FATTI

Barbano rimosso improvvisamente
dalla direzione del Mattino

Dal 17 dicembre 2017 al 2 giugno 2018. E’ stata breve, cinque mesi e mezzo, la durata di Alessandro Barbano alla direzione del Mattino. E’ di oggi l’improvvisa, inaspettata e non motivata decisione dell’editore. “A decorrere da domani 2 giugno il dott. Federico Monga sarà il direttore del quotidiano Il Mattino”. Il gruppo Caltagirone esprime “un augurio di buon lavoro al Dott. Monga e ringrazia il direttore uscente Alessandro Barbano per il lavoro svolto con forte impegno e professionalità”. Non una sola parola sui motivi del ricambio. Né filtra per ora da Napoli alcun retroscena o gossip.

L’uscente Barbano, 57 anni, di origine leccese, sembrava destinato al compimento finale della carriera dei giornalisti di fiducia di Francesco Gaetano Caltagirone. Vice al Messaggero, direttore al Mattino e infine direttore al Messaggero. Così invece non è stato. Qualcosa è andato storto, evidentemente, nei rapporti con l’imprenditore italiano, costruttore edile, ventesimo nella classifica degli italiani più ricchi e forse fra i primi “potenti”. Questo nonostante i sempre buoni rapporti che sin da giovane il giornalista salentino ha saputo coltivare con i propri editori, grazie ai quali ha macinato una carriera davvero invidiabile, per velocità e varietà di testata.

Ha iniziato giovanissimo, collaborando con la redazione sportiva del Quotidiano di Lecce Brindisi Taranto, fondato e diretto nel 1979 da Beppe Lopez. Poi viene pescato, non si sa come, dall’editore della concorrente Gazzetta del Mezzogiorno. In seguito, chissà perché, finisce alla Gazzetta dello Sport. Nel 1993 lo troviamo al Mattino, anch’esso allora nel controllo degli editori baresi Romanazzi/Gorjux. Poi é al Nuovo quotidiano di Puglia, l’ex Quotidiano di Lopez nel frattempo acquisito da Caltagirone e ridotto a “inserto locale” del Messaggero. Ma non vi si ferma molto. Caltagirone se lo porta a Roma, nel quotidiano di via del Tritone. Barbano vi ricopre incarichi di crescente responsabilità fino a quello di vicedirettore. Ma, a questo punto, sembra essere messo un po’ in disparte. Chissà perché. Improvvisamente, però, nel dicembre 2017, viene appunto nominato direttore del quotidiano napoletano, quasi come se si preparasse al ritorno, ma da n.1, in via del Tritone. Ed invece ecco, oggi, improvvisa la rimozione. Un vero e proprio giallo. E la notizia, curiosamente, non compare ancora (mentre scriviamo) su alcun sito delle principali testate.

Cosa sia successo, non si sa. Almeno per ora. Per paradosso, l’evento potrebbe apparire in qualche modo una smentita della tesi sostenuta da Barbano nel suo recente libro Troppi diritti, pubblicato ovviamente dal più importante editore italiano, Mondadori. Gli italiani, per il saggista, soffrirebbero di dirittismo, sarebbero soffocati da troppi diritti. “I diritti prevalgono sui doveri, sostituiti da crescenti pretese soggettive che arrivano ad offuscare gli obblighi di ogni cittadino, considerati persino antidemocratici”. Rimuovere un direttore a cinque mesi dalla sua nomina, infatti, non appare difatti una gran prova di esercizio di un diritto – alla dignità, all’autonomia, all’indipendenza – da parte di un cittadino pur non fra gli ultimi, nella sua triplice celebrata veste di giornalista, saggista e docente. Figuriamoci per gli italiani un po’ più sotto, nella scala sociale ed economica, in termini appunto di capacità di esercitare i propri diritti.

Che può essere successo? Si sa che Caltagirone è assai duro con i giornalisti e soprattutto con i direttori che mostrino un eccesso di indipendenza da lui, magari sgomitando per acquisire e irrobustire la propria personale rete di rapporti e di relazioni. L'editore siculo-romano potrebbe essere rimasto infastidito, per esempio, dalla plateale consistenza e dalla variegata natura degli interventi alla recente presentrazione a Roma dell'ultimo libro del suo direttore. Fra gli altri, Romano Prodi, Giuliano Amato, Giuliano Ferrara, Monica Maggioni e Paolo Mieli.

Barbano è stato sostituito, alla guida del Mattino, da un torinese di 46 anni: Monga, dal 2010 vicedirettore del Mattino. In precedenza ha lavorato a La Stampa come responsabile dell’inserto Tuttosoldi e vice caporedattore all’economia ed alla cronaca di Torino.