Libri

Libri

  • UCRAINA SENZA EBREI
    di Vasilij Grossman

    Vasilij Grossman (Berdičev, 1905 – Mosca, 1964), giornalista corrispondente al seguito dell’Armata Rossa durante la Seconda Guerra Mondiale, scrittore sublime, autore fra gli altri dei capolavori Vita e destino e Stalingrado, ha lasciato testimonianze di guerra di cui il fondamentale Uno scrittore in guerra. Osannato dal regime e poi caduto in disgrazia per le sue posizioni fuori dal coro, subì il sequestro del dattiloscritto Vita e destino che fu poi ritrovato in anni recenti e finalmente pubblicato in Italia da Adelphi. In Ucraina senza ebrei (Adelphi), piccolo ma denso saggio, Grossman ci dà un’ulteriore prova della sua umanità e delle sue doti di analista sociale e di storico. Egli nel settembre del 1943 entrò al seguito dell’Armata Rossa nell’Ucraina orientale liberata, dopo due anni di occupazione nazista. Grossman, di origine ebrea aveva lasciato la madre, medico oculista, nella città natale presto occupata dai nazisti già dal luglio 1941. Ed ella prima di essere da questi trucidata scrisse una straziante lettera all’adorato figlio in cui descriveva la situazione da incubo in cui si trovavano gli ebrei in Ucraina sotto il tallone di ferro nazista. ...

    data: 24/05/2023 23:55

  • IL RAGAZZO DELLE API
    di Piero Gaffuri

    La storia narrata con linguaggio piano propone uno stile di vita alternativo che comporta una immersione nella Natura, seguendo i suoi ritmi e il susseguirsi delle stagioni. Piero Gaffuri (Padova 1956) dirigente Rai, scrittore collaboratore di “Linea d’Ombra” diretta da Goffredo Fofi, ha pubblicato vari romanzi e saggi nei quali trapela il suo amore per il mare. Nella sua ultima fatica Il ragazzo delle api (Castelvecchi), narra una vicenda che potrebbe essere definita come un romanzo di formazione. Attraverso il profondo rapporto stabilito col nonno Pietro, Carlo, il giovane protagonista laureando in Biologia e attratto dalla natura e dal sogno di darsi all’apicoltura, riflette sulla vita e sull’agire in difesa della libertà e dell’ambiente. Pietro, già docente di Storia e Filosofia, ha partecipato giovanissimo alla lotta partigiana perdendo i suoi più cari amici e per la prima volta racconta a Carlo la sua storia. La vicenda è ambientata in un piccolo Centro nell’alta valle dell’Aterno, in Abruzzo. Colpisce il ritmo lento di una vita a misura d’uomo, le passeggiate nel bosco vecchio tra gli imponenti vetusti castagni e le querce, con il fido cane Dutch, ombra inseparabile di Pietro. Quest’ultimo prepara un liquore dalle radici della genziana che egli solo sa dove si trovi nella ...

    data: 12/12/2022 21:39

  • C'ERA UNA CASA A MOSCA
    di Alexandra Litvina e Anna Desnitskaja

    Per un’abitudine ormai inveterata non leggo mai un libro per volta. E quando uno balza in primo piano, ce ne sono almeno uno o due che lo accompagnano. Idealmente potrebbero essere infiniti. La questione delle ciliegie funziona perfettamente anche per i libri. I legami possono essere di vario tipo, a partire dalla curiosità. Così quando sono entrata in possesso di C’era una casa a Mosca (Donzelli 2020) – un acquisto inusuale per certi aspetti, al punto che il libraio non ricordava di che libro si trattasse - ero (e sono ancora) alle prese con un saggio filosofico tanto impegnativo da dover essere centellinato e, per di più, tanto datato da poter passare inosservato, come qualcosa di stantio. Il titolo è L’uomo è antiquato. Considerazioni sull’anima nel tempo della seconda rivoluzione industriale (Bollati Boringhieri 2003). L’autore è Gunther Anders, l’anno della prima edizione il 1956, quello della prima edizione italiana il 1963. Le riflessioni che contiene sono indispensabili per capire come siamo arrivati al punto in cui ci troviamo. Ma non può essere letto in fretta. Va meditato. Per questo entra in scena C’era una casa a Mosca. È un illustrato ed è pensato per essere letto a partire dagli otto anni. Come intermezzo tra una riflessione filosofica e l’altra dovrebbe essere perfetto ...

