contributo statale per l'editoria, sarebbe stato messo in atto dai soli Antonio Perrino, Invidia e Romano per l'anno 2011.

Le indagini sono state condotte dagli uomini della Gdf, della sezione di Polizia Giudiziaria.

Naturalmente, trattandosi al momento di un mero avviso di conclusione, gli indagati hanno venti giorni a disposizione per chiedere di essere interrogati o per produrre memorie difensive. Il collegio difensivo è composto, tra gli altri dagli avvocati Anna Grazia Maraschio, Francesco Tobia Caputo e Antonio Savoia.

(*) 14 luglio 2017