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ALBERTO ROSSI

  • IL MONDO DEL LAVORO:
    COSI' GOTOR E DE MASI
    CI AIUTANO A CAPIRLO

    data: 18/02/2020 15:02

    L'idea è nata dalla lettura del libro di Miguel Gotor, Storia d’Italia nel ‘900, dalla sconfitta di Adua alla vittoria di Amazon. Nelle ultime pagine, descrivendo la vittoria di Amazon nel nostro paese e nel mondo occidentale, vi si citano alcune intuizioni tratte dal testo di Domenico De Masi Il lavoro nel XXI secolo. È nato così il desiderio di un confronto sulle problematiche del lavoro, argomento tra i più dibattuti e preoccupanti del nostro paese, come dimostrano gli stessi dati Istat pubblicati a gennaio 2020. E il 12 febbraio, presso la Casa del Freddo, a Roma, si è svolta la presentazione contemporanea dei due libri di Gotor e De Masi. Al dibattito erano presenti Riccardo Bianchi, esperto di marketing e Piero Latino, responsabile del lavoro di Art.1.

    Da questo incontro sul lavoro oggi, con uno sguardo sul futuro, è emerso soprattutto che occorre attrezzarsi e spiare il futuro con uno sguardo realistico, che non si faccia latore di facili scorciatoie ed allo stesso tempo non si avviluppi in una deriva nichilista. Occorre innanzitutto studiare e conoscere.

    Il testo del prof. De Masi, in tal senso, offre una lettura del fenomeno ad ampio spettro, confrontando ideologie, ma evidenziando il percorso della lotta tra capitale e lavoro giungendo a descrivere processi, sviluppi della concentrazione del capitale, i nuovi primati e le gerarchie tra gli stati, gli agglomerati sociali, fino ai singoli individui, e rompe la separazione tra lavoro e non lavoro in una società che si rinnova vorticosamente.

    Dal confronto tra i testi si ricavano diverse considerazioni. Sono ambedue opere di struttura, che rammentano le migliori intuizioni dei Quaderni di Gramsci nei quali la narrazione dà un senso alle innumerevoli informazioni che si ricavano dai libri e dai riferimenti bibliografici.
    Questo li rende spesso coinvolgenti e, in alcuni tratti, di grande forza nell’individuare dei punti di snodo salienti. Per il libro di Gotor penso alla descrizione della figura di Dino Grandi o alle narrazioni accurate sulle strategie eversive in Italia, sul rapporto con il Medio Oriente, Libia, Palestina e Israele, Iran o sulla strage di Bologna che nel testo anticipa le conclusioni rese pubbliche dell’indagine del Tribunale d’assise sui mandanti. Il libro di De Masi, accanto ad un grande affresco sulle ideologie sul mondo del lavoro, lo descrive in riferimento alla società postindustriale, analizzando i fattori del mutamento, le metamorfosi del mercato e le metamorfosi del lavoro.

    In particolare suggerisco la narrazione sulla Silicon Valley e la concentrazione di potere, di denaro e di scienza che rappresenta una comunità elitaria di Wasp, straricca e strapotente, nella quale appare sullo sfondo un’Università e una comunità scientifica o artistica a fare da madre e badante.

    Altro punto di riflessione significativo è sullo spostamento della lotta di classe, che nella fabbrica fordista contrappone lavoratori a padroni, e nella società postindustriale si caratterizza per contrapposizioni sfuggenti e talvolta riunite negli stessi individui: consumatori e produttori, operai e padroni, cittadini che invocano il diritto alla salute e lavoratori in imprese passibili di intenso inquinamento, ed infine il sistema finanziario, che consegna la ricchezza nelle mani di pochissimi a fronte di un’immensa umanità diseredata.

    De Masi ci riporta il pensiero di Warren Buffett: “La lotta di classe esiste e noi l’abbiamo vinta”. Si tratta di una affermazione dirompente perché il miliardario americano ne ha rovesciato il paradigma, mostrando il volto cruento, arrogante e oltraggioso del capitalismo liberista.