POLITICA/STATO

Le prfoessioni

  • MUSSOLINI
    E MATTEOTTI:
    LA SCONNESSA
    RICOSTRUZIONE
    DI ALDO CAZZULLO

    NUNZIO DELL'ERBA

    Nel nuovo libro «Mussolini il capobanda. Perché dovremmo vergognarci del fascismo» (Mondadori, Milano 2022, pp. 350) di Aldo Cazzullo c’è un capitolo intitolato «Vittime» e dedicato alla «storia di Giacomo Matteotti, don Giovanni Minzoni, Giovanni Amendola, Antonio Gramsci, Carlo e Nello Rosselli» (p. 117). Per la sua compilazione Cazzullo dice di avere consultato 11 libri, una voce biografica (quella su don Minzoni) e un articolo reperibile nel sito «The Vision» del 19 febbraio 2019 sulla fuga di Filippo Turati (pp. 346-347). Da un’attenta lettura del capitolo si deduce che egli non ha letto per nulla i libri citati: non lo si deduce dall’assenza del nome dell’editore, dell’indicazione della città, dell’anno di pubblicazione oppure delle pagine, peraltro considerate superflue e inutili. Fonte d’ispirazione privilegiata se non unica è Internet, da cui l’autore trae a piene mani la maggior parte delle notizie utili per confezionare un libro disordinato, confuso, farraginoso e zeppo di notizie spesso erronee. Nel ritratto di Giacomo Matteotti (pp. 117-133) si colgono così tante inesattezze da lasciare basito persino uno studente di un corso iniziale di storia. Che senso ha dire di avere tenuto presente «per quanto riguarda la pista affaristica dell’assassinio... il classico “Il delitto Matteotti” di Mauro Canali (il Mulino)» (pp. 346-347), quando dello stesso autore si ha la voce biografica pubblicata nel «Dizionario biografico degli Italiani» (2009, vol. 72, pp. 252-259)? Che senso ha dire di avere «consultato Stefani Caretti “Il delitto Matteotti” (Lacaita editore)» (p. 347), quando del medesimo autore si ha il saggio biografico uscito nel volume collettaneo «I luoghi della memoria» (1997, pp. 187-205) a cura di Mario Isnenghi? Se avesse letto con attenzione i volumi di Canali e di Caretti, Cazzullo non avrebbe commesso diversi strafalcioni storici. A proposito del Congresso provinciale del partito di Rovigo, tenuto il 15 marzo 1914, Cazzullo scrive che esso «lo vince Mussolini: 309 voti contro 198» (p. 119) contro la tesi opposta di Matteotti. Si tratta di una notizia falsa, perché – come scrisse Matteotti in un articolo pubblicato su «La Lotta» del 18 aprile 1914 – «a Rovigo infatti la grande maggioranza ha votato l’ordine del giorno Accardi-Ballotta», mentre - come precisa S. Caretti - egli aveva aderito «alla proposta Pavan perché “più rispondente alle sue convinzioni”» (cfr. l’articolo nell’antologia su G. Matteotti, «Sul riformismo», a cura di S. Caretti, Nistri-Lischi, Pisa 1992, pp. 128-129)...

    data: 24/09/2022 14:46

  • E' ARRIVATO
    IL TELEVISORE
    CHE CI GUARDA,
    CI CONTROLLA
    E POTREBBE
    ANCHE VOTARE
    MA NESSUNO
    DICE NIENTE

    MICHELE MEZZA

    Su Sky Glass niente da chiedere da parte di sindacati e consumatori? Da settimane i 500 canali Sky stanno pompando il lancio del nuovo televisore SkyGlass, Il televisore che ci guarda, ci controlla e potrebbe anche votare. Decine di spot al giorno con una cinguettante Laura Pausini che sollevata dall’incombenza di cantare Bella Ciao, si dedica anima e corpo a promuovere il nuovo apparecchio della tv satellitare. Tutto si può dire del nuovo evento meno che non sia noto. Sky spiega dettagliatamente che il televisore avrà una grande potenze intrusiva nelle nostre case grazie ad una dotazione di intelligenza artificiale in grado di poter selezionare e classificare ogni nostra emozione o movimenti che si compia attorno ad esso. Potrà memorizzare e combinare i dati sulle nostre scelte di visione: tipologia di programmi, durata di utenza, interruzioni, e soddisfazione o meno per lo spettacolo. Inoltre essendo un dispositivo a comando vocale potrà anche interpretare dal tono e timbro delle voci che ascolterà quanti siano davanti alla televisione e quali relazioni hanno fra di loro. Un vero elettrocardiogramma emotivo del nostro tempo libero. Insomma una tv peggio di Alexa che non si farà i fatti suoi. Che ci guarderà con più attenzione e malizia di quanto le riserveremo noi. Ma poi, tutta questa roba che fine farà? Dove andrà a finire la massa di dati che verranno raccolti? In quale server? Attraverso quale cloud? Con quali regole e garanzie? Nonostante lo strombazzamento pubblicitario nessuno al momento ha mostrato di essere interessato a queste domande. Non l’Agcom che dovrebbe valutare l’impatto del nuovo apparecchio sul pluralismo mediatico. Infatti Sky, essendo proprietaria del televisore, di una parte dei programmi e anche dei sistemi di connessione inevitabilmente si propone con un soggetto incumbent, come dicono quelli che sanno, sul mercato. Potrà, avendo esclusivo accesso a dati rilevanti e sensibili del pubblico, ricavare informazione preziosissime per intuire le preferenze e le predisposizioni degli utenti ai diversi format...