    data: 18/07/2022 18:52

  • QUATTRO CENTESIMI A RIGA. Morire di giornalismo
    di Luca Lucio

    Quanto vale il lavoro di un giornalista precario? Si può accettare di scrivere un articolo per quattro centesimi a riga, sfidando criminalità e poteri forti fino a sacrificare la propria vita? Sono le domande che mi sono posto quando ho “scoperto” la storia di un collega calabrese che, alla soglia dei 40 anni, ha deciso di farla finita con un’esistenza fatta di mobbing e pressioni psicologiche, ricatti da parte di editori senza scrupoli e una passione che nel tempo si era trasformata in disperazione. Alessandro Bozzo, così si chiamava quel giornalista, era arrivato a un bivio della vita con il carico di una serie di minacce da parte della ‘ndrangheta, un lavoro sempre più in bilico e un matrimonio che stava per fallire. Un coraggioso cronista di provincia che all’improvviso si era reso conto di come tutto quello in cui aveva creduto e per il quale aveva sacrificato la sua esistenza stava per crollare. ‘Quattro centesimi a riga’, il romanzo che ho scritto per Zolfo Editore (pagg. 304, euro 18) racconta il contesto nel quale vive gran parte del giornalismo italiano, soprattutto al Sud e nelle periferie: tra precarietà, sfruttamento, salari al di sotto della decenza, pressioni psicologiche, mobbing, editori senza scrupoli e quotidiane intimidazioni. La vicenda di Alessandro, ripercorsa attraverso un diario-testamento, diventa così una storia collettiva sullo stato dell’informazione nel nostro Paese. Dove tre giornalisti su quattro non hanno un contratto di lavoro e migliaia e migliaia di free lance non riescono nemmeno a fatturare 5 mila euro (lordi) all’anno. ...

    data: 17/07/2022 18:20

  • LA RADIO, STORIE E CURIOSITA'
    di Gianni Carrucciu

    Un libro appena pubblicato (La Radio, storie e curiosità per chi la fa e chi l’ascolta dalla valvola al web di Gianni Carrucciu, Santelli editore) mi porta in quella strada di Roma che unisce piazza di Spagna e piazza del Popolo. La via deve il suo nome alla statua di Sileno inserita nella fontana fatta costruire da Gregorio XIII alla fine del Cinquecento. Era così brutta che i romani la ribattezzarono «er Babuino». La fontana situata all'altezza dell'attuale numero civico 49 fu rimossa e smembrata nel 1877, perché troppo ingombrante. La statua venne sistemata nel cortile di palazzo Boncompagni Cerasi nel quale avrebbe fissato al propria sede romana la Eri, la casa editrice della Rai. Lo considero un grande privilegio aver lavorato per anni in quegli uffici con affacci anche su via Margutta e sul Pincio. Nel 1957 la statua è stata nuovamente sistemata a fontana su una vasca e collocata, dove la vediamo ancora oggi, all’angolo della chiesa di Sant’Attanasio dei Greci. La strada deve la sua particolare atmosfera alle gallerie d'arte, alle botteghe degli antiquari, agli studi degli artisti, ai ristoranti degli osti generosi che in cambio della loro calda ospitalità ricevevano dai pittori tele, ancora fresche di colore, che nel tempo si sarebbero dimostrate un buon affare. Nei ritrovi avvolti nel fumo delle “nazionali” e nei caffè si incontravano pittori, scultori, scrittori, giornalisti, critici, protagonisti della bohème nostrana. Ci si vedeva da Notegen, da Canova, da Rosati oppure su e giù per via del Babuino ...

    data: 18/06/2022 12:14

  • GLI ZOCCOLI DELLE CASTAGNE
    di Barbara Ferraro

    Un nome comune di cosa, anzi due. Un’illustrazione. Una libreria. Anzi, no: una casa editrice. Ancora meglio: libreria e casa editrice. Questi sono i tre motivi per cui ho scelto questo libro. Andiamo per ordine: zoccoli e castagne. Sono questi i nomi che mi hanno attratto, racchiusi nel titolo: Gli zoccoli delle castagne. Un binomio che incuriosisce e suggerisce un mondo superato nei fatti che, nella realtà, bisogna conoscere a fondo (e far conoscere) per poter vivere nel presente (e capire in che guaio noi umani ci siamo cacciati in settanta anni e poco più). Come dire, uno di quei libri che dovrebbero costituire il bagaglio o, meglio ancora, l’attrezzatura, per andare avanti. Un’illustrazione: per la precisione l’illustrazione di copertina, fronte e retro. Ritrae la facciata di una vecchia casa, di quelle di pietra con l’intonaco scalcinato, che prima o poi, inevitabilmente, rimangono abbandonate, perché sono isolate oppure in un minuscolo borgo, arroccato su un colle; perché non sono adeguate agli standard della vita moderna ...

    data: 29/05/2022 19:12

pagina 2 di 10

«

»

1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |