POLITICA/STATO

Le prfoessioni di Settembre

  • LA ROTTAMAZIONE DI REPUBBLICA

    PIETRO PETRUCCI
    da InTrasformazione (*)

    Chi ha letto la prima puntata del "Taccuino Ripieno" (*) ricorda forse come quel testo, dedicato al giornale-bastimento Corriere della Sera, si proponesse di rappresentare l’atmosfera a bordo del vecchio piroscafo milanese attraverso le gesta eroicomiche di uno degli ufficiali comandanti della nave, il vice direttore ad personam Aldo Cazzullo. Fedele alla formula dell’intrattenimento semiserio, questa seconda puntata del Taccuino si occupa del quotidiano la Repubblica mettendo sotto osservazione il nuovo corso che vive questo giornale - fondato nel 1976 da Eugenio Scalfari per farne una "nave corsara" della sinistra – da quando è passato in mano alla multinazionale Stellantis e da questa affidato alla direzione di Maurizio Molinari. All’esame del personaggio Molinari il Taccuino associa questa volta il vaglio del ruolo che svolge il giornalista Francesco Merlo, scelto da Molinari come portavoce della casa. * I giornalisti reclutati da Eugenio Scalfari per avviare l’avventura di Repubblica contavano di offrire agli italiani un quotidiano nazionale meno paludato, conformista e filogovernativo di quelli gia esistenti. Sognavano un giornale europeo moderno, che considerasse il mondo non già una palestra per gli esercizi politico-letterari del ‘grande inviato’, che si fa protagonista dei fatti narrati, alla maniera di Montanelli e Oriana Fallaci, bensì un mosaico di realtà da studiare e raccontare alla maniera antieroica del polacco Ryszard Kapuściński, maestro del reportage senza boria né effetti speciali, coadiuvato dalla documentazione e dalle conoscenze linguistiche, mai sprezzante nei confronti di paesi e popoli di cui è ospite. Quando nacque Repubblica un giornalismo così, sprovincializzato e curioso, contava in Italia sporadici esperimenti, tutti collegati a giornali atipici: il Giorno di Italo Pietra, inventato dall’ENI di Enrico Mattei; l’Unità, organo del PCI fondato da Antonio Gramsci; e il quotidiano romano a ciclo continuo (in edicola tre volte al giorno) Paese Sera, foglio “criptocomunista” per antonomasia. Non a caso da queste tre testate proveniva il nerbo del primo equipaggio imbarcato sulla goletta corsara di Scalfari, a bordo della quale non c’erano allora e non ci saranno per qualche decennio né l’attuale direttore Maurizio Molinari, che nel 1976 entrava al ginnasio, né l’editorialista Francesco Merlo che all’epoca usciva dall’università...

    data: 30/09/2022 16:50

  • MUSSOLINI
    E MATTEOTTI:
    LA SCONNESSA
    RICOSTRUZIONE
    DI ALDO CAZZULLO

    NUNZIO DELL'ERBA

    Nel nuovo libro «Mussolini il capobanda. Perché dovremmo vergognarci del fascismo» (Mondadori, Milano 2022, pp. 350) di Aldo Cazzullo c’è un capitolo intitolato «Vittime» e dedicato alla «storia di Giacomo Matteotti, don Giovanni Minzoni, Giovanni Amendola, Antonio Gramsci, Carlo e Nello Rosselli» (p. 117). Per la sua compilazione Cazzullo dice di avere consultato 11 libri, una voce biografica (quella su don Minzoni) e un articolo reperibile nel sito «The Vision» del 19 febbraio 2019 sulla fuga di Filippo Turati (pp. 346-347). Da un’attenta lettura del capitolo si deduce che egli non ha letto per nulla i libri citati: non lo si deduce dall’assenza del nome dell’editore, dell’indicazione della città, dell’anno di pubblicazione oppure delle pagine, peraltro considerate superflue e inutili. Fonte d’ispirazione privilegiata se non unica è Internet, da cui l’autore trae a piene mani la maggior parte delle notizie utili per confezionare un libro disordinato, confuso, farraginoso e zeppo di notizie spesso erronee. Nel ritratto di Giacomo Matteotti (pp. 117-133) si colgono così tante inesattezze da lasciare basito persino uno studente di un corso iniziale di storia. Che senso ha dire di avere tenuto presente «per quanto riguarda la pista affaristica dell’assassinio... il classico “Il delitto Matteotti” di Mauro Canali (il Mulino)» (pp. 346-347), quando dello stesso autore si ha la voce biografica pubblicata nel «Dizionario biografico degli Italiani» (2009, vol. 72, pp. 252-259)? Che senso ha dire di avere «consultato Stefani Caretti “Il delitto Matteotti” (Lacaita editore)» (p. 347), quando del medesimo autore si ha il saggio biografico uscito nel volume collettaneo «I luoghi della memoria» (1997, pp. 187-205) a cura di Mario Isnenghi? Se avesse letto con attenzione i volumi di Canali e di Caretti, Cazzullo non avrebbe commesso diversi strafalcioni storici. A proposito del Congresso provinciale del partito di Rovigo, tenuto il 15 marzo 1914, Cazzullo scrive che esso «lo vince Mussolini: 309 voti contro 198» (p. 119) contro la tesi opposta di Matteotti. Si tratta di una notizia falsa, perché – come scrisse Matteotti in un articolo pubblicato su «La Lotta» del 18 aprile 1914 – «a Rovigo infatti la grande maggioranza ha votato l’ordine del giorno Accardi-Ballotta», mentre - come precisa S. Caretti - egli aveva aderito «alla proposta Pavan perché “più rispondente alle sue convinzioni”» (cfr. l’articolo nell’antologia su G. Matteotti, «Sul riformismo», a cura di S. Caretti, Nistri-Lischi, Pisa 1992, pp. 128-129)...

