Libro

LA MACCHINA DELLE BUGIE
di Loriz Mazzetti

Enzo Biagi, durante la campagna elettorale del 2001, disse a Montanelli che l’Italia stava andando incontro a una dittatura morbida. In una successiva intervista, si rammaricò di aver usato un aggettivo di troppo. Lo scenario prospettato allora è, sette anni dopo, sempre più inquietante. Episodi di intolleranza e di razzismo sempre più frequenti; un leader di partito che usa la bandiera della Repubblica come carta igienica, che costituisce il parlamento del Nord, che, chiamato da Berlusconi, giura fedeltà alla Repubblica e subito dopo alza il dito medio verso il tricolore; il ministro della Difesa che commemorando l’8 settembre insieme al presidente della Repubblica, rende omaggio ai morti repubblichini; un governo che decide di fare decreti perché la discussione nelle Camere è solo una perdita di tempo, le leggi ad personam, la Costituzione che finisce sempre in cantina. Come è stato raccontato dai telegiornali tutto questo? E come è recepito dai telespettatori? Ho deciso di scrivere questo libro perché qualcosa non mi torna. Lavoro nella televisione ormai da tanti anni, conosco i meccanismi e come le notizie vengono riportate dai notiziari. Non è sufficiente denunciare l’esistenza di un pericolo, bisogna anche spiegarlo, farlo capire alla gente svelando i meccanismi usati per attuarlo. Silvio Berlusconi e il suo centro-destra governano l’Italia legittimati da un voto democratico. Oltre il cinquanta per cento dei cittadini vuole che il Cavaliere decida per loro. Conosciamo esattamente chi sono quelli a cui abbiamo messo in mano le sorti della nostra vita? Siamo certi che i telegiornali raccontino esattamente cosa stanno facendo? Non mi piace usare la parola regime. Penso che si tratti di qualcosa di diverso: è regime della televisione, telegime. Il Grande fratello ti vede. La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza. Il telegime esiste perché nel tempo è stata costruita «la macchina delle bugie». Se una notizia non viene raccontata dalla televisione non esiste, viene bruciata. A volte, tra gli ingranaggi della «macchina delle bugie», viene volutamente deformata. La macchina lavora continuamente. È talmente perfetta che il cittadino, se non utilizza più fonti per informarsi, non se ne accorge. La tv serve a creare consenso, a formare l’opinione pubblica. L’utente è una pedina indispensabile per vincere la partita del potere. Nel 1925 Benito Mussolini – rispondendo a un intervento di Antonio Gramsci che aveva citato un articolo pubblicato sul «Corriere della Sera» e che aveva sollevato grande indignazione tra i cittadini verso il governo – disse: «I lettori dei giornali non contano. Non hanno fatto la rivoluzione. I lettori dei giornali hanno regolarmente torto». E Gramsci replicò così: «Il “Corriere della Sera” non vuole fare la rivoluzione, vuole solo informare». Eugenio Scalfari, intervistato da Daria Bignardi alle Invasioni barbariche il 10 ottobre 2008, ha detto che essendo stato in gioventù fascista e avendo acquisito gli anticorpi, sente la puzza di fascismo prima degli altri e in questo momento la puzza sta aumentando giorno dopo giorno. Umberto Eco, sull’«Espresso» del 13 agosto 2008, ha usato parole analoghe a proposito dell’ultimo governo Berlusconi: «Ora non posso dire che tutto questo sia tornato, certo non integralmente, ma comincio a riavvertirne il profumo. Tanto per cominciare ci sono fascisti al governo». Il critico letterario Alberto Asor Rosa, in un editoriale sul «manifesto» dell’agosto 2008, ha aggiunto: «Il governo Berlusconi rappresenta senza ombra di dubbio il punto più basso nella storia d’Italia dall’Unità in poi. Più del fascismo? Inclino a pensarlo…». Nel mio viaggio all’interno della notizia ho portato diverse testimonianze. Le ho trascritte esattamente come sono state date per rispettare il valore e la freschezza dell’oralità. Ho raccontato quello che ho visto e che ho vissuto. Ho cercato di seguire la notizia e di svelare le ragioni per cui la realtà che esce dalla televisione è diversa da quella che vi entra. È questo il mio modesto contributo per dare al lettore qualche strumento per muoversi nell’Italia di oggi, Paese inventato, manipolato e negato dal potere dei media. (Introduzione dell'autore)