POLITICA/STATO

Le prfoessioni

  • OMOSESSUALITA’
    E DIRITTI DAL ’68
    AD OGGI,
    FRA EQUIVOCI E RADICALIZZAZIONI

    Beppe Lopez intervistato da Stornaiolo Maestro, in città c’è qualcosa che non va. Un mesetto fa si è svolto il Bari Pride in un clima di felicità, gioia e rispetto e dopo manco un giorno, in un parco cittadino, c’è stata un’aggressione omofoba che ha amareggiato tante e tanti perché proprio non ci voleva. Ma quando capiremo che la diversità è una ricchezza? La diversità è ricchezza, in tutti i campi. In particolare per la libertà di comportamento e le scelte di vita di tutti i singoli individui… Cosa c’è di strano/ Da guardare tanto/ Forse perché noi non siamo/ Vestiti bene/ Pettinati come voi/ Beh, se non vi piace/ Così come siamo/ Non vi resta che voltarvi/ Dall’altra parte/ E non far caso a noi/ Ognuno è libero/ Di fare quello che gli va/ Ognuno è libero/ Di fare quello che gli va/ Tanto più che noi/ Non cerchiam nessuno/ Non ci siamo mai sognati/ Di convincere gli altri/ A vivere come noi… Così cantava Luigi Tenco, nel 1966, prima del pieno avvento del Sessantotto, auspicando il superamento dell’autoritarismo allora diffuso e profondo in tutte le pieghe di quell’Italia. Poi, effettivamente, esso fu effettivamente e radicalmente ridimensionato, se non sradicato nei rapporti personali e nel costume. Altro che “vestiti bene, pettinati come voi”! La rivendicazione del libero amore, che per i reazionari era rilassatezza e degrado dei costumi, evocando orge di tutti i tipi, si basava sul semplice principio che lo Stato non doveva entrare in camera da letto e che i sentimenti dovevano essere liberi e non condizionati da regole e rigide costrizioni. Il fatto che oggi un dato come questo sembra scontato e quasi banale...

    data: 04/08/2022 18:04

  • CONTE, SALVINI
    E BERLUSCONI,
    I TRE CAVALIERI
    DELL’APOCALISSE.
    E NON È FINITA!

    Beppe Lopez intervistato da Stornaiolo (ilikepuglia.it) Maestro, tanto tuonò che piovve! Lampi, fulmini e saette sulla politica italiana. Una considerazione come questa, in un momento complicato come quello che attraversiamo, mi fa scattare istintivamente la postura del pompiere. E cioè: vabbè, hai ragione, la situazione è drammatica, ma nel tempo ci è successo anche di peggio, non drammatizziamo, forse non si può dire che c’è sempre il mezzo bicchiere pieno, forse… ma manteniamo comunque la calma e ragioniamo… Cos’è questo? Il frutto dei peli che crescono sullo stomaco di uno che osserva, analizza e commenta professionalmente la politica italiana da oltre mezzo secolo? Pur escludendo che tu voglia attribuire, nel mio caso, all’espressione “peli sullo stomaco” un significato che evoca un presunto, inadeguato livello di coscienza e di moralità, tengo a precisare Primo, che non ho mai fatto e non faccio “professionalmente” mai niente nella vita, non nel senso che non cerco di farlo con il massimo di competenza e serietà, ma nel senso che non lo faccio con la ossessiva continuità necessaria per la crescita del pelo, preferendo per curiosità (e per completezza di conoscenza e di capacità di descrizione della complessità) passare continuamente da un registro all’altro di approccio alla realtà… Secondo, che mi ostino a fare il giornalista e, per la politica interna italiana, il cronista e l’osservatore, cercando di evitare le pretese dell’analista e comunque rinunciando alla visibilità oggi massima (e distorsiva) del commentatore/opinionista che ha quasi totalmente annullato la tradizionale funzione del giornalista, di cui pure si avrebbe molto bisogno in un’epoca pervasivamente mediatica come l’attuale…Terzo - e qui cominciamo ad avvicinarci alla sostanza della questione che tu proponi con la tua iniziale considerazione - la politica italiana, così come ci è consentito di conoscerla...

    data: 27/07/2022 19:38

  • LA LEZIONE
    DI SCALFARI,
    LE SUE IMPRESE
    MERAVIGLIOSE,
    LE SUE
    STRAORDINARIE
    VIRTU’ E PURE
    I SUOI DIFETTI

