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MARCO A. PATRIARCA

  • LETTERA APERTA
    AL MINISTRO SALVINI

    data: 17/07/2019 19.43

    Caro Ministro Salvini, Le scrivo per manifestarle la mia preoccupazione sulle sorti dell’Italia in mano al governo più dissociato e disastroso della storia italiana; fatto di progetti inconcludenti, di rinvii, di mezze verità e mezze bugie e condotto all’insegna della pura demagogia. E’ un governo, di cui Lei è attualmente il campione al cui vertice si trovano leader presuntuosi e incompetenti che hanno degradato  lo status europeo e internazionale dell’ Italia facendo pagare lo scotto dei loro errori  ora ai viventi ma  poi a coloro che devono nascere. Tutte le scelte elettoralmente  sbandierate, tutte assai discutibili,  e fin qui adottate, anche se in fieri, si sono rivelate errate, cambiate o camuffate da qualcos’altro e l’intera legislatura finora  può considerarsi un fallimento completo (Fornero, flat tax, il reddito, la quota cento, la sicurezza, il debito pubblico, la crescita zero-meno  ecc.) senza elencare oltre cento decreti mai convertiti; salvo attribuirne  le colpe all’Unione  Europea, ai “giornaloni” e ai “professoroni”, e persino a  parte delle  istituzioni (come  la  Magistratura) che  remano contro, ma  mai e poi mai all’approssimazione e alla  disinvolta incompetenza  mostrata dal  governo. Grazie  allo stile e all’ ideologia  cosiddetta sovranista, da Lei introdotta, l’ Italia è totalmente isolata in Europa; un sovranismo senza sovranità,  senza futuro e un’ideologia fondata sul nulla e di fatto dipendente da tutto e da tutti, presto forse anche dalla Russia di Putin. 
    iò che nel bene e nel male aveva assicurato al paese un percorso europeo decente  se non creativo è stato disperso  grazie alla sua tracotante e inutile battaglia contro la UE e personalmente contro alcuni alti  funzionari (“ burocrati”) e  commissari europei che, diversamente da Lei, conoscevano bene il loro mestiere.  Il suo linguaggio volgare e offensivo da curva sud istigatore di odio verso immigrati e le ONG; la sua ripetuta  assenza alle 6 riunioni  per  riformare  il trattato di Dublino sull’immigrazione in Europa (mentre Lei era a  Mosca) ha fatto il resto per poterla annoverare fra i peggiori cittadini italiani mai eletti a cariche apicali delle istituzioni nazionali. Lei ripete che i Suoi molti nemici sono ampiamente compensati dai Suoi milioni di amici-elettori, e ciò le basta. Non ne sarei troppo sicuro: anche  il pieno di voti da lei raggiunto nelle  elezioni  europee di Maggio 2019, messo confronto con la realtà elettorale  del’ Italia  che  vota, in rapporto alla  popolazione, come recentemente ha osservato il Prof. Cassese, non sorpasserebbe di molto il 10-5% degli italiani di cui Lei pretende di essere  l’esclusivo portavoce. 
    La Sua forza mediatica  è tutta nella straordinaria potenza del Suo stile, il Suo linguaggio, le Sue promesse (anche se disattese) le Sue battute volgari  e l’uso sarcastico dell‘insulto, come  quelli  indirizzati  a Commissari UE  (Moscovici, Juncker) o quelli  vergognosi diretti alla  Comandante della Sea Watch Carola Rackete imitati con oscenità dai Suoi fans. Il Suo potente  diapason ha evidentemente  la forza di far risuonare istinti altrettanto truculenti negli animi della parte  dell’elettorato che ancora L’ammira. Francamente non pensavo vi fossero tanti  elettori  italiani così recettivi di un tale florilegio di volgarità, ed anche così insensibili alle beffe perpetrate  ai loro danni: come quella  della ridicola modalità restituzione dei 49 milioni di Euro sottratti ai contribuenti  dalla  Lega, quella della nuova (nascosta) manovra di 7. 6 miliardi alla legge finanziaria  (“ … non ne  cambieremo una virgola”) oltre ai suoi prepotenti attacchi alla Magistratura (“ non adatta  all’ Italia”), o alla falsa disconoscenza dei suoi ben introdotti  amici  lobbisti filo-Putim come  Savoini (la Sua ombra a Mosca e Roma con il Presidente Putin) inquisito  per gravissime ipotesi di corruzione, se non di cospirazione (ne ha il physique du rôle !); si tratta di un personaggio a Lei maledettamente vicino al centro di una vicenda sub judice molto grave, non solo corruttiva, ma anche di politica interna ed estera nel dipanarsi della quale Le sarà difficile fare spallucce e, come si dice a  Roma, buttarsi a Santa nega.           
    Per il  futuro dell’ immigrazione, peraltro molto diminuita anche per il (pur discutibile) merito dell’ ex Ministro Minniti, da qui a poco, senza accordi seri con la UE per rivedere  il trattato  di Dublino, dal Lei colpevolmente disatteso, non riuscirà a fermarsi  anche sulle coste italiane. Per tale problema, se Lei sarà ancora  Ministro dell’ Interno, cosa che non mi auguro, potrebbe rimpiangere quell’“ubriacone” di Juncker visto che la nuova leadership Europea e gli altri soci del Club europeo  potrebbero esserLe  molto meno amici. Infatti, grazie a  Lei, l’Italia già ora ha ben pochi alleati in Europa.
    Poiché nelle difficile circostanze  ostili all’Italia nessun politico può fare ameno di un alleato, se la Russia illiberale di Putin, anche  grazie  a Lei, riuscirà a erodere  l’ Europa divenire un grande protagonista nel Mediterraneo, come  sembra possibile, se Lei  sarà ancora  governo, Le sarà riconoscente e potrebbe anzi divenire il Suo solo amico e alleato, illiberale come Lei e ostile all’ Europa e al resto dell’Occidente. Tenuto conto  però del  basso  livello economico e sociale russo l’Italia certo migliorerebbero l’inter-scambio commerciale, ma la Russia avrebbe poco altro da offrire che non abbia carattere strategico e militare. D’altro canto gli espliciti auspici di Putin a Roma (il 2 Luglio) sulla fine del liberalismo scartano definitivamente l’idea, molte volte auspicata dopo il 1989, di un’ europeizzazione della Russia e lasciano intendere altri scenari  che forse (forse) non piacerebbero neppure ai Suoi amici ed elettori.       
    Per un rinnovamento istituzionale e politico dell’ Italia Caro Ministro, non abbiamo bisogno di demagoghi, ma di figure autorevoli  dotate di esperienza e  forza creativa e di onestà intellettuale.  I pellerossa e i cinesi del Tao in casi estremi, come  quello dell’ Italia odierna, chiedevano aiuto agli antenati, i quali, lontani dalle cure terrestri, li avrebbero sempre ben consigliati. I nostri ci raccomanderebbero di reclutare  attenti  clinici, esperti chirurghi, onesti economisti  e umili scienziati sociali; è ciò che molti cittadini normali, come  chi scrive, stanno facendo in attesa di risposte che ormai, molti ci assicurano, verranno quanto prima.       
    Con i miei  rispettosi saluti                             
    Marco A. Patriarca,15 Luglio 2019