QUELLI CHE
CE L'HANNO D'ORO...

ANSELMI, BARBANO, CALENDA,
GOZI, SECHI, DE GREGORIO,
ORFEO, VELTRONI...

di Mrs Badness

Ci sono italiani dal gran talento – un talento d’oro – che eccellono per le numerose e varie opportunità che riescono a crearsi nel tempo. Al cospetto del loro dinamismo, della loro versatilità e del loro eclettismo, impallidiscono i blasoni professionali di personalità pur prestigiose e persino geniali, che però rimangono inchiodate ad una professione se non a una sede e a un posto di lavoro, e che, perdendolo malauguratamente, affrontano intuibili periodi di difficoltà più o meno duri e lunghi. Loro, quelli che il talento ce l’hanno d’oro, invece no. Cambiano sempre, osano, corrono, vanno avanti, cadono ma si rialzano sempre e continuano a correre da qualche altra parte, utilizzando il proprio versatile carisma in qualche altra azienda, in qualche altro settore. Anzi, perlopiù, lasciano o, magari ingiustamente, vengono fatti fuori da un incarico ma già il giorno dopo ne hanno già un altro, magari più autorevole, se non altri due incarichi, aggiungendo spesso mestieri a mestiere. A questi personaggi, che apparirebbero nati con la camicia, come si diceva una volta, capita anche questo. Insomma, c'è sempre qualcuno pronto a dargli una mano, a riconoscere e a valorizzare il loro talento e le loro competenze. Anche se molti, ovviamente sfigati e sedicenti "vittime del sistema" o "perseguitati dalla malasorte", ritengono persino irritanti se non incomprensibili la capacità e le variegate opportunità di ripresa e di ripartenza di coloro che invece "ce l'hanno d'oro", attribuendone le fortune a fantasiose relazioni salottiere, lobbystiche e di potere. Tutta invidia... (Fonte dei dati: Wikipedia, Il Fatto Quotidiano, PrimaOnLine)

GIULIO ANSELMI. Classe 1945. Ottimo giornalista e gran direttore. Tra i migliori della sua generazione (e ovviamente di quelle successive). Nel 1986  guida il settimanale Il Mondo. L’anno successivo è vicedirettore del Corriere della Sera e dal 1992 ne è condirettore. Nel novembre 1993 è nominato direttore de Il Messaggero. Dal 1997 al 1999 è direttore responsabile dell'Ansa. È direttore del l'Espresso dal 1999 al 2002. È stato consulente della trasmissione televisiva di Rai 3 Ballarò. Dal 2005 al 2009 è direttore de La Stampa di Torino. Il 22 aprile 2009 assume la presidenza dell'Ansa. Nel 2012 è confermato presidente dell'Ansa ed assume anche la presidenza della Fieg. Dal 2010 al 2015 è docente a contratto di Teoria e tecniche del giornalismo presso l'Università Luiss Guido Carli.
 
ALESSANDRO BARBANO. Classe 1961. Professionista dall'età di ventitré anni. Inizia a scrivere ancora adolescente sul Quotidiano di Lecce. Passa presto a La Gazzetta del Mezzogiorno. Poi alla La Gazzetta dello Sport. Nel 1993 è al Mattino. In seguito passa al Messaggero. Ne diventa vicedirettore. Direttore del Mattino dal 10 dicembre 2012 al 2 giugno 2018. Fatto fuori improvvisamente dal quotidiano napoletano, nel 2019 diventa vice-direttore del Corriere dello Sport e insieme opinionista fisso a Radio Radicale. È docente a contratto di giornalismo politico ed economico a La Sapienza, dopo esperienze all'Università degli Studi del Molise e alla Link Campus University. 
 
CARLO CALENDA. Classe 1973. Figlio del giornalista e scrittore Fabio Calenda e della regista Cristina Comencini, fratello della sceneggiatrice Giulia Calenda. Nel 1984, all'età di 11 anni, lavora nello sceneggiato televisivo Cuore, diretto dal nonno Luigi Comencini, dove interpreta lo scolaro protagonista Enrico Bottini, nell'unico suo ruolo come attore bambino. Responsabile per la Ferrari, sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, nella gestione relazioni con i clienti e con le istituzioni finanziarie, è poi a Sky, come responsabile marketing. In Confindustria viene nominato assistente del presidente e poi direttore dell'area strategica e affari internazionali durante la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, dal 2004 al 2008. Successivamente è direttore generale di Interporto Campano e presidente di Interporto Servizi Cargo. Coordinatore politico dell'associazione Italia Futura, fondata da Luca Cordero di Montezemolo, nel 2013 è candidato alle elezioni politiche nella lista di Scelta Civica nella circoscrizione Lazio 1 della Camera, ma non viene eletto. Il 2 maggio 2013 viene nominato Vice ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Letta. Viene confermato in tale incarico nel Governo Renzi, con delega al commercio estero. Il 5 febbraio 2015 lascia Scelta Civica e comunica la sua intenzione di iscriversi al Partito Democratico. Tale annuncio non ha però avuto seguito. Il 20 gennaio 2016 è nominato dal Governo Renzi come Rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione europea, incarico che ha assunto il 21 marzo. Dopo soli due mesi, il 10 maggio 2016 torna al Ministero dello sviluppo economico come Ministro, subentrando all'interim che Matteo Renzi aveva assunto a seguito delle dimissioni di Federica Guidi. È stato poi riconfermato nello stesso incarico nel Governo Gentiloni. Il 6 marzo 2018 annuncia la sua adesione al Partito Democratico. Nel gennaio 2019 lancia "Siamo Europei", un documento europeista in alternativa al blocco sovranista in vista delle elezioni europee di maggio 2019. Il 19 marzo ufficializza la propria candidatura da capolista della circoscrizione nord-orientale Per il Péd, nel cui simbolo campeggia il logo Siamo Europei. E’ protagonista mediatico assoluto – sui giornali e in Tv – della campagna elettorale. Viene eletto europarlamentare del Pd. Pochi giorni dopo, annuncia oi voler fondare un nuovo partito. 
 
