L'Aquila si prepara a vivere un anno straordinario come Capitale italiana della Cultura 2026, un riconoscimento che arriva a diciassette anni dal devastante terremoto del 2009 e rappresenta molto più di una semplice celebrazione. La città abruzzese è stata proclamata vincitrice il 14 marzo 2024 dal Ministero della Cultura grazie a un dossier dal titolo evocativo L'Aquila città multiverso, un progetto ambizioso che intreccia sperimentazione artistica, rigenerazione urbana e visione di futuro per le aree interne del Paese.
L'iniziativa di Capitale italiana della Cultura, istituita nel 2014 con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale nazionale e incentivare la crescita del turismo attraverso il confronto tra diverse realtà territoriali, trova un esempio emblematico di rinascita e resilienza nell'Aquila, una città che ha fatto grandi progressi nella ricostruzione fisica, sociale ed economica, accumulando un eccezionale capitale di esperienza su come rispondere con efficacia a un grande shock collettivo come quello del sisma. Il cuore del progetto aquilano risiede nel concetto di "multiverso", che immagina la città come una realtà complessa in cui convivono e interagiscono molteplici dimensioni parallele, aprendo possibilità inesplorate di creatività artistica proprio grazie alla coesistenza dialogante di diverse dimensioni spazio-temporali e culturali. Il dossier si articola su quattro assi fondamentali mutuati dalla nuova agenda europea della cultura – coesione sociale, benessere e salute pubblica, creatività e innovazione, sostenibilità socio-ambientale – e si sviluppa attraverso cinque filoni tematici che ne esplorano la ricchezza: multiculturalità, multidisciplinarietà, multitemporalità, multiriproducibilità e multinaturalità. Questi filoni non riguardano soltanto L'Aquila, ma anche Rieti, città partner con cui è stata attivata una stretta collaborazione, e i borghi circostanti, in un'ottica policentrica che supera l'idea tradizionale della singola città per valorizzare un vasto territorio interconnesso. É una configurazione spaziale unica proprio per il rapporto stretto e reciproco che caratterizza L'Aquila non solo rispetto ai cinquantasei comuni del cratere del sisma ma in senso più ampio come città rappresentativa di un'area interna e montana. Il programma ufficiale prevede oltre trecento eventi, con ospiti internazionali e iniziative che spaziano dall'arte alla musica, dal teatro al cinema, dalla danza alla ricerca e alla partecipazione attiva dei cittadini. Il progetto ha preso il via ufficialmente il 17 gennaio con una cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, organizzata dal Teatro Stabile d'Abruzzo con la direzione del Maestro Leonardo De Amicis. La cerimonia mattutina ha visto protagonista una vera e propria orchestra filarmonica che ha riunito i professori d'orchestra dell'Istituzione Sinfonica Abruzzese, una delle dodici realtà concertistico-orchestrali italiane riconosciute dal Ministero della Cultura, insieme ai musicisti de I Solisti Aquilani, una delle più antiche formazioni cameristiche italiane, affiancati da una selezione di allievi del Conservatorio statale di musica "Alfredo Casella". Il racconto artistico si è articolato in capitoli che hanno attraversato storia, identità, memoria e visione futura della città, concentrandosi sul territorio appenninico, sul dialogo tra L'Aquila e Rieti, sulle origini della città, sulla ricostruzione civile e spirituale, sull'eredità celestiniana e ha incluso anche un omaggio alle vittime della tragedia di Rigopiano, la cui triste ricorrenza è caduta il 18 gennaio. Tra le numerose iniziative in calendario spiccano eventi di rilevanza nazionale e internazionale che testimoniano la volontà di fare dell'Aquila un laboratorio culturale d'eccellenza. In occasione del centenario della nascita di Fabio Mauri, artista centrale dell'arte italiana del Novecento che fu docente di Estetica della Sperimentazione all'Accademia di Belle Arti dell'Aquila dal 1979 al 1999, una mostra curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini renderà omaggio alle opere che l'artista ideò e mise in scena durante quegli anni, valorizzando il profondo legame tra la sua opera, la città e i suoi abitanti.
