FATTI

"In Italia le edicole svolgono
una funzione di interesse pubblico"

Dieci anni fa vi era un’edicola ogni 1.550 abitanti: oggi ne funziona una ogni 4.000 abitanti. “Una tendenza che va certamente invertita anche reinventando le edicole attraverso nuove forme di commercializzazione e di prestazione di servizi”. Lo ha affermato Andrea Martella, il sottosegretario all’editoria, in occasione della “Notte bianca delle edicole”, organizzata dal Sinagi, il sindacato di categoria, in diverse città italiane per sensibilizzare cittadini e istituzioni sui problemi delle rivendite.
“Le edicole svolgono nel nostro Paese una funzione di interesse pubblico, assicurando la distribuzione dell’informazione plurale e universale. Una funzione che merita certamente di essere riconosciuta e tutelata”. Intanto è già operativo un protocollo d’intesa con l’Anci che consente alle edicole di erogare anche “servizi anagrafici, senza recarsi in circoscrizione”. Poi, ha aggiunto Martella “con l’ultima legge di bilancio abbiamo dato un primo segnale ottimizzando lo strumento del credit tax per le edicole, un bonus fiscale – finanziato per 17 milioni di euro per il 2020 – che può essere utilizzato per compensare non solo le imposte locali pagate ma anche il canone di affitto dei locali”.
Però, avverte il ministro, “non è solo una questione di risorse. E’ soprattutto un tema culturale. Il Governo, con la misura che ha destinato 20 milioni di euro al sostegno della lettura nelle scuole ha puntato sull’educazione dei giovani alla lettura critica e consapevole, anche in funzione di contrasto alle fake news. Lo consideriamo un investimento nella crescita complessiva del Paese, perché l’informazione è un bene indispensabile per la qualità della nostra democrazia”.
Il Si.Na.G.I. (Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia) aveva organizzato per la serata di mercoledì 29 gennaio “un’iniziativa per sensibilizzare e richiamare l’attenzione del mondo politico, delle amministrazioni locali, dei media e dei cittadini sulla drammatica situazione che sta travolgendo tutte le edicole italiane. Una grave crisi che non riguarda solo gli edicolanti ma interessa il tessuto sociale di una città e la cultura e la democrazia di una nazione”. Nei comuni coinvolti, almeno un’edicola è rimasta aperta al pubblico oltre l’orario di chiusura, indicativamente fino alle ore 22,30, lasciando poi accese per tutta la notte le insegne di ogni edicola. Questo “per far sì che la luce delle edicole non si spenga definitivamente nei nostri quartieri e nelle nostre città. L’edicola è un luogo di incontro sociale e un presidio territoriale insostituibile oltre a de essere una lanterna accesa sulla democrazia in quanto garantisce il pluralismo dell’informazione scritta”.
Queste, fra le altre, le edicole aderenti: Arezzo, Via Kennedy; Bari, Via Stefano Jacini; Bologna, Via Sardegna; Brescia, Piazza Martiri Belfiore; Firenza, Piazza Pier Vettori; Frosinone, Piazza Martiri di Valle Rotonda; La Spezia, Piazza Concordia; Livorno, Via Provinciale Pisana; Napoli, Via Scarlatti al Vomero; Padova, Piazza Pedrocchi; Palermo, Via Ruggero Settimo; Prato, Via Cava; Rieti, Piazza Cavour; Roma, Via Adriano Fiori; Salerno, Via Roma; Sassari, Piazza Salvatore Ruju; Torino, Via Po; Trieste, Piazza dell’Ospitale; Venezia, Fondamenta di Cannaregio; Viterbo, Piazza del Teatro.