COSTUME

Le prfoessioni

  • IL "LESSICO FAMILIARE"
    DEL QUARTIERE LIBERTA'

    GINO DATO
    (La Gazzetta del Mezzogiorno)

    LA TRILOGIA DI BEPPE LOPEZ (CAPATOSTA, LA SCORDANZA E CAPIBRANCO) RACCONTA UN SECOLO DI VITA ITALIANA Il quartiere Libertà il teatro d’origine di molti suoi personaggi. Uno spazio contraddittorio in cui l’istanza all’emancipazione e al progresso convive con la tentazione dell’involuzione, della regressione… “Proprio per questo la Trilogia si propone come racconto di un secolo di vita nazionale, ambientato sì in un quartiere popolare di Bari, ma questo quartiere risulta alla fine un simbolico luogo dell’umanità, ieri come oggi. Quella contraddizione è propria dell’uomo, ricco o povero, ignorante o dotto, sempre e ovunque. “Ieri come oggi” anche al quartiere Libertà? “Ai tempi di Capatosta, quando il motore della vita sociale erano l’apertura di bocca, l’apertura di conno e l’apertura dei negozi, quella contraddizione era vissuta senza filtri, anche inconsapevolmente. Il Libertà era una specie di terra di nessuno sospesa fra campagna e città, i suoi abitanti agivano quasi senza alcuna coscienza di sé, di certo senza alcuna consapevolezza culturale o politica. In una qualche maniera quella situazione oggi si ripropone con il massiccio insediamento immigratorio, sospeso anch’esso fra degrado e integrazione”. Cosa succede poi, ai tempi della Scordanza? “Quando si passa dal plebeo al piccolo borghese e all’intellettuale, quella contraddizione è vissuta con maggiore c consapevolezza e complessità, intrecciandosi con la cultura e la politica. La vita quotidiana si lega, anche drammaticamente, alla vita pubblica, alla storia. Nella Scordanza una tragedia personale si intreccia così, con l’assassinio di Moro, al dramma nazionale della fine del processo di democratizzazione e modernizzazione avviato dal Sessantotto”. Dai capatosta ai Capibranco, attraverso l’oblio della scordanza. E’ la dichiarazione della sconfitta di una generazione, della fine di un sogno? “Nel terzo volume della Trilogia i protagonisti, tutti del quartiere Libertà, lucrano o al contrario soffrono a causa di una comunità precipitata in un apparente ed effimero benessere ma in realtà impoverita sul piano culturale, morale ed etico...

    data: 06/04/2022 19:09

  • MALAGIUSTIZIA
    E INFORMAZIONE
    Ma alla fine ci sarà
    un giudice a Potenza?

    ALBERTO FERRIGOLO
    (professionereporter.eu)

    Ventitré anni d’attesa. Per una causa e un ricorso contro un licenziamento ritenuto immotivato. La discussione viene rimandata: dodici rinvii negli ultimi otto anni. Lentezza della giustizia? Sovraccarico di lavoro? Accade al Tribunale Potenza. E a soffrirne è il giornalista Beppe Lopez, che all’epoca del brusco e repentino congedo da direttore de La Nuova Basilicata, aveva poco più di cinquant’anni e ora ne ha 75. Meglio, le cause sono due: una con l’azienda editoriale, Alice Idea Multimediale Srl, per illegittimo licenziamento, l’altra contro l’editore Donato Macchia, piccolo imprenditore di Potenza, che al tempo s’occupava di alberghi, tappi per le bottiglie d’acqua minerale, una piccola tv locale, un ristorante, una stazione di servizio, e si era impegnato – a titolo personale – a garantire il contratto per tre anni. BASSA PERCENTUALE Giornalista noto per aver fatto parte nel ’76 del primo nucleo fondativo de la Repubblica, scritto saggi e libri, tra cui il pamphlet “La Casta dei giornali” (Stampa Alternativa, 2007), nel 1979 Lopez lascia il giornale di Scalfari e fonda e dirige il Quotidiano di Lecce, fino a fine ‘81. Dirigerà in seguito, per dieci anni, anche la Quotidiani Associati dall’89 al ‘97, agenzia che fornisce servizi nazionali già confezionati ai quotidiani locali. Nel 1998 lascia Roma, chiamato da Macchia per aprire la prima iniziativa editoriale della Basilicata, là dove insiste invece l’unico giornale distribuito, La Gazzetta del Mezzogiorno di Bari: “E’ una sfida, in una regione agli ultimi posti in Italia per numero di lettori, dove si registra la più bassa percentuale al mondo: 2,4 copie ogni cento abitanti”, chiosa Lopez. L’ambizione è alta: formato tabloid, foliazione tra le 32 e le 40 pagine, redazioni a Potenza e Matera, corrispondenti in ognuno dei 131 comuni della Basilicata, due uffici a Nord e a Sud della regione, Rionero e Lagonegro. Il direttore si mette subito al lavoro, l’obiettivo è quello di vendere nel primo anno 2.500 copie, 3.500 nel secondo, 4.500 nel terzo. DIECI ANNI DI CONTRATTO Lopez non ha fretta, rassicurato dall’editore stesso, che gli ha personalmente e contrattualmente assicurato tre anni di lavoro, mentre l’azienda, Alice Idea Multimediale Srl, alla scadenza del primo anno, ha addirittura rilanciato l’offerta, con un rinnovo di contratto fino a dieci anni. Ma quelli sono anche i giorni in cui scadono i contratti agevolati previsti dall’accordo ...