    data: 21/09/2022 20:02

  • PAROLE
    E IMMAGINI
    DI UNA CAMPAGNA
    ELETTORALE
    CHE SPOSTA PIU'
    SOLDI CHE VOTI

    GEPPI DE LISO

    Anche se oggi le opinioni politiche sono abbastanza mutevoli, credo che una campagna elettorale sposti molti più soldi che voti, perché le convinzioni politiche non si cambiano per frasi a effetto o immagini o colori, insomma per emozioni. L’adesione a una parte politica si forma nella fase adolescenziale o giovanile e raramente cambia, per studio, per influenza di docenti, o amici, o di una persona stimata. In seguito scegliamo un partito, per le decisioni che prende; ma noi sappiamo solo ciò che ci perviene attraverso la comunicazione che ci viene fatta, e dalle fonti che riteniamo più veritiere, cioè più consone alle nostre idee. Infatti, una volta formate delle convinzioni politiche, si accettano le informazioni coerenti e si respingono quelle contrarie, le dissonanze cognitive. Crediamo di giudicare la realtà attraverso le nostre esperienze; e soprattutto crediamo a ciò che abbiamo visto con i nostri occhi, senza pensare che quelli sono degli obiettivi che proiettano le immagini capovolte nel nostro cervello, il quale è l’unico organo che vede ribaltandole, ecc. Ma da dove conosciamo la realtà se non attraverso le parole e le immagini che accettiamo? «La realtà fisica sembra retrocedere via via che l’attività simbolica dell’uomo avanza» scrive Ernst Cassirer (Saggio sull’uomo, 1944). Ed oggi siamo sommersi da simboli. Umberto Eco afferma che «L’uomo è animale simbolico, ed in questo senso non solo il linguaggio verbale, ma la cultura tutta, i riti...

    data: 05/09/2022 17:06

  • I SONDAGGI
    DICONO MELONI?
    MA I CONSENSI
    SONO ALEATORII
    E IMPREVEDIBILI

    Beppe Lopez intervistato da Stornaiolo (24) Caro Maestro, oggi solo una domanda, ma bella piena piena come una cozza... ripiena. Hanno chiesto agli italiani un giudizio su Draghi ed in maggioranza hanno risposto: “ottimo”; poi, agli stessi, hanno chiesto chi voteranno il 25 settembre e quelli, sempre in maggioranza, hanno risposto: “la Meloni” che, a ben vedere, è stata l’unica a rimanere all’opposizione durante il Governo Draghi. Com'è possibile tutto ciò? Come fanno a piacere contemporaneamente due opposti? È solo un problema di chiacchiere e distintivo? Attendo con speme una bella rispostina precisa precisa. Prima di risponderti, vado a vedere gli ultimissimi sondaggi… Ce n’è uno o forse due per i quali il miglior premier non sarebbe né Draghi né Meloni, ma l’ottantacinquenne Berlusconi… Ce n’è poi uno per cui la maggioranza degli italiani vorrebbe eleggere direttamente il capo dello Stato e un altro per cui va bene invece l’attuale sistema di pesi e contrappesi centrato sul potere parlamentare... Ce n’è uno per cui Fratelli d’Italia rafforza la propria posizione di potenziale primo partito, accentuando la distanza dal secondo partito, il Pd, e un altro per cui il Pd supera, anche se per un soffio, Fratelli d’Italia… Il tuo sconcerto, poi, sulla contraddizione fra “ottimo Draghi” e “ottimo Meloni” assomiglia a quello di illustri opinionisti che hanno rilevato la stessa contraddizione da parte della platea del meeting di Rimini, peraltro dimenticando che quella platea e quelle manifestazioni di giubilo non provenivano dal “popolo italiano” ma da “popolo di Comunione e liberazione”. Due entità, grazie al cielo, decisamente diverse. Che vuol dire? Che non dobbiamo dar retta ai sondaggi? Potremmo parlare a lungo dei limiti dei sondaggi, in particolare in una fase politica assai particolare, come quella che vive l’Italia, dove il consenso a partiti e movimenti ha una sua forte peculiarità proprio nell’estrema aleatorietà e friabilità. In tutta evidenza, poi, i sondaggi sono il frutto anche degli interessi del committente, dell’impostazione delle domande, dall’estensione e della qualità della porzione di “popolo” intervistato e in generale delle loro caratteristiche strutturali. Una cosa è rispondere a una domanda, una settimana o un mese prima delle elezioni e tutta un’altra cosa votare concretamente nel chiuso della cabina elettorale...