CONCITA DE GREGORIO. Classe 1963. Inizia la professione giornalistica nelle radio e TV locali toscane. Entra nel quotidiano Il Tirreno nel 1985. Nel 1990 approda a la Repubblica, dove si occupa di cronaca e politica interna. Il 22 agosto 2008 viene ufficializzata la nomina a direttore de l'Unità, prima donna a ricoprire tale incarico. Nel luglio 2011 fa ritorno a la Repubblica. Dal 23 settembre 2013 al 27 maggio 2016 conduce su Rai 3 il programma di letteratura e cultura Pane quotidiano. Nel settembre 2018 debutta come conduttrice radiofonica con il programma Cactus, basta poca acqua su Radio Capital. Opinionista in Tv, in particolare a Dimartedì su La7. Ha pubblicato libri, fra gli altri, con Laterza, Mondadori, Sperling & Kupfer, Einaudi, Nutrimenti, Il Saggiatore, Fandango e Feltrinelli. 
 
SANDRO GOZI (classe 1968). Nel 1995 vince il concorso per la carriera diplomatica, iniziando a lavorare al Ministero affari esteri Italiano. Nel 1996 lavora, presso il Segretariato generale della Commissione europea. Tra il 2000 ed il 2004 è assistente del presidente della Commissione europea Romano Prodi. Dal 2004 al 2005 è consigliere politico del presidente della Commissione europea José Manuel Durão Barroso, nel 2005 consigliere diplomatico del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, nel 2006 membro del comitato elettorale campagna elezioni politiche di Romano Prodi, e vicesegretario generale del Partito Democratico Europeo. Eletto deputato nella XV legislatura della Repubblica Italiana nella lista dell'Ulivo per la Regione Umbria nel 2006. Alle elezioni politiche italiane del 2008 è stato rieletto deputato per la regione Umbria, tra le file del PD nella XV legislatura. È stato nominato Capogruppo PD in Commissione per le politiche dell'Unione Europea. Nelle primarie del 2009 per la Segreteria PD è stato Responsabile nazionale e coordinatore politico per l'Emilia-Romagna della Mozione Marino. Presidente del Forum Europa del Partito Democratico dal 2009 con il neo Segretario Pier Luigi Bersani in rappresentanza della mozione Marino. Dal 2009 è Responsabile politico dell'Area "Insieme per il PD". Dal 2010 è Responsabile nazionale Europa del Partito Democratico nella Segreteria nazionale di Pier Luigi Bersani. Il 2012 si candida ufficialmente alle primarie del centrosinistra per la carica di Presidente del Consiglio, ma è costretto a ritirare la sua candidatura poiché non raggiunge le 95 firme utili tra i delegati dell'assemblea nazionale del PD. Alle Elezioni politiche italiane del 2013 è candidato alla Camera dei deputati nella posizione numero sedici della lista PD nella circoscrizione Lombardia II ed eletto per la XVII legislatura. Il 5 agosto 2013 diventa Presidente della delegazione italiana presso l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. Il 30 settembre 2013 è eletto a Strasburgo Vicepresidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, e dal 30 gennaio 2014 viene eletto Vicepresidente del Gruppo Socialista. Il 28 febbraio 2014 entra a far parte del governo Renzi, venendo nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche europee. Da tempo vicino al movimento radicale, risulta iscritto a Radicali Italiani per l'anno 2014 e membro di diritto del Comitato Nazionale 2014 di tale associazione; risulta iscritto e attivo in Radicali Italiani anche nell'anno 2015 Alle Elezioni politiche italiane del 2018 Gozi è candidato alla Camera nel collegio plurinominale Emilia-Romagna 01, dove arriva terzo tra i candidati PD e non è eletto. Il 24 novembre 2018 a Vienna viene eletto nuovo presidente dell'Unione dei Federalisti Europei. Nel dicembre 2018 afferma di star lavorando per Matteo Renzi a un partito diverso e separato dal PD, che raccolga voti moderati in uscita da Forza Italia e i delusi grillini, assieme a Carlo Calenda e a +Europa. Nel 2019 è candidato alle elezioni europee in Francia al 22º posto della lista Renaissance (Renew Europe/ALDE) sostenuta da La République En Marche e dai centristi di MoDem. Partecipa alle elezioni pur rimanendo iscritto al Partito Democratico (PSE) in Italia. Gozi è eletto tra i cinque eurodeputati francesi che prenderanno il posto degli eurodeputati britannici post-Brexit. Nel frattempo, a fine luglio è nominato dal governo di Édouard Philippe come responsabile agli affari europei (chargé de mission). Il 20 settembre 2019 annuncia il suo passaggio a Italia Viva, nuovo partito centrista di Matteo Renzi.
 
