Libro

PALLONATE
di Pippo Russo

Lo ammetto senza nessuna difficoltà: prima di leggere “Pallonate” non conoscevo Pippo Russo. E, quindi, non ricordo nulla della sua omonima rubrica prima sul “manifesto” e poi sull'“Unità”. Ora, però, mi sono rifatto con gli interessi. E sì perché, a beneficio di chi non ricordi nulla o abbia la mente annebbiata e confusa, il professor Russo ha pensato bene di dare alle stampe un libro capace di tornare indietro negli anni - siamo nel 2000 - e di spiegare genesi e sviluppo della rubrica che, a cadenza bisettimanale, appariva sulle colonne del “manifesto”. Così, ne esce un testo scorrevole e che si legge tutto d'un fiato. Ma non siamo di fronte ad un libro leggero, al centro di queste pagine c'è un'importante tesi che viene esplicitata nel sottotitolo: “Tic, eccessi e strafalcioni del giornalismo sportivo italiano”. Ed è proprio così: perché Russo, in quella rubrica, prendeva di mira il giornalismo sportivo in generale e i giornalisti sportivi in particolare; mettendo a nudo quest'ultimi e i loro errori, grammaticali e non, le loro iperboli, le loro esagerazioni - nel descrivere una partita di calcio. “Pallonate” è un affresco sul mondo del giornalismo sportivo. Qualche esempio? Il focus di Russo e il suo occhio vigile si soffermano su di un inserto pubblicitario della “Gazzetta dello Sport” che - nell'aprile 2002 - fa uscire il seguente testo per un quiz dal titolo: “Qual'è il risultato?”. Ancora, errori di citazione: il giornalista Giuseppe Castagnoli fa diventare il “5 maggio” di Foscolo, ed errori di natura lessicali con Giancarlo Gnecchi che scrive “Nella settimana che preclude (in luogo di precede…) alla partita”. A lettura finita, preso dalla curiosità, mi sono gettato a capofitto sul web alla ricerca di qualche commento su “Pallonate”. Sentite qua: “una perla. Uno spaccato sulla mediocrità del giornalismo sportivo italiano”. E poi ancora: “un libro che mostra il giornalismo sportivo da un punto di vista inedito. Per chi non avesse conosciuto l'autore attraverso la rubrica conoscerà e apprezzerà un Pippo Russo straordinario”. E, in effetti, è così. “Pallonate” è diviso in tre capitoli: il primo, come abbiamo ricordato, ripercorre la tappe della rubrica; il secondo, è dedicato agli errori e agli strafalcioni; mentre il terzo è dedicato alla galleria di personaggi - ai quali il nostro si è affezionato di più -: ed è qui che esce fuori il miglior Russo, capace di “scimmiottare” tutti i mammasantissima del giornalismo: da Cucci a Cannavò, da Zazzaroni a Gazzaniga, passando per Damascelli e Sconcerti. Perché questo libro? È presto detto: “per vendicazione” - ci dice Russo - : “non il puro atto del vendicarsi d'una frode, ma un rito di espiazione linguistica che, dalla parte del lettore, assume il senso di una restituzione. Esattamente questo è lo spirito della pallonata: l'esposizione della “colpa”, il frammento di malaletteratura giornalistica, sulla colonna giornalistica, che tosto si converte in colonna infame a disposizione del popolo dei lettori vessati. I quali, attraverso la lettura del reperto e la derisione del suo autore, vendicano se stessi”.

GIUSEPPE GRANIERI

(www.dazebao.org, 16 febbraio 2009)

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PALLONATE

Tic, eccessi e strafalcioni del giornalismo sportivo italiano

di Pippo Russo

Meltemi Editore, pag. 190, Euro 11