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FRANCO MIMMI

  • NO, LA NATURA NON E' MAI STATA NOSTRA AMICA

    data: 07/11/2021 13:03

    Concordo ovviamente con chi cerca di preservare la salute del pianeta, visto che è il posto in cui viviamo, ma vorrei ricordare che nel corso dei millenni la battaglia dell’uomo per la sopravvivenza, e il miglioramento delle sue condizioni di vita, è stata soprattutto una lotta contro la natura: terremoti, inondazioni, eruzioni vulcaniche, asteroidi vagabondi, pesti subdole e mortifere… È bene difenderci da noi stessi, ma possibilmente senza trasformare questa difesa in una operazione di propaganda personale e senza confondere: la Natura, signori, non è e non è mai stata nostra amica.
     

  • IL VIRUS CI HA RESI
    MIGLIORI? NO, ANZI...

    data: 15/10/2021 14:07

    Quando arrivò questa nuova peste ci fu chi la salutò come una prova dalla quale saremmo usciti più buoni, più bravi e più intelligenti. Non si capiva bene da dove questi profeti traessero gli elementi per tanto ottimismo, visto che nella storia i precedenti non mancano – come l’influenza asiatica del 1957, che uccise un milione di persone; come l’influenza spagnola (che poi spagnola non era) che all’inizio del secolo scorso uccise 50 milioni di persone; come il vaiolo che per secoli fece strage in tutto il mondo compreso quello Nuovo, portato dai conquistadores; come la peste nera, che visitò in modo ricorrente il pianeta e nel secolo XIV ridusse la popolazione europea da 80 a 30 milioni di persone; come la peste che travolse Atene nel quarto secolo prima di Cristo e si portò via anche Pericle – e mai una volta il genere umano ne trasse qualche utile insegnamento morale e intellettuale.
    Coerentemente, il Covid-19 ci ha trovato stupidi e cattivi e così ci ha lasciati, con l’homo faber pieno di spocchia per tutti i progressi scientifici e tecnologici degli ultimi decenni e con l’homo sapiens ancora di là da venire. Le uniche leggi che valgono sempre e ovunque sono quelle fondamentali della stupidità umana enunciate anni fa da Carlo M. Cipolla, lo storico dell’economia che affermava: “Credo fermamente che la stupidità sia una prerogativa indiscriminata di ogni e qualsiasi gruppo umano e che tale prerogativa sia uniformemente distribuita secondo una proporzione costante.”
    Questo significa, evidentemente, che sono compresi nel calcolo anche i politici, non importa se di destra, di centro o di sinistra, ma senza dimenticare che se stanno dove stanno è perché qualcuno – noi – li ha votati.
    Molti sociologi sostengono che è cambiato il modo di valutare le persone che scegliamo per governarci: se una volta volevamo che a rappresentarci fosse qualcuno migliore di noi, oggi ci piace di più che a comandare sia qualcuno con il quale possiamo sentirci identificati. La valutazione del candidato si appoggia meno sui fatti che sulle emozioni, il che elimina la faticosa necessità di pensare e lascia campo libero alle opinioni sostenute per fede, che pretendono di avere tutte lo stesso peso. Il principio dell’uguaglianza dei cittadini secondo la legge si è contorto fino a un “liberi tutti” che ha portato la società, dice lo scrittore spagnolo Javier Marías, a “una tontificazione generale e crescente”.
    In conclusione. Non c’era motivo perché la gente, sotto la pressione di quest’ultima peste, diventasse più buona, più brava e più intelligente, ma tutto il contrario: per il timore eccessivo di alcuni o per la negazione della minaccia da parte di altri, che la attribuiscono, anziché a un virus, a strampalate teorie cospiratorie peraltro superflue, visto che le società sono sempre state controllate da oligarchie più o meno concordi. Teorie impulsate dalla tontificazione di cui sopra, quando non, come affermato dal sacerdote direttore della emittente cattolica Radio Maria, dallo stesso Satana.