MARIO ORFEO. Classe 1966. Nel 1990 è nella redazione napoletana de la Repubblica. Quindi viene promosso a Roma, come caporedattore centrale del quotidiano romano. Nel 2002 è nominato direttore de Il Mattino di Napoli. Nel 2007 vince il premio Ischia internazionale di giornalismo per l'informazione scritta. Nel 2009 torna a Roma come direttore del TG2. Due anni dopo viene nominato direttore de Il Messaggero. Nel 2012 viene nominato direttore del TG1. Dal 9 giugno 2017 al 27 luglio 2018 è direttore generale della Rai.
 
MARIO SECHI. Classe 1968. Nel 1994 viene assunto a Il Giornale nel 1994, ne diviene caporedattore a Genova e poi a Milano. Nel 2000 dirige L'Unione Sarda. Nel 2001 torna al Giornale, come vicedirettore e capo della redazione romana. Nell'ottobre del 2007 è vicedirettore e capo della redazione romana al settimanale Panorama. Nel 2009 è vicedirettore di Libero. Nel 2010 dirige il quotidiano romano Il Tempo. Dal 2013 è un commentatore del quotidiano Il Foglio. È autore e commentatore fisso di Mix24, programma radiofonico di Giovanni Minoli su Radio24. È autore e commentatore per Sunday Tabloid, programma settimanale di Rai2. È autore e commentatore della settimana economica di 2Next, programma settimanale di RaiDue. Scrive di new media e giornalismo sul mensile Prima Comunicazione. Fa parte del comitato scientifico di Oil. Collabora con la rivista di cultura politica Ideazione e scritto di geopolitica e diplomazia su Emporion. Collabora dall'Italia con il giornale online americano Pajamas Media. È consigliere d'amministrazione e coordinatore del board di politica estera della Fondazione Magna Carta. Tiene conferenze a Washington e Roma sulle relazioni transatlantiche in collaborazione con istituzioni internazionali. Ha partecipato all'International Visitor Program del Dipartimento di Stato Usa e al Nato Program. È un autore della Mondadori. Dal 2017 dirige WE – World Energy, trimestrale del gruppo Eni. Nel giugno 2019 si parla di lui per un’"assunzione come dirigente dell'#Eni con il compito di tessere rapporti con il mondo politico". E poi la novità: Sechi, “un giornalista che sa ‘giocare’ abilmente con l’informazione politica e in ottimi rapporti con la Lega di Salvini e naturalmente con Berlusconi e Forza Italia. Quello di cui ha bisogno Eni in questi momenti di grandi turbolenze nazionali e internazionali”, è il nuovo direttore dell’Agi (Eni).
 
WALTER VELTRONI. Classe 1955. Consigliere comunale di Roma nelle liste del Pci dal 1976 al 1981. Nel 1987 viene eletto per la prima volta deputato. Nel 1992 è nominato direttore de l'Unità. Vicepresidente del Consiglio e Ministro per i beni culturali e ambientali del governo Prodi e segretario dei Democratici di Sinistra dall'ottobre 1998 all'aprile 2001. Nel 2001 viene eletto sindaco di Roma. Segretario del Partito Democratico dall’ottobre 2007 al febbraio 2009. Nel 2013 commenta trasmissioni cinematografiche sul canale Iris di Mediaset. Nel marzo 2014 debutta come regista con Quando c'era Berlinguer. Nel 2015 torna come regista del film I bambini sanno. È co-presidente (insieme a Mikhail Gorbaciov) del Summit Mondiale dei Nobel per la Pace. Ha pubblicato saggi, fra gli altri, con Newton Compton, Editori Riuniti, Savelli, Feltrinelli, Baldini & Castoldi, Sperling & Kupfer, Ediesse e Rizzoli. Tra il 2003 e il 2017, ha pubblicato undici romanzi, di cui nove con Rizzoli, uno con Einaudi e uno con Scheiwiller. In cinque anni, tra il 2014 e il 2019, ha firmato come regista sei documentari e un film. Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia), Gran Decorazione d'Onore in Argento con Fascia (Austria). Gran Croce dell'Ordine pro merito Melitensi (SMOM).