    Beppe Lopez intervistato da Stornaiolo IL DIALOGO DEL LUNEDI’ -18 Caro Maestro, politicamente parlando, nel bel mezzo di una gelida estate, a darci la pelle d’oca non è stata tanto l’ennesima crisi della sventurata politica italiana, quanto piuttosto la scomparsa di un monstre del giornalismo italiano: Eugenio Scalfari. Un grande italiano, un protagonista assoluto della storia nazionale dal dopoguerra (almeno dalla fondazione dell’Espresso, nel 1955) al terzo millennio, il più grande giornalista italiano in assoluto. Altro che dopo Montanelli o come Montanelli. A parte le collocazioni politiche (nel caso di Montanelli reazionarie) e la netta differenza di approccio socio-culturale alle questioni sociali (nel caso di Scalfari ben più complesso e moderno), l’uomo di origini calabresi nato a Civitavecchia, figlio di un croupier – e i cui primi lavori sono stati appunto il croupier e il bancario – è diventato negli anni un gigante. Non credo che esista al mondo qualcosa che si avvicini alla sua impresa maggiore: fondare, inventare da zero un nuovo quotidiano nazionale nel 1976 e arrivare undici anni dopo al sorpasso del più venduto e autorevole quotidiano del Paese, il Corriere della Sera, fondato ben un secolo prima, vendendo in media 538.263 mila copie al giorno (e raggiungendo in seguito, con alcuni inserti e allegati particolarmente indovinati, quota 800 mila e punte di 920 mila). Quasi un miracolo. A maggio ragione se si tiene conto che in Italia l’abitudine di comprare e leggere un quotidiano risultava da sempre tra le più basse del mondo civile. Consentendo e imponendo, poi, a tutti i quotidiani e i giornalisti italiani, ma si può dire a tutto il sistema dell’informazione italiana un potente processo di modernizzazione, perlomeno di format e organizzativo......

    data: 20/07/2022 17:33

  • LO STREGA
    DI DESIATI,
    I PUGLIESI
    E LA NETTA
    DIFFERENZA
    FRA ROMANZI
    DI GENERE
    E NARRATIVA
    LETTERARIA

    BEPPE LOPEZ INTERVISTATO DA STORNAIOLO Allora, che mi dici di Mario Desiati? Un pugliese premio Strega è un riconoscimento, oltre che per lo scrittore locorotondese-martinese, anche per il crescente protagonismo dei nostri narratori di successo: Gianrico Carofiglio, Nicola Lagioia, Giancarlo De Cataldo, Gabriella Genisi… O no? Ti dico subito che mi è piaciuta molto la sua prima dichiarazione, da vincitore del più importante premio letterario italiano, dominato e deciso, come la gran parte dei premi e delle rassegne letterarie "più prestigiose", dalle case editrici più importanti e in particolare dal gruppo editoriale italiano più potente, vale a dire la Mondadori… Gruppo al quale appartenevano cinque dei sette finalisti dello Strega, compreso il libro di Desiati Spatriati. Ma dimmi cosa ti è piaciuto della sua prima dichiarazione. Mi è piaciuto che lui, appena ricevuto il premio e nonostante il suo look modernista, abbia ribadito con le parole - dopo i fatti, cioè i suoi libri - di fare riferimento agli scrittori del Novecento. Che lo abbia fatto citando in particolare tre scrittrici pugliesi: Mariateresa Di Lascia, Maria Marcone e Rina Durante...

    data: 14/07/2022 19:26

  • IL GRILLISMO
    È STATO DUNQUE
    L’ENNESIMO
    TRADIMENTO
    DEL VOTO
    DEGLI ITALIANI?