    data: 01/04/2022 17:31

  • MA QUESTI
    "CAPIBRANCO"
    SONO DUE
    FRATELLI
    IN CONFLITTO
    O DUE FACIES
    OPPOSTE E
    COMPLEMENTARI?

    CORRADO PETROCELLI

    Estrapoliamo, dalla presentazione complessiva della trilogia Quartiere Libertà di Beppe Lopez (Besa editore), il trattamento critico che il prof. Corrado Petrocelli (filologo, rettore prima dell'università di Nari e oggi dell'università di San Marino) dedica in particolare all'ultimo romanzo di Lopez, "Capibranco" Con "Capibranco" Beppe Lopez dispone la sua strategia autoriale – da sempre, in verità, sorprendente e spiazzante - al confine di differenti codici narrativi, riattraversandoli e contaminandoli problematicamente. Terza stazione di un percorso inventivo che analizza in profondità, lungo un ampio arco temporale, le vicende di un quartiere popolare di Bari assumendolo come sineddoche peculiare e idiosincratica delle contraddizioni e delle mutazioni dinamiche della modernità tout-court, Capibranco potrebbe in larga misura rientrare nella attuale rimodulazione del romanzo storico-sociale. Ma, altrettanto legittimamente, ed anzi con più marcata evidenza, se la si consideri nella sua autonomia, quest’opera si attesta come un romanzo familiare, nel cui perimetro si sommuovono e si intrecciano le esperienze di più generazioni, ciascuna portatrice di una sua visione del mondo, di una sua domanda di conoscenza e di senso (penso, innanzitutto, a Mariuccia, la figlia del protagonista, o meglio di uno dei due protagonisti, còlta alle soglie della sua adolescenza). E però non si può negare che l’asse lungo il quale si svolgono i complicati, contrastivi, antagonistici itinerari dei due fratelli Lagravinese sia quello tipico del romanzo di formazione. Se nei romanzi canonici della modernità lo statuto del personaggio si fondava sulla rappresentazione della sua costitutiva scissione interiore – dai pirandelliani Mattia Pascal e Vitangelo Moscarda allo sveviano Zeno Cosini e al moraviano Michele degli Indifferenti...

    data: 23/03/2022 12:39

  • PUTIN,
    CHE ORRORE!
    CANFORA,
    CHE DELUSIONE!

    Beppe Lopez intervistato da Stornaiolo per IL DIALOGO DELLA DOMENICA (ilikepuglia.it) Vabbè, se sei d’accordo, cominciamo con una rapida “ricostruzione dei fatti”. Secondo te, come si è arrivati all’invasione russa dell’Ucraina? Attacco premeditato o difesa necessaria per evitare “l’allargarsi” delle forze Nato in una zona sensibile per la difesa? “Mi vuoi portare sulla politica estera? Guarda che io non sono uno specialista di tale materia. Anzi non sono specialista di nessuna materia. Sono un giornalista, un direttore, un metteur-en-page di tutto: di politica, sport, economia, cultura…”. E non ne vogliamo parlare? Ti arrendi? Credi di non farcela? Preferisci discettare della contorta progressione di carriera del presidente del movimento 5Stelle, il corregionale Giuseppe Conte o della riforma del catasto o del progressivo avvicinamento del Bari alla serie B? “Non mi arrendo per niente. Volevo preavvertirti che non sono uno specialista di guerra, di politica estera o di geopolitica. Ma che, se vuoi, metto in campo la mia sensibilità ed esperienza di eclettico. Ma sia chiaro: non ritengo questo approccio inadeguato rispetto a quello degli specialisti. Anzi, ritengo che per capire meglio i fenomeni complessi – poiché tutto ciò che riguarda l’uomo e i rapporti fra gli uomini è complesso per definizione – meno specialisti si è e meglio è”. Dunque, andiamo alla ricostruzione dei fatti ucraini… “Come al solito, siamo di fronte al concorso di fattori, un approccio sempre rimosso quando ci si divide per differenze ideologiche, culturali o scientifiche o di interessi personali. Basta guardare i talkshow: la realtà è sempre spaccata in due: bianchi o neri, governativi o anti-governativi, pro o contro, favorevoli o contrari. Per quello che riguarda l’invasione russa, non ci sono solo due possibili motivazioni, cioè la difesa necessaria per evitare “l’allargarsi” delle forze Nato o l’attacco premeditato (peraltro l’una non esclude l’altro). All’invasione hanno concorso anche ciò che è successo negli ultimi tempi in Ucraina, il malessere della minoranza filo-russa e la progressiva evoluzione della cultura e delle abitudini di gran parte del popolo ucraino verso l’occidentalizzazione e la democratizzazione, le ricadute della globalizzazione e della vita in Rete, il “ritiro” degli Usa, la debolezza in genere dell’Occidente, i ritardi nella costruzione di una forte Unione Europea, la mancanza di un esercito europeo, il crescente complesso di inferiorità e l’ormai pesante inferiorità economica della Russia rispetto alla Cina, i temperamenti personali…”...