    data: 29/08/2022 17:36

  • ASTENSIONISTI:
    NON VOTANO
    (IL MENO PEGGIO)
    AVVANTAGGIANDO
    COSI' IL PEGGIO
    DEL PEGGIO

    BEPPE LOPEZ INTERVISTATO DA STORNAIOLO (dialogo 23) I sondaggi di questi giorni presentano numeri alterni, ma su un dato tutti gli istituti sono d’accordo: alle prossime elezioni politiche il primo partito sarà quello dell’astensionismo. Ecco, Maestro, parliamo degli astensionisti. Come nascono, come si diventa tali?​ Ci sono innanzitutto quelli costretti ad astenersi, perché malati e comunque fisicamente impossibilitati, per una qualche ragione, a recarsi al seggio. Un dato fisiologico. Quelli che ci interessano sono, sommariamente, di tre tipi: i cittadini ideologicamente contrari alla delega e alla democrazia rappresentativa (profilo anarchici/anarcoidi); i rassegnati all'inutilità del proprio voto (profilo figli della crisi delle ideologie e della scomparsa dei partiti); i non-votanti di protesta (profilo "so' tutti uguali"). In realtà, la responsabilità primaria del fenomeno va ascritta alla classe politica, agli eletti che via via, dopo aver acquisito i consensi elettorali, si sono occupati sostanzialmente solo di conquista e gestione del potere e della conservazione dei propri privilegi. Così, in quarantasei anni, l'astensionismo è inarrestabilmente cresciuto dal 6,51% del 1976. "Se si dovesse ripresentare a settembre 2022 il boom di astensioni delle Comunali 2021 (45%)" - si rileva da una ricerca dell'Università di Bologna - il prossimo dato nazionale sfonderà di molto la soglia del 30%, 5 volte il minimo storico degli anni ’70". In effetti la percentuale di elettori che non esercitano concretamente il diritto/dovere del voto tende a confermarsi, sempre più spesso, attorno a quota 50. Una vera tragedia. A guardare la nostra Repubblica e la nostra democrazia da questo angolo visuale, c'è da disperarsi. La questione, resa assai complessa dalle conseguenze di decenni di ritardi nell'affrontarla, è talmente delegittimante che i partiti preferiscono ignorarla...

    data: 22/08/2022 13:09

  • GLI IGNORANTI E GLI "IMBECILLI" DI ECO HANNO PIENO DIRITTO DI CITTADINANZA IN DEMOCRAZIA

    Beppe Lopez intervistato da Stornaiolo (dialogo 22) Maestro, per una volta, distolga lo sguardo dalla politica (ormai con la p minuscola) e lo volga alla Comunità che la circonda. La considerazione su cui la sfotto è la seguente: stiamo sempre a parlar male dei politici e poi, a ben vedere, la maggior parte di noi quasi sempre è come loro o anche peggio. Meh, come la mettiamo? Per prima cosa, io lascerei perdere la lettera maiuscola quando si parla di cose come la politica e la cultura. Ho avuto la fortuna di far parte di una generazione di italiani che storcevano e storcono il muso a sentir qualcuno parlare o scrivere di Politica e di Cultura - con le maiuscole - evocando, evidentemente, una loro forma alta, paludata, ampollosa, maestosa, riservata a pochi eletti e/o illuminati, inarrivabile, se non imperscrutabile da parte dei comuni mortali, che comprenderebbero e che comunque si dovrebbero interessare solo di questioni di bassa lega. Parlerei invece al plurale di politiche, come in molti ormai usano fare con le culture. Alto e basso stanno insieme, in natura. Vanno distinti ma non separati e tanto meno contrapposti. Le separazioni e contrapposizioni in materia sono nostre pure astrazioni mentali, usate da sempre per manipolazioni e inganni.Vero, ammetto la colpa. Per seconda cosa? Non credo che la maggior parte degli italiani sia come loro, i politici, o anche peggio. Del resto, non sono d'accordo nemmeno con l'analoga affermazione - più volte ripetuta nei decenni perlopiù dai diretti interessati (i politici) e dalle loro variegate e vettovagliate truppe di appoggio - che gli italiani hanno quello che si meritano per la semplice ragione che sono loro a eleggerli. Come sanno anche i sassi, da tempo la nostra classe politica si è emancipata dal dovere di dar conto del proprio operato, non solo in generale, se si può dire, con l'abuso di posizione dominante, controllando centri di spesa, centri di clientelismo, centri di occupazione e centri di informazione, ma anche con specifiche norme elettorali: la prevalenza della logica maggioritaria, le liste bloccate, l'abolizione delle preferenze, ecc. Non a caso l'astensionismo da tempo ha superato il 50% dell'elettorato. Quindi, venite a dirmi che gli italiani hanno i politici che si meritano solo quando il loro voto - per il livello di libertà e di consapevolezza concretamente praticabile, per l'arco di scelte effettivamente a loro disposizione e per il tipo di conteggio delle schede elettorali ai fini della individuazione dell'eletto - varrà sul serio nella formazione della classe politica e istituzionale. Per quello che riguarda il presunto fatto che "la maggior parte di noi quasi sempre è come loro o anche peggio" mi pare oggettivamente indimostrabile...

    data: 17/08/2022 17:18

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