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IL POTERE TOSSICO.
I drogati che hanno fatto la storia
di TANIA CRASNIASKY

CESIRA FENU

Prima di dedicarsi alla scrittura, Tania Crasnianski, nata in Francia, è stata avvocato penalista a Parigi. Ora vive tra Francia, Germania e Stati Uniti. E’ autrice de I figli dei nazisti (Bompiani), che ha ottenuto vasto successo. In Il potere tossico (Mimesis), sua seconda fatica appena pubblicata, dedicata al rapporto che si instaura tra il capo di Stato e il medico di fiducia, si pone il problema di quanto il rapporto medico–paziente sia una sorta di dipendenza reciproca, in cui si stabilisce un legame intenso e intimo. Sono così sconvolti i rapporti di lealtà, riservatezza e indipendenza che informano la relazione medico–paziente.
L’Autrice si pone il problema di quanto possa influire questo legame sull’esercizio del potere e quanto conti lo stato di salute di un potente sulle sorti del Paese che governa. E ancora, se sia giusto nascondere col segreto di Stato le reali condizioni psicofisiche di un uomo di potere all’opinione pubblica in nome della sicurezza e della immagine del capo di Stato.
Crasnianski analizza attentamente le vicende di Hitler e Stalin, Mussolini e Pétain, Churchill e Franco, Kennedy e Mao. Importante sottolineare che nel caso di feroci dittatori l’Autrice non li scagiona dalle loro colpe e responsabilità. Fornisce, secondo me, una ulteriore tessera di un mosaico complesso come la Storia del Novecento e su cui influiscono molteplici fattori. Che si tratti di Olocausto, Purghe staliniane, Genocidi e abomini di ogni genere, nulla potrà scagionare gli autori che resteranno fissati alle loro colpe, condannati dal tribunale della Storia per l’eternità.
Hitler che così tanto ha influito sulla grande storia del cosiddetto Secolo breve, ma anche su tante vicende minute, familiari, destini che si sono incrociati, vite tristemente concluse in un fil di fumo, ha sempre voluto accanto a sé medici e specialisti che gli curassero le monomanie, le fobie dei parassiti che per lui si materializzavano nell’ebreo, portatore di tutte le aberrazioni e malattie, abiezioni e vizi.
Seguito da ufficiali medici delle SS, gli fu indicato, come luminare in grado di affrontare qualunque patologia, con farmaci magici, il dottor Theodor Morell. Egli lo cura con cocktail di anfetamine, oppioidi e corticosteroidi di suo brevetto tanto che riuscirà a acquisire varie Case farmaceutiche. Morell ricorre a dosi elevate, sottolinea ai limiti della legalità, ma per brevi periodi. Egli sostiene di aver accettato il difficile compito per il bene della Germania e del suo Führer. Procede con iniezioni che devono essere ripetute in tempi sempre più ravvicinati. Le anfetamine erano state sintetizzate di recente e non si conoscevano appieno gli effetti collaterali. Davano energia, senso di onnipotenza, assenza di stanchezza, velocità di ragionamento, ma ben presto il rapporto tra Hitler e Morell diventerà di dipendenza reciproca e col procedere in tal senso le condizioni del Führer e del Reich millenario andranno sempre più peggiorando. Nessuno poteva intervenire sull’operato di Morell senza incorrere nella vendetta di Hitler. Egli non si mostra più in pubblico dal 24 febbraio 1944 e si rinchiude nel quartier generale, la Tana del Lupo o nella tenuta di montagna, il Berghof in Baviera. Morell lo seguirà anche nel Bunker sotto la Cancelleria negli ultimi giorni in attesa della catastrofe.
Molte le ipotesi di cosa realmente soffrisse Hitler, dalla sifilide che ne avrebbe causato la pazzia, all’avvelenamento progressivo. Per lungo tempo si è creduto alla follia del Capo e di un popolo intero fino a che, sottolinea l’Autrice con convinzione, non si è parlato da parte di Hanna Arendt di banalità del male. Forse una realtà ancora più tristemente grave della follia.
Crasniaski riporta testimonianze di persone dell’entourage e referti di medici che avevano seguito Hitler. Fa riferimento a molti apporti e a una ricca bibliografia. Un saggio che fa luce sul Potere e la debolezza degli uomini.
Ultimo per quanto riguarda la Germania c’è da dire che era diffusa la prescrizione di farmaci stupefacenti ai civili e ai soldati che dovevano affrontare il Blitzkrieg. Durante la Prima Guerra Mondiale ai nostri soldati prima degli assalti venivano offerte laute libagioni di grappa e ai militi della Brigata Sassari l’acquavite fatta artigianalmente, il cosiddetto fileferru. Anche se molti feriti finirono morfinomani, mi permetto di aggiungere un esempio della Guerra del Vietnam e dei tanti reduci tossicodipendenti.
Tra i potenti che hanno fatto la storia, esaminati dall’Autrice, mi soffermo su Mussolini. Egli dopo il 25 luglio 1943 viene fatto imprigionare dal Re e durante il soggiorno a Campo Imperatore, sul Gran Sasso, viene liberato dalle SS al comando di Otto Skorzeny e ormai in balia di Hitler, posto a capo della Repubblica Sociale, a Salò sul Lago di Garda. Mussolini, ormai l’ombra di sé stesso, è sottoposto a continuo controllo dalle SS e viene seguito dal medico personale inviato da Hitler per assicurarsi che resti leale ai tedeschi. Georg Zachariae si prenderà a cuore la salute e lo stato psichico del Duce divenendo il suo unico vero amico. Si instaurerà una sorta di transfert che li legherà anche dopo la morte di Mussolini.
Mussolini soffriva di depressione e di ulcera gastroduodenale, secondo ciò che era emerso da esami e visite. Era ipocondriaco. Si nutriva di alimenti leggeri e seguiva una dieta vegetariana. Il professor Zachariae gli diede fiducia rassicurandolo. Scrive l’Autrice che Mussolini che si era sottratto alle relazioni per tutta la vita per paura di essere tradito, trova nel suo ultimo medico l’unica persona che potesse assicurargli una lealtà assoluta chiedendo a Hitler che il medico resti con lui. Zachariae ammira il duce e lo cura amorevolmente e con competenza. Il risultato è un miglioramento delle condizioni del paziente.
Dopo la fucilazione e lo scempio di Piazzale Loreto, la salma del duce sarà sottoposta ad autopsia ed emergerà che era “incredibilmente sano”. Niente ulcera né sifilide ma disturbi psicosomatici che si attenuarono con la presenza di Zachariae.
Conclude Crasnianski che Mussolini aveva usato la malattia per magnificare la sua immagine di uomo ascetico e forte, insensibile alla fatica e al dolore. Mussolini artista della dissimulazione è riuscito anche a “contagiare” il suo medico che contribuirà alla costruzione del mito del condottiero coraggioso e Zachariae diverrà colui che ha guarito uno degli uomini più potenti e temuti del Novecento.
Non si può riassumere un saggio vasto e profondo. Ho preferito fornire un assaggio che spero incuriosisca il lettore.
Un libro molto interessante e coraggioso che concorre a chiarire lati della Storia rimasti nell’ombra o non affrontati per tema di giustificare con la malattia o la tossicodipendenza gli abomini perpetrati da molti uomini di Potere.

IL POTERE TOSSICO.
I drogati che hanno fatto la storia.
Hitler, Mao, Mussolini, Pétain, Churchill, Franco, Kennedy, Stalin
di Tania Crasnianski
Editore: Mimesis

 

 

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