Fatti

Ed ecco il ri-editore che ripubblica
i bei libri fuori commercio

LEGGERE:TUTTI (*)

“Ogni volta che mi imbattevo in un titolo fuori commercio e che avrei voluto leggere, mi chiedevo come mai si pubblicassero così tante novità di scarso valore disinteressandosi di un immenso patrimonio sepolto”.  Così cominciò a prendere forma nella mente di Giovanni Turi l’idea di fare l’editore. Anzi il ri-editore. Dopo gli studi specialistici in editoria libraria e multimediale e i primi anni di precariato nel mondo dei libri, aveva preso il tesserino di guida turistica per guadagnare un po’ di che vivere. Essendo di Alberobello, la città dei trulli, era la prima occupazione provvisoria a portata di mano. Ma il suo pallino rimaneva quello: la pubblicazione di opere contemporanee di autori meridionali, già pubblicate da editori nazionali, già encomiate dalla critica e premiate dai lettori, ma poi finite fuori commercio. “Perché intasare inutilmente con nuovi testi un mercato librario già sovraffollato”, si chiedeva Giovanni, “se poi la migliore produzione letteraria degli scorsi anni è irreperibile?”.

E non era il solo a chiederselo. Laurana editore aveva affidato intanto a Marco Drago una collana, significativamente chiamata Reloaded, “dedicata al recupero della migliore narrativa italiana comparsa sugli scaffali tra gli anni Novanta e gli anni Duemila e poi scomparsa, causa normale ciclo di smaltimento del sistema editoriale”. Turi era arrivato troppo tardi? No. “Primo, perché i loro recuperi erano limitati al formato elettronico. Secondo, perché continuavano a essere introvabili molti romanzi di valore”.

Così, nel maggio di quest’anno, Turi è riuscito a esordire come editore al Salone di Torino e poi a Più libri più liberi di Roma. La piccola azienda, TerraRossa Edizioni, ha preso il nome dal colore della terra in Valle d’Itria. “Piccola per ora”, tiene a precisare “senza arroganza” Giovanni, che mostra molto meno dei suoi trentaquattro anni e una determinazione che sorprende nel suo fisico esile. “Con la riedizione di opere importanti ma fuori commercio, diamo la possibilità agli autori di rimetterci mano, di riappropriarsene e di riattualizzarle qualora lo ritengano opportuno, delineando progressivamente un canone della letteratura meridionale”.

Anche da questo punto di vista, Giovanni Turi è stato aiutato dalla sua terra: la Puglia ha fornito in questi ultimi venti/trent’anni alla narrativa nazionale molti nomi e molti talenti. Fra gli altri, Raffaele Nigro, Beppe Lopez, Gianrico Carofiglio, Nicola Lagioia, Mario Desiati, Donato Carrisi, Livio Romano e appunto gli autori dei primi quattro romanzi della collana di ri-edizioni: Francesco Dezio con Nicola Rubino è entrato in fabbrica di, uno dei primi romanzi della letteratura post-industriale (Feltrinelli); Osvaldo Capraro con Né padri né figli (e/o), inaugurò la fortunata stagione dei noir pugliesi; Cosimo Argentina con Il cadetto, un romanzo duro e ironico (Marsilio); Flavia Piccinni con Adesso tienimi (Fazi) che fu un piccolo caso editoriale.

TerraRossa Edizioni è una ditta individuale. “Dunque per il momento mi tocca coprire più ruoli: editore, editor, magazziniere, factotum”, dice Giovanni Turi, che precisa di non fare e di non voler fare editoria a pagamento. “No, assolutamente: sono io a investire personalmente sui testi in cui credo”.

(*) Dalla rivista Leggere:tutti, gennaio-febbraio 2018