SQUILIBRI

Le prfoessioni di Febbraio

  • MALE ASSOLUTO, EROI DI UMANITA' E PIETRE D'INCIAMPO

    GIUSEPPE MARCHETTI TRICAMO

    A pochi giorni dal 27 gennaio sono stato invitato da un preside per una chiacchierata con gli studenti di una scuola media. L’occasione? La Giornata della memoria, istituita nel 2000, affinché la reminiscenza di quanto accaduto in un periodo fortemente drammatico della storia del mondo non avvizzisca e non vengano dispersi i ricordi di quegli eventi disumani, orrendi, i più cupi dell’umanità. Sei anni di sofferenze, di distruzioni, di massacri, di deportazioni, di sterminio di quello che è considerato il più grande conflitto armato. Era il 27 gennaio del 1945 quando sono stati abbattuti, dai soldati dell’Armata rossa, i cancelli di Auschwitz, di quel campo di deportazione e di sterminio con il maggior numero di vittime. Un milione e mezzo di uomini e donne “senza capelli e senza nome / senza più forza di ricordare / vuoti gli occhi e freddo il grembo / come una rana d’inverno” (Primo Levi). Oggi, è una ricorrenza che ci aiuta a riflettere e che ci mette in guardia facendoci capire che - ogni volta che una persona viene discriminata o perseguitata a causa della propria identità, colore della pelle, classe sociale, religione o provenienza - quella storia potrebbe ripetersi. Cosa raccontare ai ragazzi? Faccio un giro in città. Ci sono angoli di Roma che suggeriscono episodi da narrare. Il Portico d’Ottavia, Monti, le zone più segnate dalle deportazioni, e poi il Flaminio, Prati, Trionfale… mantengono vivo il ricordo dei loro residenti deportati e assassinati ad Auschwitz, a Birkenau o alle Fosse Ardeatine. I quartieri li ricordano con le “pietre d’inciampo” (sampietrini tipici del lastricato delle strade di Roma ricoperti di ottone lucente) incastonate davanti ai portoni dove quelle persone (ebrei, partigiani, intere famiglie: uomini e donne e bambini) abitavano prima di essere inviate a morire. Davanti a un portone ne ho contate venti. Incisi su di esse nome, cognome, età, data e luogo di deportazione e la data di morte, se nota. È sera tarda. “Tace la città. Bolle la notte, con dieci e una stella. Oh notte stellata, stellata notte!” (Anne Sexton) e quelle “pietre” inserite sui marciapiedi sono stelle lucenti in una notte buia...

    data: 12/02/2022 08:58