FATTI

Se Di Maio va al governo, ecco
cosa vuol fare per l'informazione

L’abolizione del finanziamento diretto e indiretto ai giornali – con la soppressione del fondo per le tv locali e riforma del sistema delle agenzie di stampa – è il primo punto del programma di governo del Movimento Cinque Stelle. Il secondo, in coerenza con quanto sostenuto dal Movimento sin dalla sua nascita, è l’abolizione Ordine dei Giornalisti. Per quello che riguarda la trasparenza sulla proprietà delle aziende editoriali, i benefici pubblici dovrfanno andare a chi svolga “esclusivamente o prevalentemente l’attività editoriale senza collegamenti diretti o indiretti con società operanti in settori estranei”. Tutte le testate registrate e operanti – cartacee, online e televisive – avranno l’obbligo di “indicare l'assetto proprietario completo, al fine di evitare eventuali conflitti d’interesse”.

Infine, il mercato editoriale e delle comunicazioni nel suo complesso: revisione delle soglie del paniere del mercato delle comunicazioni e della soglia di concentrazione della stampa. Il cosiddetto Sic della legge Gasparri dovrà essere rivisto “anche alla luce della progressiva convergenza dei vari mercati delle comunicazioni elettroniche (tv, telefonia, banda larga)”.

 

PROGRAMMA CINQUE STELLE

Obiettivi. Nuove regole per disciplinare il sistema dell’informazione. Il mondo dell’editoria e dell'informazione è soggetto a una costante trasformazione, che sta rapidamente coinvolgendo forme di consumo, modelli di business, modalità di generazione, composizione e offerta del prodotto informativo, fino ad arrivare alla natura stessa della professione giornalistica. Prendere atto dell’evoluzione tecnologica e di mercato in corso, impone la necessità di adottare nuove regole che disciplinano il sistema dell’informazione.

Contributi pubblici alle testate giornalistiche. Il punto di partenza nel settore dell'editoria è l’abolizione del finanziamento diretto e indiretto in primo luogo ai giornali, tenuto conto che esistono quotidiani che pur non ricevendo un finanziamento pubblico diretto usufruiscono di quello indiretto. A tal fine si propone l'abrogazione e il superamento della legge delega 198/2016 e dei relativi decreti attuativi (cosiddetti decreti Lotti), che seppure abbiano introdotto dei principi di maggiore trasparenza e merito nella distribuzione dei fondi, hanno dato vita a uno stanziamento di risorse ingente, pari a 196 milioni di euro nel triennio 2017-2019, disposto con la legge di bilancio per il 2017. È necessario, inoltre, sopprimere il fondo per le tv locali, finanziato anche con una parte del canone Rai, e riassegnare le risorse ad esso destinate ad altre finalità. Occorre inoltre avviare una riforma complessiva del sistema delle agenzie di stampa.

Trasparenza sulla proprietà delle aziende editoriali. Uno dei principali problemi del sistema dell’informazione in Italia riguarda la presenza di editori impuri, ovvero di soggetti che perseguono un altro interesse oltre a quello editoriale. Parliamo della compresenza di interessi politici ed economici da parte dei proprietari di tv e giornali. Gli esempi più eclatanti sono certamente quelli di Berlusconi, De Benedetti e Caltagirone. L'obiettivo del M5S è creare le condizioni affinché il sistema editoriale italiano possa virare verso il modello dell’editoria pura. A tal fine, andranno previsti alcuni benefici per chi svolge esclusivamente o prevalentemente l’attività editoriale senza collegamenti diretti o indiretti con società operanti in settori estranei. Un altro strumento per convertire il sistema editoriale italiano è quello di prevedere una sempre maggiore trasparenza. L'obiettivo è quello di introdurre l’obbligo, in capo a tutte le testate registrate – cartacee, online e televisive –, di indicare l'assetto proprietario completo, al fine di evitare eventuali conflitti d’interesse.

Abolizione Ordine dei giornalisti. L’Italia è l’unico Paese europeo a prevedere un ordine professionale per i giornalisti. Già nel dibattito del Dopoguerra sulla costituzione dell’ordine furono diverse le posizioni contrarie, da Luigi Einaudi a Mario Berlinguer. La legge attuale che regolamenta l’Ordine dei giornalisti è del 1963. Da allora il contesto è decisamente cambiato. Basti pensare che all'epoca i giornalisti professionisti erano circa diecimila e i pubblicisti quasi ventimila, mentre oggi l'Ordine conta oltre 110mila iscritti. In Francia i giornalisti sono poco più di 45 mila, negli Usa intorno ai 68mila. Nel 2016 è stata approvata la legge 196 che delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati alla razionalizzazione della composizione e delle attribuzioni del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti. Tali decreti non sono ancora stati adottati. Il Movimento 5 Stelle vuole riformare tale disciplina, nel pieno rispetto dei diritti dei giornalisti, con l'obiettivo di prevedere che l'accesso alla professione e il rispetto del codice deontologico siano garantiti da un soggetto terzo e indipendente dalla politica. Verrà mantenuto il principio del segreto professionale, così come quello dell’obbligo di rettifica da estendere anche al web e alle televisioni.

Pluralismo del mercato editoriale e delle comunicazioni. Riteniamo che il primo punto da affrontare sia quello della revisione delle soglie del paniere del mercato delle comunicazioni, il cd. SIC della legge Gasparri. Oggi un soggetto non può detenere oltre il 20% del paniere, che tuttavia è talmente ampio da occultare le reali posizioni dominanti. Fu congegnato dal centrodestra per tutelare Berlusconi. Dodici anni dopo dobbiamo rivedere il SIC anche alla luce della progressiva convergenza dei vari mercati delle comunicazioni elettroniche (tv, telefonia, banda larga). Il secondo punto è, invece, la revisione della soglia di concentrazione della stampa, che oggi è del 20% della tiratura nazionale e del 50% della tiratura interregionale. Occorre ripensare le soglie soprattutto alla luce del fatto che i colossi della stampa sono controllati da imprese operanti in altri settori economici: vedi ITEDI (Stampa) che era controllata da Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e il gruppo Espresso dei fratelli De Benedetti, controllato da CIR tramite COFIDE, ossia di soggetti operanti nel campo delle infrastrutture, dei componenti di autoveicoli e di assistenza socio-sanitaria. L'obiettivo del M5S è quello di avviare una grande operazione di studio, coinvolgendo tutti gli attori interessati, al fine di valutare quanto le soglie di concentrazione siano ancora attuali ed efficaci, e, successivamente, provvedere alla presentazione di una proposta riformatrice che riguardi sia la legge Gasparri (paniere SIC) sia le soglie nei singoli mercati.