    data: 24/09/2022 14:46

  • E' ARRIVATO
    IL TELEVISORE
    CHE CI GUARDA,
    CI CONTROLLA
    E POTREBBE
    ANCHE VOTARE
    MA NESSUNO
    DICE NIENTE

    MICHELE MEZZA

    Su Sky Glass niente da chiedere da parte di sindacati e consumatori? Da settimane i 500 canali Sky stanno pompando il lancio del nuovo televisore SkyGlass, Il televisore che ci guarda, ci controlla e potrebbe anche votare. Decine di spot al giorno con una cinguettante Laura Pausini che sollevata dall’incombenza di cantare Bella Ciao, si dedica anima e corpo a promuovere il nuovo apparecchio della tv satellitare. Tutto si può dire del nuovo evento meno che non sia noto. Sky spiega dettagliatamente che il televisore avrà una grande potenze intrusiva nelle nostre case grazie ad una dotazione di intelligenza artificiale in grado di poter selezionare e classificare ogni nostra emozione o movimenti che si compia attorno ad esso. Potrà memorizzare e combinare i dati sulle nostre scelte di visione: tipologia di programmi, durata di utenza, interruzioni, e soddisfazione o meno per lo spettacolo. Inoltre essendo un dispositivo a comando vocale potrà anche interpretare dal tono e timbro delle voci che ascolterà quanti siano davanti alla televisione e quali relazioni hanno fra di loro. Un vero elettrocardiogramma emotivo del nostro tempo libero. Insomma una tv peggio di Alexa che non si farà i fatti suoi. Che ci guarderà con più attenzione e malizia di quanto le riserveremo noi. Ma poi, tutta questa roba che fine farà? Dove andrà a finire la massa di dati che verranno raccolti? In quale server? Attraverso quale cloud? Con quali regole e garanzie? Nonostante lo strombazzamento pubblicitario nessuno al momento ha mostrato di essere interessato a queste domande. Non l’Agcom che dovrebbe valutare l’impatto del nuovo apparecchio sul pluralismo mediatico. Infatti Sky, essendo proprietaria del televisore, di una parte dei programmi e anche dei sistemi di connessione inevitabilmente si propone con un soggetto incumbent, come dicono quelli che sanno, sul mercato. Potrà, avendo esclusivo accesso a dati rilevanti e sensibili del pubblico, ricavare informazione preziosissime per intuire le preferenze e le predisposizioni degli utenti ai diversi format...

    data: 21/09/2022 20:02

  • PAROLE
    E IMMAGINI
    DI UNA CAMPAGNA
    ELETTORALE
    CHE SPOSTA PIU'
    SOLDI CHE VOTI

    GEPPI DE LISO

    Anche se oggi le opinioni politiche sono abbastanza mutevoli, credo che una campagna elettorale sposti molti più soldi che voti, perché le convinzioni politiche non si cambiano per frasi a effetto o immagini o colori, insomma per emozioni. L’adesione a una parte politica si forma nella fase adolescenziale o giovanile e raramente cambia, per studio, per influenza di docenti, o amici, o di una persona stimata. In seguito scegliamo un partito, per le decisioni che prende; ma noi sappiamo solo ciò che ci perviene attraverso la comunicazione che ci viene fatta, e dalle fonti che riteniamo più veritiere, cioè più consone alle nostre idee. Infatti, una volta formate delle convinzioni politiche, si accettano le informazioni coerenti e si respingono quelle contrarie, le dissonanze cognitive. Crediamo di giudicare la realtà attraverso le nostre esperienze; e soprattutto crediamo a ciò che abbiamo visto con i nostri occhi, senza pensare che quelli sono degli obiettivi che proiettano le immagini capovolte nel nostro cervello, il quale è l’unico organo che vede ribaltandole, ecc. Ma da dove conosciamo la realtà se non attraverso le parole e le immagini che accettiamo? «La realtà fisica sembra retrocedere via via che l’attività simbolica dell’uomo avanza» scrive Ernst Cassirer (Saggio sull’uomo, 1944). Ed oggi siamo sommersi da simboli. Umberto Eco afferma che «L’uomo è animale simbolico, ed in questo senso non solo il linguaggio verbale, ma la cultura tutta, i riti...

    data: 05/09/2022 17:06