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Scala, 7 dicembre: "la serata d'opera
più importante del mondo"

“Attila” di Verdi per tutti. Coloro che non sono riusciti a prenotare un posto e quanti non hanno potuto permettersi l’acquisto di un biglietto (prezzi fino a tremila euro) per la "serata d'opera più importante del mondo" (definizione del sovraintendente Alexander Pereira) potranno seguirla - il 7 dicembre - in diretta su Rai1, al cinema (in Italia e all'estero) e in una trentina di punti di Milano, dall'Ottagono della Galleria al carcere di San Vittore e all'aeroporto di Malpensa.
Sul podio della Scala ci sarà Riccardo Chailly e alla regia di Davide Livermore. Il regista (grazie anche alle scenografie di Giò Forma, ai costumi di Gianluca Falaschi, alle luci di Antonio Castro e ai video di D-Wok) ha ambientato la vicenda del re degli Unni in un Novecento distopico, dicendo addio a "corna e pelli di montone", ma senza dare una connotazione precisa del tempo.
L'obiettivo è essere "al servizio di Verdi" senza distogliere l'attenzione dall'opera. «É giusto che ci siano stati un'evoluzione, dei cambiamenti, delle riduzioni di cose…» ha dichiarato il maestro Chailly. Il 7 dicembre, alla serata inaugurale della stagione della Scala, sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La parola d’ordine quest’anno sarà “la grande musica è di tutti” e dopo l’esperienza del 2017 -  l’Andrea Chénier di Umberto Giordano che per l'apertura della scorsa ha avuto un seguito di oltre due milioni di italiani - il Centro di produzione Rai di Milano metterà a disposizione dell’evento: 14 telecamere in alta definizione, 40 microfoni nella buca d'orchestra e in palcoscenico, 20 radiomicrofoni dedicati ai solisti e al coro che serviranno per la trasmissione stereofonica e per la radiocronaca in diretta in onda su Radio3, con audio surround per le sale cinematografiche e per la televisione e uno staff di cinquanta persone tra cameraman, microfonisti, tecnici audio e video che sarà impegnato per le tre ore di trasmissione.