FATTI

"Si scrive ciber e non cyber"
e la Crusca spiega perché

In italiano c’è la parola "cibernetica" da cui si può far derivare il prefisso "ciber" ("che va pronunciato com'è scritto"), costituendo anche " la strada preferibile per la formazione di neologismi". Per cui, si può, anzi si deve scrivere "ciber" e non "cyber" per comporre parole nuove in italiano. Lo afferma l’Accademia della Crusca. E "non vi è motivo di costruire ibridi linguistici" con il prefisso "cyber".  Occorre "privilegiare, quando non vi sono altri inconvenienti, la forma senza trattino, ad esempio ciberdifesa, cibersicurezza, ciberprotezione, ciberminacce, ciberspazio e via dicendo".
Ovviamente questa soluzione "non può comunque essere sempre assunta come vincolante, e va evitata quando produca l'accostamento di due consonanti identiche, come nel caso di 'ciberrischi'". Del resto anche "ciber rischi" dà luogo a una sequenza inusuale, per cui, in tal caso, sarà vantaggiosamente conservato il trattino: "ciber-rischi". In questo modo si razionalizza il procedimento di produzione di neologismi e si favorisce la coerenza del sistema, sottolinea l'Accademia della Crusca.
Il gruppo Incipt ricorda che sono largamente diffusi i prefissi "cyber" e "ciber" per la formazione di una vasta serie di parole 'moderne' legate alla dimensione virtuale, con varie oscillazioni di grafia e anche di pronuncia, perché il prefisso inglese viene pronunciato "sovente secondo le norme della lingua di origine; altre oscillazioni, di natura puramente grafica, sono dovute non al prefisso, ma all'uso, talora presente, del trattino, mentre in altri casi si preferisce l'univerbazione": cyber-protezione, ciber-protezione, ciber protezione, ciberprotezione, cyberprotezione; cyber-rischi, ciber-rischi, ciber rischi, ciberrischi, rischi ciber; settore ciber, settore cyber, cyber-settore. E ancora, si potrebbero citare composti come ciberspazio, ciberterrorismo, ciberbullismo, cibernauta.
Il gruppo Incipit, nato all'interno dell'Accademia della Crusca, è costituito da Michele Cortelazzo, Paolo D’Achille, Valeria Della Valle, Jean-Luc Egger, Claudio Giovanardi, Claudio Marazzini, Alessio Petralli, Luca Serianni, Annamaria Testa.