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LEONARDO COEN

  • LA GENTE E' STUFA
    DEL BALLIFICIO SALVINIANO

    data: 19/03/2019 07.45

    I sondaggi più recenti hanno registrato il sorpasso del Pd rispetto ai Cinquestelle (21,1 contro 21 per cento) e un’avanzata minima della Lega che guadagna solo uno 0,2 per cento rispetto ad una settimana fa, restando comunque ben salda al 33 per cento. Contro la brutta e vergognosa stagione dei rancori, dell’odio e dei sovranismi, qualcosa si muove. I giovani, le donne, le persone di buon senso che non vogliono un’Italia fuori dall’Europa e dal contesto delle società civili. Anche un forte segnale contro i rigurgiti dei fascistoidi e degli xenofobi che usano il web per diffondere paura e allarmismi smentiti dalle cifre e dai dati ministeriali.

    La gente è stufa della macchina del fango che porta solo malora. La gente è stanca del ballificio continuo di un ministro degli Interni e dei suoi alleati di governo che mentono ad ogni piè sospinto. È venuto il momento di allontanare dalla partecipazione attiva alla vita pubblica coloro che sono perniciosi per gli equilibri democratici del Paese, coloro che ne minano la libertà ed attentano ai nostri diritti, coloro che promettono lavoro e invece lo distruggono, coloro che nuocciono al bene collettivo e tramano con disinvoltura e impudenza contro le istituzioni dello Stato, contro la scuola, la ricerca, la formazione, contro la memoria storica...e contro l’antifascismo, Il vaccino che ha permesso al nostro Paese di sopravvivere alle macerie fisiche e morali del Ventennio. L’antifascismo come valore al quale restare fedeli, ovviamente aggiornato e rapportato ai nostri giorni.

  • VIMINALE SENZA MINISTRO
    PER 20/25 GIORNI AL MESE...

    data: 14/03/2019 09.38

    Ho letto la bella inchiesta di Milena Gabanelli e Gian Antonio Stella apparsa oggi (13 marzo) a pagina 9 del Corriere della Sera, in cui smascherano il capo della Lega, ministro latitante degli Interni (c’è stato appena 5 giorni), che ha utilizzato spregiudicatamente e illecitamente voli di Stato per visite private, presente in Parlamento solo l’1,73 per cento delle sedute in cui si è votato.

    In 9 mesi di governo ha prodotto la miseria di due leggi, 4 question time,1 comunicazione in Parlamento ed è intervenuto in tre commissioni. Ha usato la maggior parte del suo tempo per scopi elettorali e per presenziare persino alla fiera delle armi di Doha, nel Qatar (30 ottobre). No comment. In altri Paesi sarebbe stato cacciato via a pedate. Nel nostro, fa il fanfarone di un governo che si prostra ai diktat del Cremlino e alle promesse di Pechino, ai quali non interessano le sorti dell’Italia ma quelle russe e cinesi, nonché indebolire e spaccare l’Unione Europea, compito che questo governo sta attuando ineffabilmente. (Facebook, 13 marzo 2019) 

  • L'ottava vittima italiana
    del volo Ethiopian, Al Bano e il KGB...

    data: 14/03/2019 09.32

    Otto le vittime italiane del tragico volo Ethiopian. Ma i giornali ne ricordano sette, raccontandone le biografie. Di Rosemary Mumbai, invece, non si dice nulla, si scrive solo il nome, ultima nell’elenco dei morti italiani. Repubblica la cita assieme all’inglese Joanna Tools: le due sventurate lavoravano alla Fao e vivevano a Roma, come si scopre nelle sei righe che chiudono - in fondo alla seconda colonna - un articolo che descrive chi erano le due ragazze romane Pilar e Virginia, funzionarie Onu che avrebbero dovuto partecipare alla conferenza sul clima organizzata dalle Nazioni Unite a Nairobi.

    Chi era Rosemary?

    Possibile che sia stata trascurata, travolta dall’effetto collaterale in chiave giornalistica del truce “prima gli italiani” (sottinteso: quelli “veri”...)?

    Ai tempi d’oro di Repubblica, quando il giornalismo cercava d’essere, nel limite del possibile, un mestiere serio, scomodo e complicato, se non fossimo stati capaci di scoprire chi era Rosemary ci avrebbero impalati (giustamente).

    D’altra parte, in linea con questi tempi grami per il giornalismo, nel sito di Repubblica.it si può leggere un articolo sulla vicenda che ha appena coinvolto Al Bano. Il cantante pugliese è infatti stato inserito dalle autorità di Kiev nella lista nera degli individui che minacciano la sicurezza dell’Ucraina. Come mai? Al Bano paga la sua ostentata ammirazione per Putin. Nell’articolo si riporta una recente intervista del cantante, che spiega come abbia conosciuto il leader del Cremlino: “L'ho incontrato tre volte. Nel 1986, durante una tournée in Russia, feci 18 concerti a Leningrado e altri 18 a Mosca. In uno di questi era presente anche lui, allora capo del Kgb. Il giorno dopo venne in albergo per complimentarsi."...
     
    Peccato che Al Bano abbia raccontato una supercazzola, ma chi lo cita non se ne è accorto. E questo è grave. Perché Putin non è mai stato capo del KGB, dove è entrato nel 1975 quando aveva 22 anni e mezzo, e dove è rimasto in servizio per sedici anni. Al momento del congedo, era tenente colonnello. Dal 1985 al 1990 ha vissuto a Dresda per conto del KGB collaborando con la Stasi, utilizzando come copertura un’identità di interprete. Bastava informarsi, ed evitare di diffondere simili sciocchezze. Le fake news sono sempre in agguato. Anche nelle redazioni di chi vuole combatterle... (Facebook, 11 marzo 2919)