FATTI

Nuove scoperte su Giotto
è suo "Esaù respinto da Isacco"

Sinora Esaù respinto da Isacco, il grande affresco della Basilica Superiore di Assisi di 3 metri per 3, era dai più attribuito ad un non meglio definito "Maestro di Isacco" e tradizionalmente datato tra il 1291 ed il 1295. Ma, dopo anni di lavoro, l'artista e studioso trevigiano Luciano Buso afferma che non è così. “L'autore è Giotto, che lo firmò nel 1315 e vi inserì, nascondendolo, anche un suo probabile autoritratto”.
Buso ha cominciato a studiare Esaù respinto da Isacco nel 2008-2009. E sin d’allora aveva individuato il primo volto di un demone semi celato “tra le pieghe del lenzuolo rosso sotto il corpo di Isacco”. E un anno dopo, proprio partendo dalla scoperta di Buso, un’altra autorevole studiosa, Chiara Frugoni, scoprì un secondo demone con un corno, nascosto tra le nuvole nelle scene centrali del ciclo della Vita di Francesco nella Basilica di Assisi. Seguì la scoperta di una serie di volti celati nell'azzurrite di alcuni affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, ad opera di un altro ricercatore, Giuliano Pisani.
Ora Buso scopre finalmente nell’affresco di Esaù la firma di Giotto, anzi di due sue firme: una estesa, “Giottus” e l'altra con le sue iniziali, GB (Giotto da Bondone). Non solo. Ha scoperto anche la data dell’affresco, anzi le due date (1315 per esteso e 15), che posticipano di 25 anni la realizzazione dell'opera, oltre a “moltissime figure aliene dalla scena principale rappresentata. Alcune rappresentano volti demoniaci con addirittura il corno, altre paiono rappresentare un re e una regina dell'epoca".

Non basta ancora. Fra queste figure “aliene”, Buso ne ha estrapolata una che sembra proprio essere un autoritratto di Giotto. “Si trova in alto a sinistra, proprio sopra la tenda con la fascia azzurra. Il volto reca a cappello la data e questo mi ha indotto a pensare che esso rappresenti qualcuno di importante, ritenuto dall'artista trecentesco degno di attenzione”. Un volto che sembra avere “una certa somiglianza” con un ritratto di Giotto eseguito nel XVI secolo. La presenza del presunto autoritratto “ andrebbe a modificare la storia dell'affresco di Esaù e insieme ad altri particolari sottolineati nella mia ricerca, suggerirebbe in modo definitivo che l'artista abbia dipinto l'affresco proprio all'interno della Basilica, cosa che in passato era stata messa in dubbio".