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FRANCESCO. IL PAPA E LE DONNE
di Nina Fabrizio

CESIRA FENU

Finalmente lo sguardo di un Papa si appunta sulla condizione femminile, dentro e fuori la Chiesa per valorizzare le specificità, le capacità peculiari, in particolare l’empatia, la tenerezza, lo sguardo femminile sul mondo e sulle cose diverso ma, sottolinea Francesco, complementare a quello dell’uomo. E non smette di sottolineare che fin dal Genesi emerge la non subordinazione della donna all’uomo. Essi sono fatti entrambi a immagine di Dio e si integrano, sono chiamati ad esistere reciprocamente l’uno per l’altro.
Nina Fabrizio (Napoli, 1979), giornalista professionista, vaticanista per la redazione Cronache italiane dell’Ansa e per alcuni quotidiani quali Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione, oltre che per la Radiotelevisione della Svizzera italiana, ha avuto modo di seguire il pontificato di Papa Francesco e ancor prima della sua elezione al Soglio di Pietro. Ella con la sua ultima fatica Francesco. Il Papa delle donne (San Paolo), ci dona un ritratto sentito e toccante del Papa venuto dai confini del mondo cogliendo gli aspetti non convenzionali e l’impulso dato da Bergoglio ad un rinnovamento della Chiesa che tenga conto della fondamentale presenza delle donne con le loro specificità di genere, stabilendo con esse un dialogo fin dalle prime battute del suo pontificato.
La prefazione di Alessandra Smerilli ci porta al nocciolo della questione se si possa parlare di un’economia “al femminile”.
Mi ha particolarmente colpito la dedica del libro oltre che alle donne della famiglia dell’Autrice, alla piccola di tre mesi con l’idrocefalo conosciuta in Ospedale in Cisgiordania. Soffriva e già lottava per la vita.
La valorizzazione del genio femminile, l’attenzione al dialogo, alla testimonianza di vita talvolta sofferta, alle offese inflitte alle donne, anche religiose, alle efferatezze di cui esse sono oggetto, sono un fatto nuovo e rappresentano un grande passo per giungere anche in seno alla Chiesa al riconoscimento della dignità femminile e alle pari opportunità. Tanti i passi da fare in questo senso ma la via è tracciata e, come scrive l’Autrice, il percorso procede con improvvise accelerazioni e momenti di stasi. E’ ciò che si definisce come processo.
Fin da quando era Provinciale dei Gesuiti di Buenos Aires sotto il sanguinario regime di Videla e dei suoi accoliti, Bergoglio aiutò in tutti i modi ricercati o fuggitivi a riparare all’Estero. Accolse nel Collegio tanti fuggiaschi mantenendo il segreto anche dopo la fine della dittatura. Ha incontrato tante volte le abuelas de la Plaza de Mayo e chi chiedeva aiuto per ritrovare i desaparecidos e i loro figli nati in carcere e adottati, vero delitto, dalle famiglie degli stessi aguzzini. Le madri e nonne chiesero al Papa l’apertura degli archivi ecclesiastici per ritrovare i figli dei loro cari uccisi barbaramente.
Una delle battaglie condotte dal Papa è quella contro la prostituzione e lo sfruttamento dei migranti come schiavi. Nell’aprile del 2014 ha annunciato una conferenza internazionale contro il traffico di persone. Tra i partecipanti i capi della polizia di ventidue Paesi, alti prelati e tante donne violate con quattro delle quali si è intrattenuto in privato ad ascoltare commosso le loro testimonianze. La prostituzione coinvolge globalmente dai 40 ai 42 milioni di esseri umani sfruttati, oltraggiati, costretti in schiavitù. E riguarda in primo luogo le donne. E dietro vi sono clan mafiosi di varie nazioni. Bergoglio ha esortato la comunità internazionale ad adottare misure più severe ed efficaci per contrastare la tratta di esseri umani. Egli ha sempre sostenuto che la tratta è una ferita nel corpo di Cristo, è un delitto contro l’intera umanità. L’Autrice mette in evidenza i tanti passi fatti dal Papa perché si contrasti concretamente, con tutti i modi, la tratta e il traffico d’organi, la riduzione in schiavitù, la prostituzione e qualunque pratica contraria ai concetti di uguaglianza, pari dignità e libertà di ogni essere umano. Egli chiede che siano considerati crimine contro l’umanità.
Importante è l’attenzione di Francesco sulla cosiddetta “tratta delle novizie”. Tutti sapevano ma non si pronunciavano al riguardo. Il Papa parla delle novizie provenienti dalle terre di Missione. Esse vengono mandate in Italia per la formazione ma molte a contatto con un altro mondo cambiano idea e vengono letteralmente lasciate in strada dalle congregazioni e private del permesso di soggiorno. Alla base vi è la crisi delle vocazioni cui si cerca di sopperire reclutando suore in Africa e Asia. Avverte Francesco che si deve porre fine a questa tratta.
Un altro passaggio fondamentale è la nomina di una commissione composta da teologi, sei donne e sei uomini, per lo studio del diaconato nella chiesa primitiva. Da molte parti infatti si preme affinché si apra la via al diaconato e al sacerdozio femminile. In Amazzonia vi sono suore che somministrano i Sacramenti, predicano in mancanza di sacerdoti. Ciò viene rilevato con forza e sottoposto all’attenzione del Papa.
Nel pontificato di Francesco è emersa con forza la questione degli abusi sessuali su suore (e non) da parte dei sacerdoti. Terribili storie vengono alla superficie ed è un’esplosione che riguarda tutto il mondo. E riguarda le superiore generali che chiedono a gran voce che si faccia chiarezza e che le religiose abusate parlino.
La Chiesa di Francesco è in pieno fermento, soffia un vento nuovo, si è, dice il Papa, aperto un processo, e per ciò ci vuole tempo. Novità sono anche le donne che hanno assunto ruoli professionali e lavorativi in Vaticano. Anche qui è un processo.
L’Autrice tocca tanti punti interessantissimi che riguardano quella povertà che vi è nelle nostre città e nelle società cosiddette opulente. Con chiarezza, competenza e sensibilità traccia le vicende del pontificato toccando la questione dell’aborto e del Giubileo della Misericordia dedicato appunto a questo tema e che nelle intenzioni del Papa avrebbe dovuto riconciliare chi ha abortito con Dio. Lo stile è fluido e la lettura rivela tanti aspetti “dietro le quinte”. Il libro raccoglie testimonianze, rivela ampia conoscenza della materia, un sentire profondo. Un filo rosso sottende tutta la trattazione ed è, oltre l’ammirazione per il Papa, la passione in primis per la materia, per la vita in tutte le sue manifestazioni, la “compassione” (da cum passio, patire con) per i piccoli, gli affaticati e oppressi. E ovviamente per l’universo femminile con le sue peculiarità, la “tenerezza”, la capacità di ascolto e di discernimento, con una “mente colorata”, duttile, adattiva, come scrive nella interessantissima postfazione Giulio Maira.
 

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