FATTI

Nel solco di M.Salvatore e Cantori
i nuovi cantastorie dauni

Non smette di produrre espressioni musicali autentiche la Puglia di Matteo Salvatore e dei Cantori di Carpino, quella parte di Puglia che accoglie il Molise e occhieggia Napoli. Una nuova “canzone dauna” è quella proposta dalle corde e dai versi di Nazario Tartaglione. Dal 2004 ad oggi questo cantautore di San Severo, in provincia di Foggia, ha sfornato dieci pubblicazioni in “lingua madre”. Sei volumi della raccolta Il Canzoniere di San Severo a cui si aggiungono gli album Tribù, Nomade Mediterraneo, Terra e l’ultimo arrivato, Folk – Dall’America al Mediterraneo, con ballate in italiano e dialetto. Interamente scritta e registrata in San Severo, la collezione non tradisce le origini, proponendo accanto a brani d'attualità in italiano, intense ballate dialettali. In particolare con l’ultimo album, chiarisce Tartaglione, “ho voluto mettere in piedi un repertorio, a cui lavoravo da tempo, in un equilibrio molto sottile tra lingua nazionale, locale e sonorità nord americane”.

Ma la Capitanata offre quello che si potrebbe definire un vero e proprio movimento cantautorale “di radici”, che vede protagonisti, insieme a Tartaglione, i sanseveresi Matteo Marolla, Nicola Giuliani e Salvatore Tota; gli apricenesi Antonio Francesco Parisi e Domenico Cardella; l'interprete di tradizione e canzone d'autore Roberta Palumbo, il cantautore in vernacolo Alessandro Napolitano e il compositore Carmine Padula. Anche nel capoluogo, a Foggia operano, i cantautori Gianni Ruggiero e Gianni Pellegrini, insieme alla scuola di autori ed interpreti che si raccoglie intorno al produttore Gianni Colonna.

Un movimento ampio e prezioso, non solo per la provincia foggiana, che forse meriterebbe maggiore attenzione e sostegno. Ma che sembra, comunque, intenzionato e capace di non smettere di cantare la poesia e la bellezza in una terra da sempre ad alta intensità poetica e musicale, e votata alla canzone.