L'esposizione, in programma per l'autunno al MAXXI L'Aquila, si affiancherà ad altre iniziative dello stesso museo, come la mostra Convergenze e continuità. Architetture e paesaggi urbani in Abruzzo 1930-1960, curata da Mario Centofanti, Raffaele Giannantonio e Andrea Mantovano, che da giugno a dicembre a Palazzo ONMI traccerà una linea continua nello sviluppo del paesaggio urbano abruzzese attraverso materiali grafici, fotografie, documenti d'archivio e una committenza fotografica d'autore realizzata da Andrea Jemolo. A fine maggio la città si trasformerà in un palcoscenico diffuso con Sond – The School of Narrative Dance di Marinella Senatore, un progetto presentato dalla Fondazione MAXXI che coinvolgerà cittadini, associazioni, scuole e gruppi in una parata collettiva di danza, musica, teatro e creatività condivisa. L'arte contemporanea internazionale troverà spazio con il progetto Oltre il visibile dell'artista cinese Liu Bolin, noto come "l'uomo invisibile" per le sue performance di mimetizzazione con spazi urbani e naturali, realizzato da Audentes Consulting in collaborazione con Galleria Gaburro. L'artista realizzerà tre scatti fotografici inediti in luoghi iconici dell'Aquila e dell'Abruzzo – la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, Rocca Calascio e le foreste vetuste del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
– fondendosi attraverso il body painting con il paesaggio durante performance pubbliche che daranno vita a opere potenti e simboliche, esposte in città da giugno a settembre. Grande attenzione è dedicata inoltre alle istituzioni dell'alta formazione artistica e musicale, con L'Aquila che ospiterà la ventesima edizione del Premio nazionale delle arti e, in collaborazione con l'Accademia cittadina di Belle Arti, accoglierà le accademie di Roma, Napoli, Brera, Carrara e Ravenna per una grande mostra di scultura contemporanea.
Il Conservatorio "A. Casella" concluderà il suo viaggio internazionale con il festival ItARTS – Back to L'Aquila a febbraio, mentre il progetto Ecosistema delle imprese culturali e creative e internazionalizzazione prevede un gemellaggio con Bourges, città francese delle aree interne di dimensioni simili al capoluogo abruzzese e Capitale Europea della Cultura 2028. Con il milione di euro stanziato dal Ministero della Cultura sono in fase di avvio cantieri culturali diffusi, programmi di partecipazione e cittadinanza attiva come quello realizzato con la Fondazione Cittadellarte di Michelangelo Pistoletto, progetti di rigenerazione urbana e innovazione digitale, azioni pilota in quartieri e borghi del territorio. L'anno da Capitale passa anche attraverso la restituzione simbolica di luoghi della cultura a diciassette anni dal sisma: la riapertura del Teatro Comunale, prevista proprio nel 2026 e destinata a ospitare l'evento conclusivo dell'anno con una grande opera lirica curata dal Teatro Stabile d'Abruzzo, il rientro del Museo Nazionale d'Abruzzo nel Castello cinquecentesco già avvenuto a dicembre 2025, e la restituzione al pubblico del Teatro San Filippo, restaurato anche grazie ai proventi della canzone Domani realizzata all'indomani del sisma dagli Artisti uniti per l'Abruzzo. L'Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 rappresenta dunque molto più di un anno di eventi culturali: è un progetto strutturale che ambisce a costituire un modello replicabile di sviluppo sostenibile per le aree interne italiane ed europee, un modello che rimodula con intelligenza il rapporto tra il centro urbano e una costellazione di piccoli centri dalla forte identità sociale e culturale. In questo senso, la Carta dell'Aquila costituisce un importante punto di riferimento come Manifesto delle Città delle Aree Interne, una proposta originale partita proprio dal capoluogo abruzzese per valorizzare il ruolo propulsivo che questi centri possono esercitare a favore delle aree periferiche della nazione attraverso una progettualità congiunta e la condivisione delle esperienze comuni. Le nuove produzioni artistiche, l'accrescimento e lo scambio di competenze diffuse, gli spazi rigenerati per la realizzazione delle molteplici iniziative contribuiranno a costruire un'eredità duratura per questo territorio ricco di risorse e potenzialità ancora inespresse, un territorio ancora vitale e capace di immaginare un progetto di futuro che ha bisogno di una spinta decisiva per aprire un nuovo, vero ciclo generativo. La ricchezza storica e paesaggistica dei paesi dialoga con la città attraverso il capitale umano, la determinazione e l'ingegno creativo degli abitanti stessi, in un progetto che si distingue per il suo forte valore identitario, frutto di un percorso partecipato che mette al centro le aree interne fragili dell'Appennino, definendo un modello esportabile di rilancio che proietta L'Aquila verso il futuro come simbolo di resilienza e rinascita culturale.




































