    data: 20/03/2022 16:14

  • SÌ, I GIORNALI HANNO
    UN FUTURO.
    DI CERTO
    QUELLI LOCALI.
    MA BISOGNA VOLERLI
    E SAPERLI FARE

    Beppe Lopez intervistato da Stornaiolo per IL DIALOGO DELLA DOMENICA (ilikepuglia.it) Tu che sei stato tra i fondatori di uno dei più importanti giornali italiani, cosa ne pensi della loro situazione odierna? “Tu sai che sono un barese che vive, da esule, a Roma. Perciò credevo che volessi cominciare questa conversazione parlando dei pugliesi che arrivano ogni giorno sul litorale laziale per fare incetta di ricci di mare e portarli in Puglia, magari contrabbandandoli per pugliesi. L’altro giorno, dalle parti di Nettuno, ne hanno beccato uno proveniente dalla Bat che ne aveva già pescati undicimila”. Non scherzare e… confessa: un quotidiano cartaceo ha ancora senso, sì o no? “Il problema dei giornali è opposto a quello dei ricci, che certamente non sono più come quelli di una volta, quando erano belli, gonfi e rossi. Che bei ricordi: ‘Nderr a la lanz', la Forcatella, San Foca, Place Garibaldi, Parigi…”. E dalli coi ricci! Facciamo i seri… Nel confronto con la modernità il giornale non le prende di brutto rischiando di essere letto solo da pochi anzianotti e da qualche politico autoreferenziale con la voglia di vedersi “in prima pagina”? “Rischiando? Ma i giornali non rischiano niente: sono morti. Anzi, sono morti da sempre, almeno in Italia. Non ne parliamo poi nel Sud! Oggi, al contrario dei ricci, che non sono più come quelli di una volta, con cinque belle strisce polpose, rosse e arancione, ma con cinque striscette slavate. I giornali quotidiani in Italia sono invece come quelli di una volta…”. Slavati? “Sì, slavati. Fanno pure cultura (qualche volta sub-cultura), fanno pure politica (quasi sempre al servizio di ristretti interessi non solo politici ma pure più terra-terra), fanno pure opinione (o meglio, gratuito opinionismo), ma dei lettori, come una volta, se ne fregano bellamente. In Italia non abbiamo mai avuto un vero mercato dell’informazione: pensa solo sino a quando è durato lo stesso monopolio televisivo pubblico e al fatto che, quando questo è morto, si è passati a un’altra anomalia, il duopolio Rai-Berlusconi......

    data: 15/03/2022 15:39

  • TRE ROMANZI
    SU QUEL
    QUARTIERE
    POPOLARE
    SIMBOLO
    DELL'UMANITA'

    MARZIA APICE (Ansa)

    Non è solo un quartiere popolare di Bari ma un vero e proprio "luogo dell'umanità", popolato da persone vere rese emblemi di sogni, speranze e delusioni universali, quello che con grande efficacia narrativa Beppe Lopez costruisce e descrive nelle pagine dei suoi romanzi "Capatosta", "La scordanza" e l'ultimo "Capibranco", ora riuniti nella trilogia chiamata appunto "Quartiere Libertà" e pubblicata da Besa muci. L'autore, nato nel 1947 a Bari (e proprio nel quartiere Libertà), dà al lettore l'occasione di vivere un viaggio sentimentale, che diventa anche culturale e politico, perché ripercorre un secolo di vita nazionale. Al centro delle tre, grandi storie narrate con vivezza da Lopez ci sono quattro generazioni di italiani: uomini e donne - popolani, piccolo borghesi, intellettuali e professionisti - alle prese con momenti di sofferenza e di benessere, di certezze distrutte e poi riconquistate, tutti legati a doppio filo a quel piccolo angolo di mondo barese, dal quale vogliono staccarsi ma a cui poi inevitabilmente ritornano. Il lungo cammino che dal Novecento arriva al nuovo millennio inizia con "Capatosta", libro che catapulta chi legge direttamente negli anni Venti: tra le pagine del romanzo emerge l'indimenticabile ritratto femminile di Iangiuasand', popolana nata sotto una cattiva stella ("non chiamata e meno che meno desiderata"), dal carattere scontroso, fiero e indipendente, immersa nel contesto sospeso di un mondo contadino destinato a sparire per lasciare posto a quello operaio e borghese...

    data: 07/03/2022 17:07

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