    Beppe Lopez intervistato da Antonio Stornaiolo - 15 IL DIALOGO DEL LUNEDI’ Maestro, manco il tempo di girare lo sguardo verso il mare, che nella politica italiana è successo di tutto. Ha sentito della divisione dei Cinque Stelle? Conte resta e Di Maio se ne va. È rimasto male alla notizia? Mi pare che lei abbia sempre avuto un debole per questi ragazzi che volevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno… Non scherziamo, Stornaiolo. In realtà ho cercato sempre di mantenere verso di loro – come bisognerebbe fare verso tutti e tutto, sempre – un’attenzione critica, scevra da ogni pregiudizio, favorevole o sfavorevole. Sin dalla nascita del Movimento, non ho mai condiviso certi entusiasmi acritici nei confronti dei grillini, né la puzza sotto il naso con la quale gran parte degli opinionisti nazionali ne hanno accompagnato gli errori e le ingenuità. Lei non ricorda, ma io mi rifiutai di andare sul palco del Vaffanculo-Day del 25 aprile del 2008 a Torino. Grillo aveva fatto tutta la sua campagna per l’abolizione del finanziamento pubblico ai giornali (e dell’Ordine dei giornalisti) usando il mio libro/dossier La casta dei giornali (Stampa Alternativa), che per questo ebbe una diffusione clamorosa. E mi aveva invitato a Torino. Ma io gli avevo detto di no, motivandolo con un articolo sul Manifesto: lui condivideva la mia analisi del fenomeno, ma io non condividevo la sua idea di fare terra bruciata di tutto (giornali e ordine dei giornalisti) dalla mattina alla sera. Insomma, lui voleva fare la rivoluzione – che, come sempre, finisce come sta finendo la vicenda grillina - e io ero, come sono, un convinto riformista. Ancora nel 2013, lui firmava la presentazione del mio libro INDECENTI! Dizionario degli orrori della vita pubblica in Italia (Stampa Alternativa) e la casa editrice Adagio del suo socio Gianroberto Casaleggio mi pubblicava l’ebook ANTOLOGIA DEL VENTENNIO (1992-2012). Il teatrino mediatico italiano. Insomma, loro aderivano a quello che io scrivevo e io non sono mai andato ad una loro manifestazione, non ho mai partecipato ad alcuna riunione, non mi sono mai candidato a niente...

    data: 03/07/2022 18:48

  • ECCO CHE TORNA
    LA POLITICA
    ITALIANA,
    FRA EMERGENZE,
    RITARDI
    E PERSONALISMI

    Beppe Lopez intervistato da Antonio Stornaiolo IL DIALOGO DEL LUNEDI’ Nel bene o nel male, caro il mio mentore, si finisce sempre a parlare di Politica. Comincerei, se non ti sfastidia, con la querelle del salario minimo europeo. What do you think about it? Si temeva che la crisi da Covid e ora la crisi da guerra russa contro l’Ucraina avrebbero accentuato – a livello globale e a livello di ogni singola economia e nazione - le disuguaglianze sociali, settoriali e territoriali. In realtà, per alcuni paesi come l’Italia, si è trattato e si tratta dell’accelerazione di un fenomeno preesistente. Non a caso, proprio una decina di giorni fa l’Ocse ci ha fatto sapere che negli ultimi trent'anni l'Italia è stato l’unico paese in cui i salari annuali medi sono diminuiti, precisamente del 2,9%. Ti rendi conto? In trent’anni non solo non sono cresciuti, per adeguarsi almeno al costo della vita, ma addirittura sono diminuiti. Passano pochi giorni, ed ecco la notizia dell’accordo fra governi e parlamento europeo per l’introduzione del salario minimo garantito in tutta la Ue, con questa postilla informativa: l’smg esiste già in 21 paesi dell’Ue e la sua entità va dai 332 euro della Bulgaria ai 2.256 euro del Lussemburgo. L’Italia naturalmente fa parte dei sei paesi dove il smg non c’è, insieme ad Austria, Svezia, Danimarca, Finlandia e Cipro. E proprio mentre parliamo, la Germania ne ha deciso l’aumento, da 9,82 a 10,45 euro l’ora il primo di luglio, e da 10,45 euro a 12 euro a partire dal primo ottobre. E l’Italia sta a guardare… Come te lo spieghi? Proprio l’Italia che aveva la fama di un paese molto sindacalizzato, con una sinistra di lotta e di governo… Quella fama non era usurpata. Tra gli anni Sessanta e Settanta era all’avanguardia per quello che riguarda l’ascesa sociale e i diritti dei lavoratori. Basti ricordare solo l’avanzato Statuto dei Lavoratori del 1970. Ma tutto questo si riferisce a un’Italia praticamente scomparsa alla fine degli anni Settanta. Per me lo spartiacque della storia nazionale, lo sai, è la fine della fase di democratizzazione/modernizzazione brutalmente imposta al paese con l’assassinio di Moro e la cancellazione della costruzione di una democrazia compiuta avviata da Moro e Berlinguer. ...

    data: 14/06/2022 18:14

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